L’articolo in questione è questo ([*Is Italy Racist?*](https://www.wantedinrome.com/news/is-italy-racist.html), su *wantedinrome.com*), pubblicato tre giorni fa a cura di Margaret Kovick, scrittrice americana freelance stazionata a Roma.

Al di là di questioni oggettivamente tristi su cui penso tutti concordiamo, come alcuni racconti di persone di colore che camminando per strada vedono le vecchiette stringere la borsa a sé quando gli passano accanto, quello che mi ha colpito di più, come al solito, è il pezzo su *‘Tale e Quale Show’*, preso di mira dall’estero non per la prima volta.

Tradotto da me:

>Nel primo novembre 2019, Loius Pisano, uno scrittore e influencer social di pelle nera stazionato a Milano, si è sfogato su Instagram biasimando lo show televisivo *‘Tale e Quale Show’*.
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>*‘Tale e Quale Show’* è una competizione canora televisiva che va in onda su RAI 1, il canale pubblico nazionale italiano. Più che una competizione di canto, è una gara di travestimento: i cocorrenti usano trucco, parrucche e costumi per rievocare l’artista che stanno imitando. La rabbia di Pisano è nata quando l’ennesimo concorrente è apparso nello show con una blackface.
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>”Questa è la merda di cui parlo che avviene in Italia”, scrisse Pisano nel suo post, “Invece di chiamare un effettivo cantante nero per omaggiare gli artisti neri, usano una donna bianca in blackface”.

L’articolo si schiera abbastanza palesemente a favore di Pisano, citando come la blackface sia impossibile da separare dal suo passato razzista «anche se quel passato ha avuto luogo in un altro Paese» rispetto all’Italia, e di come le conseguenze della blackface, non riscontrate dal pubblico bianco, siano invece ben visibili a quello nero che ancora soffre di «razzismo e oppressione sistemica in Italia», cosicché questa ricordi loro per sempre dello sfruttamento che le persone africane hanno subito.

L’autrice ammette che in molti casi questi atteggiamenti nostrani hanno buone intenzioni dietro, [come nel caso dell’Aurora Desio Calcio](https://www.giornalettismo.com/aurora-desio-sovicese-razzismo/) in cui un bambino di dieci anni subì pesanti epiteti razzisti, e le squadre inizialmente decisero di reincontrarsi col volto dipinto di nero in segno di solidarietà (mossa poi ritrattata a seguito delle proteste dell’opinione pubblica); e proprio a proposito di questo, ad esempio, l’articolo dice che quando le buone intenzioni vengono contestate da un pubblico internazionale, di solito ci si mette «sulla difensiva»—e quindi critica l’Aurora Desio Calcio per non aver emanato alcun comunicato per spiegare perché quel gesto non andava pensato o fatto, e perché quindi avessero desistito.

A quanto pare la radice del problema sarebbe da individuare nella «mancanza d’esposizione» degli italiani a persone dal colore diverso, dal momento che il 92% degli italiani sarebbero bianchi. L’articolo bolla quindi il tutto come un fatto di pura ignoranza da parte nostra in tema di sensibilità razziale.

Voi che ne pensate?

34 comments
  1. Io farei uno show dove caricature di Biden e Trump frustano delle black face in una piantagione di cotone.

    E poi si… beh, seconda serata direi.

  2. Io penso che non accetto lezioni di moralità su razzismo e antirazzismo da un paese che è nato mediante il genocidio pianificato delle popolazioni locali che dapprima abitavano quelle terre. Cresciuto e arricchito grazie alla tratta degli schiavi e la schiavitù forzata nei campi di cotone tabacco e canna da zucchero fino al 1865 (4 anni dopo la proclamazione dello Stato Italiano) e ci mise quasi 100 anni per dichiarare illegali le discriminazioni e la segregazione su base razziale in ambito scolastico, elettorale e nelle strutture pubbliche.

  3. Va be dai, per lo meno è un sito sconosciuto che nessuno si fila, mica come l’Economist che si lamentava dell’Italia che non aveva convocato nessun calciatore nero per l’Europeo (probabilmente senza nemmeno saper fare un esempio, dato che oltre a Balotelli non ne conoscono altri)

  4. La realtà è che, per l’ennesima volta, sono gli americani a peccare di grande arroganza nell’applicare il loro metro di giudizio a contesti culturali completamente diversi dal loro. In Italia il blackface non è offensivo e non richiama ad un passato di schiavismo né di segregazione razziale; il fatto che da loro sia così non vuol dire che allora di conseguenza debba esserlo ovunque.

  5. Nulla di nuovo sotto il sole, gli americani sono imbevuti di eccezionalismo e pensano che la loro cultura sia di diritto un riferimento globale. La loro ignoranza non dev’essere però una nostra preoccupazione, solo le sue conseguenze.

  6. “Bisognerebbe chiamare un cantante nero per omaggiare gli artisti neri”
    Invece va bene che uomini si travestono da donne e viceversa? O giovani truccati da vecchi?

  7. Gli Americani hanno presente la loro situazione, ma non hanno la minima idea di come il resto del mondo si regoli e quali siano le diverse realtà di convivenza negli altri paesi. Lasciamoli parlare

  8. Direi che non ha guardato l’edizione di quest’anno dove hanno preso una cantante nera apposta (Deborah Johnson); però in una puntata ha imitato Dori Ghezzi e l’hanno dipinta di bianco.
    Chissà se ci vede anche in questo del razzismo?

  9. Questi sono articoli fatti per il pubblico americano, e più precisamente per il pubblico BLM. Non credo ci sia altro da aggiungere.

  10. Gli Stati Uniti (e con leggero ritardo il mondo occidentale) stanno subendo un drift moralista senza precedenti. Non conta più quello che è bene o male, ma ciò che più si adatta al pensiero generale prevenendo qualsiasi forma di confronto. Ma questo è un tema troppo ampio.

    Nello specifico: lungi da me il giudicare il programma televisivo, che non ritengo particolarmente interessante o utile. Ma questo è un programma di “imitazioni”, punto.

    Se voglio imitare Chiara Ferragni mi metto una parrucca bionda, se voglio imitare Brunetta mi metto in ginocchio, se voglio imitare Beyoncé posso scurire il tono della mia pelle. Che problema c’è?

    Diventa razzismo se impersono un nero e lo rendo stupido sottointendendo che il colore della sua pelle gli attribuisce una minore intelligenza o capacità, ma tutto il resto non è razzismo.

    Una persona nera ha la pelle nera, è una caratteristica fisica, non c’è niente di male (è proprio il malpensante razzista che ci può vedere un problema). Dico nero o bianco, proprio perché è semplicemente un fatto, per me è razzista dire “una persona di colore” (quale colore? Uno che “non è di colore” cosa significa?)

    Il problema dello schiavismo non c’entra nulla, ma se il semplice fatto di dire la parola nero o di impersonare un nero con un bianco ti porta a pensare allo schiavismo forse il problema è negli occhi di chi guarda…

  11. Be insomma in Italia siamo abituati a pensare che il razzismo sia il fascista che ce l’ha coi neri… In realtà ci sono atteggiamenti/pensieri/azioni che culturalmente si basano su stereotipi razzisti. Anche nelle buone intenzioni.

    Insomma…
    Non devi picchiare una donna per comportarti da maschilista.
    Non devi picchiare un nero per comportarti da razzista.

    La sfida è culturale e non è semplice rendersene conto.

  12. Quando facevano le caricature di trump dipingendosi la faccia di arancione, però andava bene, perché orange face va bene, gli umpa lumpa non si offendono, vero?! /S

  13. Il punto che per loro è offensivo, la Black face veniva usata per deridere gli uomini di colore. Però dovrebbero fare uno sforzo e capire che in Italia non c’è mai stato tutto ciò, semplicemente storie diverse, il problema che si vede sempre tutto da un lato, specialmente in culture come quella americana, quindi non si contestualizza mai.

  14. L’unica cosa che penso è che non potrò più vedere imitazioni molto riuscite che, soprattutto alcune artiste italiane, hanno fatto di cantanti afroamericane e questo mi fa abbastanza alterare. Poi quest’anno a Tale e Quale c’è stata la cantante di colore Deborah Johnson che ha interpretato Dori Ghezzi con tanto di white face. Non capisco perché questa cosa che è del tutto simile non susciti analogo sdegno. No, non considero una buona ragione il fatto che una contingenza storica deprecabile avvenuta in una cultura diversa dalla nostra ,in un contesto totalmente diverso da quello attuale impedisca ai bianchi di colorarsi il viso di nero se animati da intenzioni positive, mentre al contrario sia lecito. C’è più logica nel considerare sfortunato il numero 17.

  15. Mah onestamente mi sembra un articolo acchiappa-click e niente altro. Un po’ come l’articolo sulla presunta cancellazione di Biancaneva che qui in italia ha avuto tanto successo e ci ha fatto pensare “ahah che stupidi quelli dall’altra parte del mondo” ma che alla fine si è rivelata fuffa ingigantita per vendere. Ecco mi sembra un po’ lo stesso principio.

  16. Ma se uno è nero, perché deve fare finta di non esserlo? E’ una baggianata bella e buona, e sinceramente la trovo poco rispettosa nei confronti di chi ha la pelle scura.

    La pelle umana ha tante sfumature di colorazioni e sono tutte belle e degne di rispetto, ma non di negazionismo.

  17. L’unica “oppressione sistemica” in Italia (e nel resto del globo) è l’essere costantemente esposti alle puttanate sparate dai cittadini della Land of the Free and Home of the Diabetics.

  18. Penso che dovremmo sbattercene allegramente la fava di certi deliri che vengono da oltreoceano.

    Qui siamo ormai alla caccia alle streghe.

  19. Il problema è il contrario,troppi neri infilati per forza ovunque.
    E non gli frega se mettono dei neri al posto di personaggi bianchi in film e serie tv.

  20. Per carità, l’Italia soffre di sicuro di un sottile razzismo che, dal mio punto di vista, sta andando lentamente spegnendosi… ma non credo che questo sia un buon esempio per illustrare il razzismo italiano.

    Agli Stati Uniti piace guardarsi attorno, ma loro hanno una fortissima popolazione nera fin dalla loro creazione e ancora non hanno imparato a conviverci, che vadano a fare i maestri da qualche altra parte

  21. Conta l’intenzione non il gesto, è razzista se lo fai per perculare i neri, se lo fai per rendere omaggio a qualcuno è un altro paio di maniche, magari può essere maleducato o inappropriato però sicuramente non razzista

  22. Gli americani devono smettere di estendere la loro “cultura” al resto del mondo. Se la blackface è *racist* da loro perchè una volta gli attori si tingevano la faccia di nero per interpretare attori neri (che non erano considerati degni di lavorare nel cinema), da altre parti la faccenda è differente.

    Sono stufo di questa sinistra US perennemente indispettita e offesa, anche da ciò che accade al di là dei propri confini territoriali e culturali, incapace di fare qualsiasi sforzo di comprendere o di giustificare culture differenti dalla propria.

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