Che trattandosi del FalsoQuotidiano probabilmente sono fuggiti da lì
Medici, ricercatori, ingegneri. Sembra che se ne stiano andando tutti.
Sicuramente non vanno a scrivere su quella pagina le esperienze fallimentari. Ma che tristezza…
Li contatto? ( ͡° ͜ʖ ͡°)
Continuo a immaginarmi Krang con mutandoni tricolore che corre…
“Io, plurilaureato e con 4 PhD in ingegneria idroponica, sottopagato in Italia facevo le fotocopie per Mario Draghi mentre qui in Costa Minchia il governo LGBTPQSW più inclusivo al mondo mi paga 8000 euro al mese per allevare le cozze e organizzare combattimenti clandestini con i cavallucci marini.
Tornare in Italia? Solo se Dazn rimette gli abbonamenti condivisi altrimenti mi rivedrete solo per le vacanze.”
E all’entrata c’è scritto: “After 5:00 P.M. slip brains through slot in door”
Mi è capitato di leggere qualcuno di quegli articoli. La rubrica è sicuramente interessante per chi vuole conoscere storie dì espatriati e seleziona anche casi eterogenei. Tuttavia, seppur da italiano abbastanza felicemente all’estero, faccio notare due cose:
A) Dopo averne letti 2 o 3 li hai letti tutti nel senso che senza contesto o domande che facciano un minimo di contraddittorio agli intervistati si rischia di scadere facilmente nell’aneddoto e/o nell’autocelebrazione.
B) Il problema vero è che al FQ come cultura giornalistica e linea editoriale non interessa niente capire PERCHÉ sta gente emigra e con quali riforme strutturali contrastare il problema dei cosiddetti cervelli in fuga. Temi come il declino della produttività, l’eccessiva tassazione del lavoro, dimensioni delle imprese, furto intergenerazionale etc. sono storicamente ignorati o addirittura osteggiati dalla loro linea manettaro-statalista per cui le multinazionali sono cattive a prescindere, gli imprenditori sono ladri fini a prova contraria, “no alla scuola-azienda” e via discorrendo.
Spezzo una lancia a loro favore dicendo che almeno da qualche anno hanno iniziato a pubblicare articoli contro la storiella dei “lavori ben pagati che ci sono ma i lavoratori non si trovano per la loro pigrizia/indolenza/signora mia i giovani di oggi”, leggenda metropolitana che invece è ancora molto in voga su tanti giornali e televisioni nazionali.
In sintesi, gli articoli possono essere di sicuro piacevoli da leggere e magari anche di ispirazione per chi ha una mezza idea di partire, ma ritengo che il giornalismo, specie quello “impegnato” del FQ dovrebbe fare dì meglio che snocciolare aneddoti senza parlare del perché e del percome di un determinato problema.
Uno di quegli articoli è stato scritto da una persona che conosco e che poi è stata bloccata dal FQ perché seccato dai commenti ha iniziato a rispondere bestemmiando.
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Che trattandosi del FalsoQuotidiano probabilmente sono fuggiti da lì
Medici, ricercatori, ingegneri. Sembra che se ne stiano andando tutti.
Sicuramente non vanno a scrivere su quella pagina le esperienze fallimentari. Ma che tristezza…
Li contatto? ( ͡° ͜ʖ ͡°)
Continuo a immaginarmi Krang con mutandoni tricolore che corre…
“Io, plurilaureato e con 4 PhD in ingegneria idroponica, sottopagato in Italia facevo le fotocopie per Mario Draghi mentre qui in Costa Minchia il governo LGBTPQSW più inclusivo al mondo mi paga 8000 euro al mese per allevare le cozze e organizzare combattimenti clandestini con i cavallucci marini.
Tornare in Italia? Solo se Dazn rimette gli abbonamenti condivisi altrimenti mi rivedrete solo per le vacanze.”
E all’entrata c’è scritto: “After 5:00 P.M. slip brains through slot in door”
Mi è capitato di leggere qualcuno di quegli articoli. La rubrica è sicuramente interessante per chi vuole conoscere storie dì espatriati e seleziona anche casi eterogenei. Tuttavia, seppur da italiano abbastanza felicemente all’estero, faccio notare due cose:
A) Dopo averne letti 2 o 3 li hai letti tutti nel senso che senza contesto o domande che facciano un minimo di contraddittorio agli intervistati si rischia di scadere facilmente nell’aneddoto e/o nell’autocelebrazione.
B) Il problema vero è che al FQ come cultura giornalistica e linea editoriale non interessa niente capire PERCHÉ sta gente emigra e con quali riforme strutturali contrastare il problema dei cosiddetti cervelli in fuga. Temi come il declino della produttività, l’eccessiva tassazione del lavoro, dimensioni delle imprese, furto intergenerazionale etc. sono storicamente ignorati o addirittura osteggiati dalla loro linea manettaro-statalista per cui le multinazionali sono cattive a prescindere, gli imprenditori sono ladri fini a prova contraria, “no alla scuola-azienda” e via discorrendo.
Spezzo una lancia a loro favore dicendo che almeno da qualche anno hanno iniziato a pubblicare articoli contro la storiella dei “lavori ben pagati che ci sono ma i lavoratori non si trovano per la loro pigrizia/indolenza/signora mia i giovani di oggi”, leggenda metropolitana che invece è ancora molto in voga su tanti giornali e televisioni nazionali.
In sintesi, gli articoli possono essere di sicuro piacevoli da leggere e magari anche di ispirazione per chi ha una mezza idea di partire, ma ritengo che il giornalismo, specie quello “impegnato” del FQ dovrebbe fare dì meglio che snocciolare aneddoti senza parlare del perché e del percome di un determinato problema.
Uno di quegli articoli è stato scritto da una persona che conosco e che poi è stata bloccata dal FQ perché seccato dai commenti ha iniziato a rispondere bestemmiando.