Il flop della scuola italiana? Non per tutti: per le élite funziona benissimo- Corriere.it

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  1. TL;DR La scuola fa cagare ma restano pochissimi, figli di un elite non meglio specificata che tengono botta.

    E la colpa, signori, e’ proprio di queste elite. Comprese le “famiglie per cui la formazione rappresenta un valore.”

    Corriere della Sera, Roberto Contessi, insegnate e scrittore.

  2. La critica è vecchia, ma come sempre manca una soluzione.

    Le persone (adulti o studenti) che ritengono la scuola dell’obbligo un obbligo (pun intended) da sbrigare il prima possibile per potersi dedicare alle cose “che contano davvero” non hanno motivo per spingere a cambiare il sistema, il 6 (100, 18 o 110 che sia) politico va più che bene; le cosiddette élite invece spesso e volentieri sono convinte che il proprio successo scolastico sia interamente merito loro, quindi al massimo cambierebbero il sistema per dare ancora più premi agli studenti migliori piuttosto che investire su quelli peggiori.

    E anche la presa di coscienza individuale non è così scontata, per semplici dinamiche umane interne alla classe: nella sezione “élite” si gareggia a chi prende il voto più alto, in quella “somari” il secchione è un paria; lo stesso insegnante sarà pieno di entusiasmo ad insegnare nella prima sezione, “barbabietola da zucchero” nella seconda.

    Alla fine chi si lamenta è solo chi non è “né carne né pesce”, e la vedo dura cambiare rapidamente l’atteggiamento della società al riguardo.

  3. Il segreto e privilegiato metodo delle “élite”?

    > scegliendo per i propri figli gli indirizzi, le scuole e spesso anche le sezioni migliori

    Roba che facevano i miei genitori, operai figli di contadini, 30 anni fa senza alcuna difficoltà.

    Un articolo che ranta contro I Poteri Forti senza alcun costrutto.

  4. L’articolo si contraddice interamente in qualche riga in mezzo

    > Le indagini più attente ci dicono che non per forza sono benestanti ma hanno famiglie per cui la formazione rappresenta un valore.

    Quindi il titolo dovrebbe essere “La scuola italiana funziona per chi fa parte delle famiglia per cui la formazione rappresenta un valore”

    Forse il vero flop è che se una scuola per funzionare deve per forza affidarsi alle famiglie? Non dovrebbe essere la scuola la fonte primaria di formazione negli studenti? A partire dai 6 anni il sistema scolastico sta ‘formando’ gli studenti per minimo 5-6 ore al giorno mentre i genitori se entrambi lavoratori quanto tempo libero hanno con i figli? Genitori che quasi sempre ormai devono trasferirsi lontano dai nonni – che potrebbero fungere da educatori.

    Dire che è colpa delle famiglie se gli studenti non vanno bene a scuola stai solo spostando la colpa su un attore esterno al sistema che puoi controllare

  5. Se qualcuno mi fa un TL;DR che il corriere mi ha dato picche con un bel paywall.

    Comunque così leggendo solo il titolo posso subito dire che i “migliori” a scuola non venivano da famiglie ricche ma erano semplicemente quelli che si applicavano di più.

  6. Quest’anno mia madre ha delle supplenze all’IPSIA.

    Prima di entrare in aula deve controllare che l’elmetto sia ben allacciato e l’antiproiettili integro, e poi dare tanti bacini al santino di Padre Pio.

    Ogni giorno mi racconta del delirio a cui è spettatrice inerme: bande di etnie diverse che cercano ogni pretesto per azzuffarsi, sfide tra classi a chi lancia più petardi, gente che arriva senza cartella libri e penne, alunni che dormono dalle 8 alle 12:30, bidelli messi all’angolo e malmenati con scopettoni intinti nel piscio. E poi ragazzini che si fumano le canne in classe, guardano youtube tutta la mattina, bande che svaligiano i laboratori.

    E tutto ciò in una prima, a due mesi dall’inizio dell’anno scolastico. Secondo lei questi ragazzi sono irrecuperabili e praticamente già condannati. I marocchini sognano di fare gli spacciatori, i cinesi lavoreranno nel negozio di famiglia, i neri sperano di lavorare in discarica e quei pochi italiani gestiscono tutti i traffici come i primi mafiosi a New York negli anni ’20.

    Non esiste una sola causa, ma di certo l’assenza di una famiglia, intesa come lassismo genitoriale, poca educazione, troppi figli da seguire e genitori entrambi lavoratori contribuisce in maniera quasi totale al fallimento scolastico, umano e relazionale della prole.

    Comunque se le ricapita un ipsia l’anno prossimo ha detto che andrà in pensione anticipata.

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