Rieccomi, Forse vi ricordate di me per uno dei seguenti AMA:

Per chi è al mio primo AMA: sono un fotografo italiano e sto cercando di documentare eventi che raccontino l'identità collettiva di un popolo. Celebrazioni sacre, feste popolari e riti estremi in cui la devozione spinge l’essere umano oltre i propri limiti, mettendo in scena contraddizioni, coraggio e complessità della condizione umana.

Grazie al vostro supporto ho deciso di fare uno step in più: abbiamo aperto un sito www.sacratos.com (ancora in beta!) ed entro il prossimo anno vorrei portare una serie di documentari su queste tradizioni, viaggiando come sempre solo con bagaglio a mano.
Ogni consiglio sul nome, sul format o sul sito è più che ben accetto 🙏

Bando alle ciance passiamo all'evento:

Nel mio ultimo AMA avevo detto che il festival dei toritos a Tultepec era l’esperienza più estrema a livello fisico. Non avevo ancora fatto il Tinku. Il Tinku si svolge a oltre 4000mt di altitudine: comunità diverse si affrontano a pugni per offrire sangue alla Pachamama, la Madre Terra.

Già solo respirare a quell’altezza è difficile. Aggiungete caldo, folla, lacrimogeni, frustate, pugni in faccia e (nel mio caso) pure la diarrea… e avete il quadro completo.
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Da Potosí ci sono circa 3 ore di bus. Non esistono indicazioni: ci siamo svegliati alle 5, siamo andati in stazione e dopo 3 ore di gelo abbiamo trovato un minibus strapieno (Video del minibus strapieno). Sono 1,83: potete immaginare la sofferenza.

All’arrivo ci siamo dovuti registrare come fotografi. Tutti erano ubriachi, ci hanno chiesto 50$ per l’autorizzazione. Gli abbiamo detto che eravamo poveri come la merda: ci hanno dato una birra e il permesso gratis.

A livello tecnico ho scelto tempi di scatto molto bassi e un filtro ND: la folla si muoveva come un’onda unica e volevo che quel caos fosse visibile anche nelle foto.

Purtroppo ho potuto documentare solo un giorno. Al calare della sera la situazione è degenerata: tutti erano ubriachi, hanno iniziato a lanciarsi pietre e a detta di molti non si sarebbero fermati finché non fosse morto qualcuno. A quel punto era meglio andarsene.

Vi lascio al mio Reportage: https://danielecolucci.com/tinku
E un mini video dell'evento

Pronto alle domadne 🙂

by khiuahua

15 comments
  1. Sai quale é la frequenza di morti in questo evento?

    Quanto è ancora importante il fattore religioso (offrire sangue alla dea) e quanto è una questione di tradizione pura/festa

    Nel caso qualcuno muore viene trattato come un tradizionale omicidio o infortunio comprensibile?

    Grazie per l’AMA

  2. Onore a te che con questo post ci rendi partecipi di peculiarità dal mondo di cui magari pochi sono a conoscenza, ma come rituale a me questo mette solo tristezza e pena

  3. Come funziona tu entri e cominci la ranked? Finché non si muove più nessuno?

  4. ho visto il titolo, ho capito che eri tu e son stato felice.
    C’è pure una festa da qualche parte credo in Peru o Cile dove si prendono a sassate, se vuoi un’idea per la prossima volta 😉

  5. Ah già quello che gira il mondo e cancella i thread quando prendono una piega sgradita.

  6. 3 domande, così come mi vengono.

    -C’erano bambini? Minorenni mi sembra di si, dalle foto.

    -Ruolo della polizia? vedo uno che sembra in divisa da un’altra foto.

    -Può c’entrare qualcosa il fatto che gli aztechi/maya/Inca facessero rituali di sangue? Geograficamente, l’area è quella e ho pensato a sta roba.

  7. Ho dato un’occhiata al sito. Lavori spettacolari davvero!
    Te lo dico innanzitutto da fotografo. Tecnicamente sei molto bravo: composizione, dinamismo, colori e gestione della luce tutto eccellente. Sono scatti che raccontano.
    Vorrei tanto vederle stampate.

    Che attrezzatura usi?
    Sei sponsorizzato in qualche modo o ti autofinanzi?
    Quanto ti riesce difficile scollegare la morale e i pregiudizi culturali?

  8. SALVE! Sono u/Khiuahua! Forse vi ricorderete di me per altri AMA come “la fiera della Pirotecnica di Tultepec”, “il festival dei martelli esplosivi” o “Il Vegetarian Festival si Phuket”!

  9. Ho la sensazione che sia una scusa per abboffare di pugni chi si sta sulle balle, un po’ come il Capodanno a Napoli ed i “proiettili vaganti”.

  10. Praticamente i soliti 15 minuti di ricreazione nel professionale in cui insegno.

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