
Secondo l'ultima mappa messa a punto utilizzando tra le altre cose gli ultimi dati delle Sdo, le schede di dimissioni ospedaliere al 2023, su 21 “super ospedali” tra pubblici e convenzionati con il Ssn, soltanto due sono al Sud ben 12 al Nord e 7 al Centro.
Uno sbilanciamento, questo, che incentiva appunto i cosiddetti “viaggi della speranza”, lo spostamento cioè di centinaia di migliaia di pazienti che ogni anno si muovono soprattutto dal Sud al Nord in cerca delle cure specialistiche di cui hanno bisogno, un fenomeno che solo nel 2023 ha sfiorato i 3 miliardi per valore dei ricoveri fuori Regione
Ecco perché il ministero della Salute vuole correre ai ripari riequilibrando questa sproporzione con una attesa riforma confermata nei giorni scorsi dal ministro Orazio Schillaci a Radio24
L'idea di fondo è far arrivare anche questa “spina dorsale” al Sud dove non mancano le strutture all'avanguardia che però con il sostegno di Roma riuscirebbero a competere meglio con i grandi Hub del Nord. Si chiameranno “ospedali nazionali di riferimento”, una qualifica che si tradurrà nell'acquisizione di una sorta di status speciale avendo mani più libere su assunzioni e tecnologie con fondi specifici dedicati compresi quelli dell'edilizia ospedaliera in modo da poter garantire un livello elevatissimo di cure che dovranno spaziare su tutte le specialità più importanti e complesse come la cardiochirurgia, la neurochirurgia o l'oncologia pediatrica.
L’articolo completo è qua: Solo 2 super ospedali al Sud: il piano per riequilibrare la sanità
by nohup_me
7 comments
Comprendo benissimo purtroppo.
I miei non abitano al Sud, ma per un problema di salute hanno brancolato nel buio per due anni restando nella realtà ospedaliera locale, tra esami fatti tutti in momenti diversi, visite specialistiche dello stesso tipo ma con pareri discordanti tra i medici stessi, nessuna presa in carico per approfondimenti ma lasciando semplicemente la gente al proprio destino. Ovviamente tutto in libera professione…
In un anno (che non è comunque poco, ma la presa in carico è avvenuta nel giro di un mese e mezzo) soltanto richiedendo un secondo parere ad una struttura di Milano, non tra le menzionate lì ma comunque nota a livello nazionale, sono riusciti ad avere una diagnosi più specifica, e cura, grazie ad un percorso di presa in carico con approfondimenti (totalmente coperto dal SSN!)
Breve digressione, ma neanche tanto, sul discorso viaggi della speranza:
Ogni volta che parlo con qualcuno che li ha fatti, il discorso bene o male si sviluppa sempre con una frase tipo:
“Eh, io sono riuscito a parlare/farmi operare direttamente dal primario”
A me sta cosa manda ai matti, infatti sono pure scettico sulla veridicità di molte di queste affermazioni.
Come se ci fossero decine di migliaia di primari pronti a sistemare tutti i vari viaggiatori del sud, in tempo record poi.
Perché sulla sanità si legge di tutto tranne il fatto che il modello attuale è insostenibile? Quando penseremo ai problemi veri? Quando sarà troppo tardi?
Va tanto di moda parlare male della sanità privata però poi quando gli italiani si spostano per distacco dove vanno?
I primi tre, per distacco, sono ospedali privati convenzionati della Lombardia.
Metà sono di proprietà dei preti.
L’articolo è cookie e adwallato, qualcuno mi spiega l’indice cosa dovrebbe significare?
MARCHEEEEEE MARCHEEEEEE MARCHEEEEE
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