Perché il salario minimo può fare bene all’Italia – Valigia Blu

17 comments
  1. Il problema è che il pil pro capite di alcune zone povere del sud è la metà di alcune zone ricche del nord. Se metti un salario minimo basso è inutile al nord, se lo metti alto nessuno assumerà mai al sud.

  2. se confindustria è contraria, significa che è un’ottima cosa.

    la maggior parte dei contratti collettivi fanno davvero schifo al cazzo, ormai i sindacati alle negoziazioni strappano le briciole (quando non li peggiorano)

    ho il commercio da qualche tempo e dio mio che merda. 30 ore di permessi il primo anno…

  3. > in Italia sono in vigore 985 contratti collettivi nazionali

    > più della metà dei contratti collettivi nazionali copre meno di mille lavoratori ciascuno e un quarto meno di 100 (Grafico 1)

    Se la matematica non è un’opinione, arrotondando per eccesso questi contratti “ultrasettoriali” riguardano al massimo 250 x 1000 + 250 x 100 = 275000 lavoratori, certo non un’inezia ma pare difficile credere che siano un fenomeno determinante.

  4. Perchè adegua istantaneamente tutti i ccnl a bassissima sindacalizzazione come quello che ho postato ieri nel caffè? 1140€ lordi per 40 ore al mese, sono circa 7,10€ lordi

  5. il problema principale di un salario minimo e’ che va in contrasto con la tassazione,

    ad oggi per mettere effettivamente in tasca di un lavoratore 12k l’anno la ditta ne tira fuori 29000. (contratto commercio di un 4 livello)

    se vogliamo far guadagnare 20000 puliti al lavoratore con questa tassazione attuale una ditta dovrebbe tirar fuori quasi 50000 euro ed e’ altamente improponibile, non assumerebbe nessuno

  6. Io nella mia agenzia immobiliare offro ben più che il minimo sindacale e non ho mai avuto problemi a reperire personale o altro. 2000 al mese netti e buonanotte

  7. 1) Il sistema sindacale e di contrattazione scandinavo è totalmente diverso da quello italiano, così come il mercato del lavoro. Non è un caso che nei paesi scandinavi tutti siano membri di un sindacato, mentre qui da noi la maggior parte dei membri del sindacato sono dipendenti pubblici, pensionati e dipendenti di grandi aziende.

    2) Perchè non adottare un unico contratto di lavoro, uguale per tutti i settori, che garantisca le regole di base (come ad esempio il salario minimo) e a cui tutti devono sottostare?

    3) [La WB](https://olc.worldbank.org/sites/default/files/Legal%20Minimum%20Wages%20in%20Developing%20Countries_0.pdf) ha fatto un’analisi sui paesi in via di sviluppo (probabilmente paragonabili alla situazione del nostro Sud) e i risultati sono un po’ diversi.

  8. Confindustria e i partiti pro-immigrazione sono ovviamente contrari a un salario minimo, a dispetto delle affermazioni di facciata. Agli imprenditori serve manodopera a basso costo.

    Fare esattamente il contrario e’ la cosa giusta da fare. Certamente ci sarano ripercussioni (aumento dei prezzi, inflazione), ma la dignita’ delle persone viene prima.

  9. Non importa se tanto al sud si lavora in nero per 300€ piu reddito di cittadinanza e si vive nella mediocrità senza un minimo di aspirazione

  10. A me l’unica cosa che fa paura è che un ccnl minimo nazionale venga poi usato come scusa per livellare i ccnl di categoria verso il basso (o non assumere con il ccnl di categoria ma con quello nazionale più basso).

  11. Io trovo paradossale parlare di salario minimo quando il lavoro in nero è diffusissimo e non ho mai sentito un politico dire che bisogna lottare apertamente contro di esso. Come se avessero paura di perdere tutti quei voti di gente che col nero ci vive …

  12. Il salario minimo nazionale è una pessima idea perché lo stile di vita tra nord e sud o tra regioni vicine o in certi casi tra città nella stessa regione non molto distanti tra loro, varia abbastanza, ma non mi soffermo tanto su questo perché altri lo hanno già fatto nei commenti.
    Piuttosto vorrei far notare le conseguenze che un salario minimo ha sulle piccole aziende, ovvero quelle che principalmente hanno i dipendenti a bassa preparazione (low skill) e quindi vengono pagati poco perché facilmente rimpiazzabili per il principio della domanda e dell’offerta. Se una piccola azienda ha dei dipendenti sotto la paga imposta dallo stato, le azioni che prenderanno possono essere:
    1. Licenziamento del personale per usare i soldi risparmiati allo scopo di far rientrare nel salario minimo le paghe dei dipendenti rimasti
    2. Rincaro dei prezzi per i clienti per portare le page al minimo stabilito
    3. Automatizzazione del lavoro (ad esempio le casse dei supermercati) perché il costo dei macchinari nel tempo è più vantaggioso rispetto a pagare dei dipendenti
    4. Chiusura dell’azienda perché non può permettersi economicamente di aumentare le paghe
    In generale quando uno stato impone un prezzo fa solo danni alle aziende, ai lavoratori ed ai clienti.
    Ciò che bisognerebbe fare è ridurre le tasse sulle aziende e incentivare la contrattazione tra sindacato ed azienda perché è un sistema capillare che permette di stabilire un salario minimo adeguato che tiene conto dello stile di vita locale

  13. cioè 985 contratti collettivi nazionali, alcuni per meno di 1000 lavoratori e non ce n’è uno per gli informatici? ma a che servono? teniamo metalmeccanico, commercio, chimici, uno per la ristorazione e ciao.

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