
Avrei postato direttamente il tweet come link ma purtroppo non si possono linkare post di social network. [Qui](https://twitter.com/AlinejadMasih/status/1504443833911758855?s=20&t=jEjrBn9lpBxBAcllw0xvRA) abbiamo il tweet in questione in cui Masih Alinejad mostra l’intervista fatta in Italia a Nessun Dogma. [Qua](https://www.la7.it/propagandalive/video/lintervista-integrale-di-diego-bianchi-a-masih-alinejad-04-03-2022-426920) invece c’è l’intervista recente con Diego Bianchi a Propaganda live.
Masih Alinejad è fuggita dall’Iran per essersi rifiutata di indossare l’hijab. Il regime iraniano ha cercato di rapirla e ha infangato la sua reputazione in patria, fra le altre cose creando dei fotomontaggi sessuali e mostrandoli a suo padre.
Non posso fare a meno di notare che nel caso di Masih Alinejad (con la quale comunque dobbiamo essere solidali) di tratta solo di un rifiuto dell’imposizione dell’hijab e non dell’islam in sé, e questo rende il suo messaggio più vendibile e non particolarmente controverso. Chi se la vede ancora peggio, però, sono gli apostati, che ricevono minacce di morte o vengono ammazzati direttamente. Uno dei casi più famosi è quello di Salman Rushdie. Gli apostati però non si vedono spesso come ospiti in TV, e ho il sospetto che sia perché sono più scomodi dato che rifiutano l’Islam tout court, e vogliamo evitare problemi.
Io penso che sia difficile criticare gli aspetti intolleranti dell’islam a causa delle accuse di islamofobia che prontamente arrivano, a tal punto di non dare abbastanza credito alle voci di uomini e donne scappati dai regimi islamici per paura di ripercussioni. Voi cosa ne pensate?
11 comments
[removed]
L’unica critica che condivido dell’”islamofobia” (poi spiego perché l’ho messa tra virgolette) sono i doppi standard degli occidentali cristiani che fanno tanto per criticare la religione islamica e poi fanno orecchie da mercante quando si tratta della propria. Ad esempio il paesino in cui sono cresciuta io è fortemente cristiano, peccato che il 90% della gente sia razzista e omofoba e in generale gente di merd4, però oh basta andare in chiesa e sono tutti santi. Quindi insomma, se critichi solo le religioni degli altri e non la tua, che ci tieni veramente alla libertà di espressione è una minchiata. Solo che la gente dall’altra parte, arrivata a questo punto, pensa “Ok, loro [i cristiani] sono ipocriti, allora se reputano la loro religione intoccabile pure la nostra lo è”, quando la realtà semplicemente è che andrebbero criticate tutte a prescindere.
Il motivo per cui ho messo islamofobia tra virgolette prima è che, come ogni fanatico religioso, questa gente non vuole sentire critiche e si rifugia dietro la scusa della fobia. Su internet poi c’è pure il fenomeno di donne mussulmane occidentali che ti dicono “Non parlate al posto mio, decido io cosa è discriminatorio e cosa no” e poi sono le prime a parlare sopra le donne mussulmane che vivendo in quei paesi hanno meno libertà di scelta. Il problema è proprio questo, la libertà di scelta (o presunta tale): quando si va a parlare di una classe di persone affette da tematica X, è ovvio che si tenda a generalizzare. Se tu stai bene così, perfetto, ma non pretendere di parlare per il resto del mondo se quello ti dice che invece cosa X non gli sta bene. Solo perché tu hai una certa libertà non vuol dire che tutte le altre abbiano la tua stessa fortuna. Guarda caso a parlare in sfavore della religione islamica sono sempre più spesso le donne che appunto vivono in quei paesi lì. Se sei cresciuta a Los Angeles grazie al cazzo che hai un’esperienza diversa, sarebbe come dire solo perché io non ho mai avuto contatti diretti con la mafia allora non esiste e bisogna smettere di parlarne.
[removed]
Non vedo l’ora che sparisca anche l’Islam. Religioni sono una rovina.
La capisco perfettamente perché ho genitori molto devoti al Islam e alle loro usanze del c***o che già a 20 anni ho traumi che penso non supererò mai lol.
Come per le altre religioni, il problema non è esattamente l’Islam in sé (che per forza di cose è arretrato, come le altre religioni antiche) ma chi e come lo impone. Se ci fosse un governo laico in un Paese progressista a maggioranza/tradizione musulmana, non credo la situazione sarebbe tanto diversa dall’Italia oggi. In pratica in uno Stato libero ognuno deve avere la possibilità di seguire o non seguire una certa religione e nel caso decidere che pratiche specifiche seguire, nel rispetto della legge.
Mia moglie è iraniana. L’iran lo conosco un po’. L’Hijab in Iran è molto più una questione di principio che un reale impedimento per le donne.
In pratica, se sei donna, un punto della tua testa deve essere coperto da un po’ di tessuto. Questo significa che se sei anti velo, hai un foulard che copre a malapena lo chignon e poco altro. Più ti copri i capelli più la donna in questione è probabilmente tradizionalista e religiosa.
Metà della famiglia di mia moglie non indossa il velo appena può evitarlo. L’altra metà sì.
Per questo motivo dico che è una questione di principio. Un obbligo dello stato a coprire, anche in minima parte, una parte del corpo. A pensarci bene abbiamo regole simili anche noi con la differenze che quasi tutti sono d’accordo con la regola di andare in giro almeno almeno in mutande, mentre in Iran molte donne e molti uomini sono contrari alla regola del velo.
Oltre alla testa, è meno noto, ma si devono coprire anche i fianchi e i gomiti. Dio non voglia che un prete iraninao veda un gomito. Questo più del velo fa soffrire le donne iraniane in estate.
Un po’ di tempo fa hanno provato con la disobbedienza civile sul velo a Tehran, ma non è finita bene. I preti al potere a questa cosa ci tengono davvero molto.
Per il resto, le donne in Iran se la cavano molto bene. È famoso il fatto che ci siano più laureate che laureati. L’Iran è un paese molto molto istruito dove la cultura è un valore ancora più importante che da noi.
Potrei andare avanti a lungo. Aggiungo solo questo: l’Iran è sciita. L’Islam sciita è piuttosto diverso da quello sunnita, specialmente da quello wahabita/salafita radicale che tanto ci scandalizza.
Il paragone che faccio sempre è che gli Sciiti sono un po’ i cattolici del mondo islamico. Come i cattolici hanno la propria coscienza come faro principale per discernere il bene dal male. In secondo luogo hanno la dottrina della Chiesa che, al contrario di quella delle varie correnti sunnite, è molto più organizzata e gerarchica. La scienza è per lo più completamente abbracciata e in generale definirei il loro islam molto moderato e tollerante.
Capisco l’enorme rottura di coglioni del velo. Agli uomini rompono molto meno le palle sul dress code, ma comunque i pantaloncini corti sono vietati. Anche le ginocchia maschili proprio non piacciono ai preti.
I reali problemi però sono altri: l’inflazione al 36%, la corruzione, l’isolamento internazionale, la mancanza completa di libertà di espressione, la tortura dei prigionieri politici, la guerra costante contro l’Arabia Saudita,… etc etc etc
> Voi cosa ne pensate?
Umilmente la prima cosa che penso è che vorrei almeno una verifica se ci sono poi davvero state le accuse di islamofobia, per capire i termini reali della questione.
Io disprezzo ugualmente tutte le religioni. Nel caso specifico dell’islam, trovo molto ipocrita da parte dei mussulmani e di chi li difende su questo punto, il fatto che si tenti di distinguere tra radicali e non, quando sono i concetti fondamentali dell’islam a renderla una religione di estremisti. Si fanno tutti scudo dietro alle interpretazioni più o meno libere e letterali, come anche certi fondamentalisti cristiani guarda caso, però l’interpretazione cambia con l’interlocutore.
Il doppio standard, ottenuto a suon di repressione e violenza, con coi trattiamo le religioni rispetto agli altri prodotti dell’immaginazione, è una disgrazia globale per la nostra specie, giusto perché queste menzogne fanno comodo per controllare le masse, creare divisioni tra gli umani e inutili dibattiti culturali o per diritti che dovrebbero essere scontati, quando i problemi sono ben altri, la crisi climatica, le disuguaglianze, per citare quelli che mi stanno più a cuore.
Provo pietà per le donne che si trovano tra le grinfie di questi culti immondi e crudeli nei loro confronti, in paesi dove l’adesione e l’obbedienza sono l’unica strada per la sopravvivenza, mentre biasimo chi si piega a queste pratiche quando potrebbe liberarsene, ma non lo fa per conformismo.
Per quanto sia brutto a pensarsi, L’Islam è la religione meno tollerante che esista.
Almeno le altre religioni fanno uno sforzo per convivere, l’Islam no.
Molte religioni si sono riformate in meglio, L’Islam no.
In numerosissime regioni del mondo i diritti fondamentali dell’uomo e della donna vengono rispettati, nel Medio Oriente e nel Nordafrica praticamente no.
Sì, sono Isl@mofobo. Ho paura dell’Islam.
Qualunque individuo che grida alla *<X>*fobia quando il suo gruppo di appartenenza/identificazione viene criticato per qualcosa di indifendibile, si dimostra per quello che è: un pericoloso fanatico.
Il problema di chiedere una “riforma dell’Islam” è che ci si dimentica di cosa è successo alla cristianità quando questa si è “riformata”.
Per farla breve, una serie di guerre devastanti, oscurantismo da ambo le parti della barricata, e creazione di teocrazie. Che è quello che sta succedendo nel mondo islamico, anche in luoghi che prima erano ben più rilassati (vedasi l’Indonesia e la Malaysia).
Ma veniamo alla questione posta: si può e si deve avere spirito critico verso le pratiche più integraliste dell’islam, così come si deve per quelle cristiane, buddhiste e così via. Il problema è che l’islam occupa anche il posto di eterno spauracchio dell’Europa fin dai tempi di Tariq ibn Ziyad, quindi c’è il forte rischio che, senza un accurato bilanciamento, la cosa si riversi sui praticanti non estremi, e se ci aggiungi la componente più legata alla fisonomia delle persone, ecco che la stessa Masih Alinejad (così come altro ex-mussulmano che non sembri una copia perfetta dell’ideale platonico di un italiano, eh) si trova a rischiare di essere menata da degli ebeti perchè “sembra maomettana” e poco altro.