Istat: salari 2022 +0,8%, si perdono 5 punti potere acquisto – Economia

7 comments
  1. Dopo tre decenni in cui l’Italia ha perso pressoché più di ogni altro paese al mondo in termini di salari reali (-3% dal 1990) si va incontro ad una botta incredibile del 5%.

    Io penso che semplicemente non sia accettabile, e che il tentativo di recuperare competitività schiacchiando gli stipendi sia stato evidentemente un cane che si morde la coda.

    Se il sistema di concertazione sindacale non solo non è più in grado non di fare conquiste, ma nemmeno di limitare i danni, o rinasce il sindacato in nuove forme o vanno trovate nuove soluzioni, percorrendo anche le strade più radicali se necessario.

  2. Nel frattempo la BCE ha affermato che con calma smetterá di essere compratore di ultima istanza dei titoli.
    Una bomba sociale pronta ad esplodere. Sento già Salvini e Conte sbraitare che la BCE è cattiva perché non vuole farci fare debito e sarà un 2018 all over again, solo sotto steroidi e con la guerra alle porte.

    Pretty nice

  3. La redditività degli investimenti in italia in più o meno tutti settori era già minima prima del covid. Ed è per questo che non ci investe nessuno. Non essendoci margini non c’è domanda di lavoro e di conseguenza per la legge della domanda e dell’offerta il “prezzo” deve scendere.

    Chi pensa di far salire i salari con la contrattazione sindacale non ha capito nulla della situazione e di come funziona l’economia. Dar la colpa agli imprenditori è solo populismo; gli imprenditori italiani non sono né più buoni né più cattivi degli imprenditori americani, tedeschi, turchi o vietnamiti . La compressione salariale è il risultato di problemi sistemici che coinvolgono tutti gli aspetti dell’economia e della società.
    È il sistema italia ad essere non competitivo da tutti i punti di vista e la situazione sarà ulteriormente aggravata da questa guerra.

    Alcuni esempi (ma ve ne sono molti altri) :
    -Un’azienda italiana paga l’energia un multiplo di quello che la paga un’azienda americana.

    -Paga facilmente più del doppio delle tasse a parità di utile, e ne paga anche in caso di perdite.

    -In Italia non vi è un mercato dei capitali funzionante

    -la burocrazia è molto pesante e la regolamentazione è estrema e cervellotica, il tutto viene fatto rispettare con discrezionalità e a macchia di leopardo.

    -le aziende italiane sono piccole e hanno un cash flow debole e quindi non possono investire e rinnovarsi, conseguentemente cercano solo di tirare a campare, delle volte anche trovandosi nicchie semiparassitarie. Col tempo questo le porta a scivolare sempre più in basso in termini di competitività.

    -tutta la spesa e l’apparato pubblico italiani sono non solo enormi ma costruiti con l’unico scopo di comprare una base di consenso per i partiti e mantenere lo status quo.

    L’unico modo che hanno le aziende italiane per stare in piedi è pagare poco i lavoratori e ormai non funziona neanche questo .

Leave a Reply