> Il cantiere estivo delle pensioni, avviato dalle dichiarazioni del sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, attraversa trasversalmente gli schieramenti. Due i progetti: il blocco dell’adeguamento (tre mesi in più) dell’età pensionabile all’aumento dell’aspettativa di vita e la possibilità di usare il Tfr per l’uscita anticipata. Sulla prima proposta, la più importante e costosa (circa 3 miliardi nel biennio), Durigon potrebbe paradossalmente trovare più sostegno tra le file dell’opposizione che della maggioranza. Nei giorni scorsi, al Foglio, esponenti di FdI e FI hanno infatti sostenuto che sarebbe preferibile usare quelle risorse per tagliare le tasse. Nel campo largo, invece, pur con una radicale critica alla politica delle pensioni del governo Meloni, il blocco dell’età pensionabile viene visto con favore da Pd, M5s e Avs. Contrari, invece, i partiti centristi e liberali.
> “Il decreto prima arriva e meglio è – dice al Foglio Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd – ci sono 40 mila persone che potrebbero trovarsi in situazione di difficoltà perché in uno scivolo di uscita. Prima si toglie l’incertezza e meglio è”. Quello che chiede il Pd è “una riforma strutturale”, perché l’intervento annunciato dal governo è temporaneo “ma poi dal 2029 il problema si ripresenta”. Il meccanismo automatico, dice Guerra, “andrebbe rivisto perché la speranza di vita non è uguale in base alle condizioni socioeconomiche e per chi fa lavori usuranti o gravosi. Certo è che, in mancanza di altro, il provvedimento lo prendiamo. L’aumento generalizzato di tre mesi non va bene”. Quanto alla proposta sull’uso del Tfr, conclude l’esponente del Pd, si tratta di una proposta sbagliata da parte di un governo che ha “sistematicamente eliminato le uscite anticipate”.
> Il M5s già a gennaio aveva rilanciato l’allarme della Cgil sull’adeguamento dell’età pensionabile dovuto all’aumento dell’aspettativa di vita certificato dall’Istat. La richiesta, anche in questo caso, è di bloccare l’incremento di tre mesi del requisito anagrafico. Contrarietà totale, invece, alla proposta di usare il Tfr come rendita per l’anticipo pensionistico: “E’ irricevibile – ha dichiarato Mariolina Castellone, capogruppo M5s in commissione Lavoro al Senato – la contrasteremo con ogni mezzo in tutte le sedi. Durante l’ultima campagna elettorale la destra ha promesso agli italiani che avrebbe abolito la legge Fornero, poi una volta al governo ha battuto in ritirata e adesso dice ai lavoratori: se volete uscire prima dal lavoro pagate di tasca vostra. Tutto questo è ridicolo”. Sulla stessa linea Avs: no alla proposta sul Tfr, sì al congelamento dell’età pensionabile. “Siamo favorevoli al blocco dell’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, ma siamo preoccupati perché nella maggioranza c’è divisione sul tema” dice al Foglio Francesco Mari, capogruppo di Avs in commissione Lavoro. “Naturalmente – dice Mari – sarebbe preferibile un intervento strutturale sul sistema previdenziale, per bloccare per sempre l’età di pensionamento”. Ma solo il blocco temporaneo costa tre miliardi di euro, dove si trovano le coperture? “I soldi si prendono dove sono: servono patrimoniale e aumento della progressività dell’Irpef”, è la ricetta del partito guidato da Bonelli e Fratoianni.
> Di parere diverso è la galassia centrista, sia le forze che fanno parte del campo largo sia quelle che se ne tengono alla larga. Per Carlo Calenda il no al blocco dell’aumento dell’età pensionabile è totale: “Siamo contrari – dice al Foglio il leader di Azione –. Si continua a rubare a generazioni che avranno pensioni bassissime. Tra l’altro l’età media di pensionamento in Italia è molto più bassa di quella nominale”. Per +Europa, che a differenza di Azione fa parte del centrosinistra, “con i ben noti dati demografici, l’ossessione per i prepensionamenti è insensata. La legge Fornero Monti, spiace per Salvini e Meloni, è stata un vero game changer nei conti pubblici italiani – dice al Foglio Benedetto Della Vedova – Quindi, dopo l’inutile e costosissima Quota 100 la Lega dovrebbe mettersi il cuore in pace e occuparsi d’altro”.
Italia viva, che sta rientrando nel campo largo di cui faceva parte all’epoca del governo Conte II, è scettica sul congelamento del requisito anagrafico per andare in pensione: “Capisco che possa far piacere, ma è una misura che ha un costo alto – dice al Foglio Raffaella Paita di Iv –. Sarebbe preferibile mettere quelle risorse sulla sanità”. Netta contrarietà, invece, da parte di Luigi Marattin che con il suo Partito liberaldemocratico cerca di costruire uno spazio tra i due poli: “Tutti i soldi che il governo vuole spendere per evitare l’aumento dell’età pensionabile, e non sono pochi, devono essere usati per tagliare le tasse al ceto medio. Quanto al Tfr l’unica cosa sensata da fare, anziché usarlo per le pensioni anticipate, è incentivare il suo utilizzo per la previdenza complementare”.
Opposizione sempre più fottuta, dall’accordo elettorale in Toscana a questo.
Dato che non ho potuto leggere l’articolo a causa del paywall mi limito ad una piccola critica al titolo: al netto delle implicazioni pratiche nell’articolo linkato nel primo commento di OP, dove sarebbe la componente “paradossale”? Il M5S è famoso proprio per il suo dare soldi alla cavolo mentre il PD ha uno zoccolo duro di pensionati o prossimi alla pensione; io vedo solo un partito che segue la strategia che lo ha portato dov’è oggi e uno che tenta di accontentara la sua base elettorale. Non vedo paradossi…
Per evitare che i baby boomers vadano in pensione 6 mesi più tardi, spenderemo 3 miliardi di euro?
Situazione lose-lose per le opposizioni.
Se si comportano in modo responsabile, evitando di aggravare ulteriormente il problema pensionistico, si beccano l’incazzatura dei quasi-pensionati, che sono una fascia demografica enorme.
Se fanno la scelta che porta più consenso nell’immediato, vanno nelle braccia dei populisti della Lega… che si intascherà tutta la gratitudine, lasciandogli la patata bollente del dover giustificare una scelta così dannosa per le pubbliche casse.
Perché la Lega quanto a narrazione, a spin, oggi è ridotta al lumicino rispetto a FdI… ma è comunque enormemente più capace del PD.
Se scelgono di non schierarsi, da destra saranno prontissimi a tacciarli di incoerenza. Ricordiamoci infatti che ufficialmente, secondo la narrazione di pancia preponderante, il PD è “il partito della Fornero”.
Insomma, sono fottuti in ogni caso. Non c’è un modo positivo, per loro, di uscirne.
Non con questo clima politico, non con questa demografia.
Non ci vedo un paradosso, perché sull’economia e sul welfare il PD e il M5S fanno lo stesso identico “populismo” di Salvini.
Se mai dovessi decidere di avere un figlio col cazzo che lo faccio crescere qui. Sembra di vedere uno agonizzante che usa le sue ultime energie per tirarsi addosso una colata di cemento
Onestamente la situazione pensioni è così grave, che l’unico metodo, che a me sembra plausibile per un’eventuale risoluzione, è che l’Italia entri in una guerra così da poter bloccare le pensioni.
Non pensavo che lo avrei mai detto. Menomale che Giorgia c’è
per tutti quelli che “non ci sono i soldi bisogna fare i tagli”
ecco come si è arrivati a questa situazione
è una situazione del cazzo per l’opposizione che tra l’altro si ritrova a risolvere la cagate del governo :
* se l’opposizione è a favore del taglio , verranno criticati dai pensionati e quelli vicini alla pensione
* se si oppongono si beccano l’accusa di populismo
In tutto ciò il governo ha bisogno di soldi e si rifà su chi di fatto non può sfuggire dopo tipo 20 condoni e un rapporto dell’agenzia dell’entrate penoso che da prova di come chi non paga oggi continua a non pagare neanche domani . Aggiungo che se servono disperatamente questi 3 miliardi potrebbero tagliarli alle spese del Parlamento o del Cnel .
>Paradosso pensioni. Pd e M5s **glielo** appoggiano **a** Salvini
FIXED
Mi sa che è la volta buona che voto FdI e fanculo tutto.
Bene, non voterò PD. Questa è una porcata sulle spalle dei giovani.
Appena avrò la possibilità di assistere a un comizio/dibattito glielo farò presente.
Si ha la lista di chi vota appoggiando? Si potrà altrimenti avere?
Il compito di un organo di governo sarebbe quello di pensare al benessere della *nazione*… fintanto che la politica continua a pensare al benessere dei loro *elettori* invece, non cambierà mai nulla. Se poi un partito che si professa di sinistra, quindi più per il sociale in teoria, si comporta come una lobby per i propri interessi invece, siamo alla frutta.
La gente deve smetterla di vedere paradossi quando non capisce o è ignorante. Salvini, come conte e schlein volgliono uno stato sociale. Il socialismo può essere anche conservatore, e fa cagare uguale. Viva FI e FdI che si oppongono.
Ma non era la meloni che voleva abolire la Fornero???
Ah già, la solita fine del taglio delle accise, blocco navale, stop Europa, ecc.ecc.
17 comments
Visto il paywall lascio anche [questo articolo di 3 giorni fa](https://quifinanza.it/pensioni/eta-pensionabile-bloccare-aumento-3-miliardi/926015/) di QuiFinanza che spiega più o meno bene cosa significa a livello pratico.
Edit con l’articolo paywallato del Foglio:
> Il cantiere estivo delle pensioni, avviato dalle dichiarazioni del sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, attraversa trasversalmente gli schieramenti. Due i progetti: il blocco dell’adeguamento (tre mesi in più) dell’età pensionabile all’aumento dell’aspettativa di vita e la possibilità di usare il Tfr per l’uscita anticipata. Sulla prima proposta, la più importante e costosa (circa 3 miliardi nel biennio), Durigon potrebbe paradossalmente trovare più sostegno tra le file dell’opposizione che della maggioranza. Nei giorni scorsi, al Foglio, esponenti di FdI e FI hanno infatti sostenuto che sarebbe preferibile usare quelle risorse per tagliare le tasse. Nel campo largo, invece, pur con una radicale critica alla politica delle pensioni del governo Meloni, il blocco dell’età pensionabile viene visto con favore da Pd, M5s e Avs. Contrari, invece, i partiti centristi e liberali.
> “Il decreto prima arriva e meglio è – dice al Foglio Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd – ci sono 40 mila persone che potrebbero trovarsi in situazione di difficoltà perché in uno scivolo di uscita. Prima si toglie l’incertezza e meglio è”. Quello che chiede il Pd è “una riforma strutturale”, perché l’intervento annunciato dal governo è temporaneo “ma poi dal 2029 il problema si ripresenta”. Il meccanismo automatico, dice Guerra, “andrebbe rivisto perché la speranza di vita non è uguale in base alle condizioni socioeconomiche e per chi fa lavori usuranti o gravosi. Certo è che, in mancanza di altro, il provvedimento lo prendiamo. L’aumento generalizzato di tre mesi non va bene”. Quanto alla proposta sull’uso del Tfr, conclude l’esponente del Pd, si tratta di una proposta sbagliata da parte di un governo che ha “sistematicamente eliminato le uscite anticipate”.
> Il M5s già a gennaio aveva rilanciato l’allarme della Cgil sull’adeguamento dell’età pensionabile dovuto all’aumento dell’aspettativa di vita certificato dall’Istat. La richiesta, anche in questo caso, è di bloccare l’incremento di tre mesi del requisito anagrafico. Contrarietà totale, invece, alla proposta di usare il Tfr come rendita per l’anticipo pensionistico: “E’ irricevibile – ha dichiarato Mariolina Castellone, capogruppo M5s in commissione Lavoro al Senato – la contrasteremo con ogni mezzo in tutte le sedi. Durante l’ultima campagna elettorale la destra ha promesso agli italiani che avrebbe abolito la legge Fornero, poi una volta al governo ha battuto in ritirata e adesso dice ai lavoratori: se volete uscire prima dal lavoro pagate di tasca vostra. Tutto questo è ridicolo”. Sulla stessa linea Avs: no alla proposta sul Tfr, sì al congelamento dell’età pensionabile. “Siamo favorevoli al blocco dell’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, ma siamo preoccupati perché nella maggioranza c’è divisione sul tema” dice al Foglio Francesco Mari, capogruppo di Avs in commissione Lavoro. “Naturalmente – dice Mari – sarebbe preferibile un intervento strutturale sul sistema previdenziale, per bloccare per sempre l’età di pensionamento”. Ma solo il blocco temporaneo costa tre miliardi di euro, dove si trovano le coperture? “I soldi si prendono dove sono: servono patrimoniale e aumento della progressività dell’Irpef”, è la ricetta del partito guidato da Bonelli e Fratoianni.
> Di parere diverso è la galassia centrista, sia le forze che fanno parte del campo largo sia quelle che se ne tengono alla larga. Per Carlo Calenda il no al blocco dell’aumento dell’età pensionabile è totale: “Siamo contrari – dice al Foglio il leader di Azione –. Si continua a rubare a generazioni che avranno pensioni bassissime. Tra l’altro l’età media di pensionamento in Italia è molto più bassa di quella nominale”. Per +Europa, che a differenza di Azione fa parte del centrosinistra, “con i ben noti dati demografici, l’ossessione per i prepensionamenti è insensata. La legge Fornero Monti, spiace per Salvini e Meloni, è stata un vero game changer nei conti pubblici italiani – dice al Foglio Benedetto Della Vedova – Quindi, dopo l’inutile e costosissima Quota 100 la Lega dovrebbe mettersi il cuore in pace e occuparsi d’altro”.
Italia viva, che sta rientrando nel campo largo di cui faceva parte all’epoca del governo Conte II, è scettica sul congelamento del requisito anagrafico per andare in pensione: “Capisco che possa far piacere, ma è una misura che ha un costo alto – dice al Foglio Raffaella Paita di Iv –. Sarebbe preferibile mettere quelle risorse sulla sanità”. Netta contrarietà, invece, da parte di Luigi Marattin che con il suo Partito liberaldemocratico cerca di costruire uno spazio tra i due poli: “Tutti i soldi che il governo vuole spendere per evitare l’aumento dell’età pensionabile, e non sono pochi, devono essere usati per tagliare le tasse al ceto medio. Quanto al Tfr l’unica cosa sensata da fare, anziché usarlo per le pensioni anticipate, è incentivare il suo utilizzo per la previdenza complementare”.
Opposizione sempre più fottuta, dall’accordo elettorale in Toscana a questo.
Dato che non ho potuto leggere l’articolo a causa del paywall mi limito ad una piccola critica al titolo: al netto delle implicazioni pratiche nell’articolo linkato nel primo commento di OP, dove sarebbe la componente “paradossale”? Il M5S è famoso proprio per il suo dare soldi alla cavolo mentre il PD ha uno zoccolo duro di pensionati o prossimi alla pensione; io vedo solo un partito che segue la strategia che lo ha portato dov’è oggi e uno che tenta di accontentara la sua base elettorale. Non vedo paradossi…
Per evitare che i baby boomers vadano in pensione 6 mesi più tardi, spenderemo 3 miliardi di euro?
Situazione lose-lose per le opposizioni.
Se si comportano in modo responsabile, evitando di aggravare ulteriormente il problema pensionistico, si beccano l’incazzatura dei quasi-pensionati, che sono una fascia demografica enorme.
Se fanno la scelta che porta più consenso nell’immediato, vanno nelle braccia dei populisti della Lega… che si intascherà tutta la gratitudine, lasciandogli la patata bollente del dover giustificare una scelta così dannosa per le pubbliche casse.
Perché la Lega quanto a narrazione, a spin, oggi è ridotta al lumicino rispetto a FdI… ma è comunque enormemente più capace del PD.
Se scelgono di non schierarsi, da destra saranno prontissimi a tacciarli di incoerenza. Ricordiamoci infatti che ufficialmente, secondo la narrazione di pancia preponderante, il PD è “il partito della Fornero”.
Insomma, sono fottuti in ogni caso. Non c’è un modo positivo, per loro, di uscirne.
Non con questo clima politico, non con questa demografia.
Non ci vedo un paradosso, perché sull’economia e sul welfare il PD e il M5S fanno lo stesso identico “populismo” di Salvini.
Se mai dovessi decidere di avere un figlio col cazzo che lo faccio crescere qui. Sembra di vedere uno agonizzante che usa le sue ultime energie per tirarsi addosso una colata di cemento
Onestamente la situazione pensioni è così grave, che l’unico metodo, che a me sembra plausibile per un’eventuale risoluzione, è che l’Italia entri in una guerra così da poter bloccare le pensioni.
Non pensavo che lo avrei mai detto. Menomale che Giorgia c’è
https://youtu.be/pUKaB4P5Qns?si=sFyRpTbAKOJmkmkx
per tutti quelli che “non ci sono i soldi bisogna fare i tagli”
ecco come si è arrivati a questa situazione
è una situazione del cazzo per l’opposizione che tra l’altro si ritrova a risolvere la cagate del governo :
* se l’opposizione è a favore del taglio , verranno criticati dai pensionati e quelli vicini alla pensione
* se si oppongono si beccano l’accusa di populismo
In tutto ciò il governo ha bisogno di soldi e si rifà su chi di fatto non può sfuggire dopo tipo 20 condoni e un rapporto dell’agenzia dell’entrate penoso che da prova di come chi non paga oggi continua a non pagare neanche domani . Aggiungo che se servono disperatamente questi 3 miliardi potrebbero tagliarli alle spese del Parlamento o del Cnel .
>Paradosso pensioni. Pd e M5s **glielo** appoggiano **a** Salvini
FIXED
Mi sa che è la volta buona che voto FdI e fanculo tutto.
Bene, non voterò PD. Questa è una porcata sulle spalle dei giovani.
Appena avrò la possibilità di assistere a un comizio/dibattito glielo farò presente.
Si ha la lista di chi vota appoggiando? Si potrà altrimenti avere?
Il compito di un organo di governo sarebbe quello di pensare al benessere della *nazione*… fintanto che la politica continua a pensare al benessere dei loro *elettori* invece, non cambierà mai nulla. Se poi un partito che si professa di sinistra, quindi più per il sociale in teoria, si comporta come una lobby per i propri interessi invece, siamo alla frutta.
La gente deve smetterla di vedere paradossi quando non capisce o è ignorante. Salvini, come conte e schlein volgliono uno stato sociale. Il socialismo può essere anche conservatore, e fa cagare uguale. Viva FI e FdI che si oppongono.
Ma non era la meloni che voleva abolire la Fornero???
Ah già, la solita fine del taglio delle accise, blocco navale, stop Europa, ecc.ecc.
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