Mutamenti climatici: uno studio mostra che in molti paesi ricchi, negli ultimi 10 anni la crescita economica non è più stata correlata all’aumento delle emissioni di gas serra.

6 comments
  1. (Ripostato perché nella versione precedente il grafico era venuto una schifezza)

    Perdonatemi il titolo non esattamente accattivante, ho provato a riassumere una faccenda complicata in meno parole possibile.

    Una questione basilare del contrasto ai cambiamenti climatici è se sia possibile conciliare la crescita economica, e quindi il benessere degli individui, con una riduzione delle emissioni di gas serra. Infatti, più o meno dall’inizio della prima rivoluzione industriale, l’andamento dei due fattori è sempre stato sostanzialmente correlato.

    Adesso uno [studio](https://vasab.org/wp-content/uploads/2018/06/BalticLINes_CapacityDensityStudy_June2018-1.pdf) di Golbal Carbon Project mostra che non solo questo è possibile, ma sta di fatto già avvenendo in molte economie avanzate. La cosa più interessante e promettente è che questa tendenza non è il risultato di semplici spostamenti delle emissioni altrove, ma proprio di riduzioni strutturali grazie all’applicazione di nuove tecnologie. Per citare [l’analisi](https://www.economist.com/graphic-detail/2021/11/11/several-rich-countries-have-decoupled-gdp-growth-from-emissions?utm_campaign=the-economist-today&utm_medium=newsletter&utm_source=salesforce-marketing-cloud&utm_term=2021-11-11&utm_content=article-link-7&etear=nl_today_7) dell’Economist, da cui è tratto anche il grafico,

    >Although increasing emissions have historically gone hand-in-hand with economic growth, several rich countries are now bucking this trend. In two dozen countries, including America, Britain and France, GDP per person has increased since 2010 while carbon emissions have fallen.
    >
    >This has not come about merely through a shift of production—and hence pollution—to other countries. Most of the countries that experienced GDP growth along with a decline in CO2 emissions also decreased their average citizen’s consumption of CO2, which takes into account pollutants produced at home, plus any trade emissions—those associated with a country’s imports of goods and services, minus the CO2 produced from exports (see chart). Some countries, such as America, Denmark and Switzerland, did have a slight increase in their net trade emissions per person, but this was drastically outweighed by reductions at home.

    Naturalmente, come si dice una rondine non fa primavera, e per molti paesi ricchi che hanno ridotto le proprie emissioni, ce ne sono altrettanti fra gli emergenti che continuano a produrne parecchie. Il risultato ad oggi è suppergiù un equilibrio fra queste due tendenze. Questo nuovo dato di per sé non rappresenta di certo la soluzione all’enorme sfida dei cambiamenti climatici, ma di sicuro è un segnale positivo.

  2. Esatto ed è uno dei motivi per cui personalmente ritengo molto miope pensare che dovremmo contrarre la nostra economia per combattere il riscaldamento climatico. Se ci mettiamo nella condizione di non poter investire in tecnologie migliori non potremo ne decarbonizzare completamente la nostra economia, ne permettere ai paesi in via di sviluppo di crescere senza impattare troppo sul clima, anche perché, che ci piaccia o no, l’industrializzazione di paesi come Cina, India, Turchia, Messico, Brasile ed altri, non è più arrestabile, hanno il know how per fare le cose da soli oramai, quindi le emissioni globali se non si trovano metodi per decarbonizzare saliranno, indipendente da cosa facciamo noi occidentali.

  3. Molto meglio OP, grazie.

    mo sarà lunga leggermi tutto il paper.

    Al momento dico solo: ottimo, è una bella notizia! Anche se non amo particolarmente i grafici dove vengono presi solamente le nazioni che dimostrano la teoria, senza che ci sia nemmeno correlazione tra di loro (cioè il djibouti dai lol, era più interessante vedere un grafico di tutti i paesi europei, e valutare anche chi e perchè non ha seguito lo stesso trend positivo di altri), ma questo non toglie rilevanza alla notizia

Leave a Reply