Il gas russo dividerà l’Europa? – Il Post

9 comments
  1. La gente ha due scelte (le multinazionali neanche le menziono visto quanto sono schifosamente corrotte e stanno già pagando in rubli nonostante le sanzioni)

    1. Vivere con il gas russo, quindi continui a pagarlo e vai avanti con la tua vita ma sei cosciente di essere colpevole di stare aiutando un regime dittatoriale guidato da uno che minaccia l’Europa con l’atomica.

    2. Smettere di pagare il gas russo, ti fai crescere un paio di palle, riduci l’uso del gas, affronti qualche periodo duro (problemi economici logistici di approvvigionamento e di riscaldamento) però dimostri di essere una persona con un morale che non si piega ai terroristi dittatori come Putin (e faresti felice la generazione dei partigiani)

  2. La speranza della Russia è quella ma non è così scontato.

    Normalmente dividere l’Europa è abbastanza semplice però ora i Paesi più nazionalisti sono anche quelli che per motivi vari si trovano più contrapposti alla Russia (Ungheria esclusa).

  3. Pace ad ogni costo. Però il prezzo della benzina deve stare a 1.30 o con i camion blocco tutte le strade. Il nucleare non lo voglio. Ed è meglio che il mio pacco amazon arrivi nell’orario precisato altrimenti disdico l’abbonamento a RaiPlay!

  4. Il problema è che a prescindere ci dovremmo staccare dal gas russo il prima possibile, non mi sentirei al sicuro considerando la situazione.

  5. Per me la soluzione migliore è una, continuare a comprare il gas Russo, anche in rubli, se strettamente necessario, ma…
    Bisogna fare l’impossibile per ridurre il consumo il prima possibile: altri fornitori, Rinnovabili, Nucleare, centrali a carbone, cucine a induzione, pompe di calore per i riscaldamenti, tutto quello che ci viene in mente.

    E poi bisogna supportare l’ucraina con ogni mezzo economico, militare e umanitario, niente più esitazioni bisogna inviargli tutto il necessario prima ancora che ce lo chiedano.

    Infine bisogna staccarsi da ogni altra dipendenza che abbiamo verso i russi, carbone e olio per esempio.

    Per fare tutto ciò però serve una cosa unità le 27 nazioni del unione dovranno lavorare al unisono, bisogna dimenticarsi delle perenni discussioni fra paesi frugali, PIGS, Visegrad e ogni altra inutile divisione, se si lavorerà tutti insieme l’Europa uscirà non solo indipendente dalla Russia, ma anche più forte e più unita.

  6. Erano da 8 anni che c’era la crisi ucraina. Da 8 anni che Putin ha fatto una mossa “inaspettata”, e che da 8 anni che Putin in un modo o l’altro ha compiuto azioni “audaci”. Rendendomi conto che è più facile parlare con il senno di poi, si poteva essere previdenti in cui Putin avrebbe fatto un altra mossa che avrebbe causato tensioni con il blocco occidentale. In questi 8 anni non si potevano attuare politiche che avrebbero reso meno dipendente il nostro paese dal Gas Russo (invece abbiamo partiti che hanno ricevuto i soldi dai russi).

    Allora in questi quattro mesi spero che il governo faccia azioni da mitigare le rogne, e che entro uno o due anni successivi il problema del gas russo sarà un problema più o meno trascurabile.

    Io sono favorevole al ritorno al nucleare (rendendomi conto che però ci vorrebbero almeno 10 anni per l’apertura delle centrali).

    Io personalmente sostengo anche l’invio delle armi dell’Ucraina, per aiutarla a resistere e magari “vincere” la guerra (cioè facendola mantenere l’indipendenza, uno sbocco al mare, o magari anche riprendersi i territori occupati dai russi, cosa che personalmente io auspico), ma sarebbe l’ideale a cercare a dare a Putin (che è figlio di una concezione sovietica, ed l’immagine per lui è tutto) qualcosa che in patria può spacciare di aver ottenuto una “vittoria”.

    Una “vittoria” dell’Ucraina, farebbe anche come monito alle altre potenze mondiali, cioè che l’Occidente non è morto, che nonostante sia una forza decisamente minore in un mondo più multipolare, rimane una forza comunque rilevante. Specie alla Cina, perché son convinto che se la Russia ottiene in pieno quel che vuole, convincerà la Cina a tentare il colpo con Taiwan.

  7. Anni di propaganda antinucleare e pro rinnovabili per far si che i paesi debbano per forza rimanere legati alle forniture di gas quando invece potevamo liberarcene tutti da anni.

    E questi sono i risultati.

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