Secondo Federalimentare

«Si stima – scrive l’ufficio studi dell’associazione delle industrie alimentari italiane – che negli ultimi cinque mesi dell’anno il fatturato raggiunto dall’export del nostro “food and beverage” non verrà intaccato in modo significativo, ma rallenterà il suo tasso di crescita tendenziale rispetto agli stessi mesi 2024, avvicinandosi alla parità. In definitiva, il +8,7% fatto segnare dall’export di settore sul mercato Usa nel primo quadrimestre 2025 (spinto dalla corsa alle scorte da parte degli importatori Usa ndr) dovrebbe man mano perdere la propria spinta limitandosi a consuntivo a lasciare sul terreno qualche punto».

Però il vero problema sembra essere la prospettiva futura per quel mercato

«La vera penalizzazione legata ai dazi – ha rilevato ancora l’ufficio studi Federalimentare – sarà legato al freno alla “capacità espansiva” dell’export alimentare oltre Atlantico. E questa non è una previsione minimalista. Al contrario, prefigura comunque un danno strategico importante. Basti pensare che, nell’ultimo decennio, la crescita complessiva dell’export dell’industria alimentare italiana è stata pari al +109,1%ed è stata trainata dalla crescita dell’export negli Stati Uniti che nello stesso periodo ha fatto segnare un +160,6%. I dazi penalizzeranno quindi questa spinta propulsiva».

by nohup_me

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