Crisi della ristorazione: «Facevo il cameriere, ora sposto container: è il tempo ciò che conta»

24 comments
  1. Un articolo diverso dalle usuali lamentele del “nessuno vuole lavorare”, che prova a cercare le cause del problema e descrive situazioni concrete. Stabilità lavorativa, orari definiti e tempo libero sono i principali mantra dei casi discussi, con l’aspetto economico non sempre preponderante ma comunque presente.

  2. Incredibile come ogni anno in questi 3 mesi precedenti alla stagione turistica si parli sempre di questa cosa, poi in estate non cambia nulla ma si smette di parlarne e si va avanti così.

    Proprio stamattina in un supermercato cartello “si assumono apprendisti per stagione”. Certo. Tre mesi di contratto da apprendista e l’anno prossimo di nuovo apprendista per tre mesi

  3. >«Per me è stata una sorpresa mangiare la domenica con la famiglia o durante le festività. Ci ho pensato. E sinceramente mi sono detto: gli stipendi non sono più all’altezza degli sforzi che facciamo, vado a fare il magazziniere»

    Che bastardi, come osano accettare lavori migliori, meglio pagati, con orari umani e che permettono la vita fuori dal lavoro?

  4. La cosa che mi lascia sempre perplesso è la miopia di certi imprenditori o rappresentanti di questi ultimi: la battaglia è, anche, sulle retribuzioni, soprattutto per gli stagionali. Da figlio di questa categoria (ma lato appunto “possidenti”), faccio fatica a spiegare ai miei che l’abbandono del settore è dovuto a due fattori (che l’articolo pone bene in risalto): la non-vita che si adotta per tenere i ritmi dei sei mesi di lavoro (perché altrimenti non ti assume nessuno/prendi due noccioline) e l’incertezza sull’andamento della stagione di riposo. Anche chi di stagioni ne fa due, a meno che non sia chef stellato, raccatta RAL pari all’impiegato XY che fa orari normali, magari finendo alle 14 il venerdì, sacrificando però 10 mesi all’anno (con conseguente stand-by forzato di tantissime attività extra-lavorative).
    In più, hai sempre l’impressione di non lavorare abbastanza ovvero di rischiare di non essere pagato perché, sai i costi etc etc.
    O costruiscono un sistema sostenibile per cui queste professionalità siano tutelate ed apprezzate, o avremo sempre più persone che migrano verso tutti gli altri settori (compresa la logistica, che è pur pesante o la GDO).
    Aneddoto personale: 2 anni fa me ne sono andato anch’io.

  5. Quando i ristoratori incominceranno a capire che offrire una X somma di denaro non ti farà arrivare una pioggia di candidati sarà troppo tardi. Possibile che è l’unica cosa su cui ci si basa? Possibile che un datore di lavoro non pensi al fatto che il dipendente vorrebbe degli orari umani? Vorrebbe fare altro oltre a lavorare nella propria vita? Vorrebbe essere rispettato?
    Adesso sembra che chi offre 1400€ al mese per un lavoro che ti tiene impegnato 6 giorni a settimana per un numero variabile di ore, anche nei weekend, dovrebbe ricevere un bel bocchino di ringraziamento dal neo-assunto. Cosa spinge un ragazzo a non vedere più gli amici nei weekend, a non potersi organizzare 2 giorni al mare per una vacanza o a non poter uscire a pranzo con la famiglia la domenica quando può trovare un lavoro in una ditta qualsiasi per la stessa cifra lavorando 40ore da lunedì a venerdì?

    Di prendere poco ci eravamo già rotti il cazzo anni fa, adesso abbiamo anche capito che il tempo per noi stessi è importante, fate due conti, nel frattempo ci spostiamo verso lavori con orari ben definiti che ci diano la possibilità di organizzare la nostra vita e di godercela all’infuori di quelle mura.

  6. Ho lavorato sia stagionale che fisso come cameriere e aiuto cuoco per 3 anni, dopo queste esperienze ho cambiato totalmente idea sulla ristorazione; uno dei ricordi più ironici che ho sulla risto è stato durante uno stage, dove un cuoco mi disse: finché sei in tempo cambia lavoro/studi; il tono con cui me lo disse e la faccia da cane bastonato mi ha fatto ripensare non poco alle mie scelte

  7. Cioè mi state dicendo che quindi queste persone non sono in realtà fannulloni che campano di RdC ma in realtà vanno a lavorare dove trovano condizioni migliori? Assurdo

  8. ristoratori che vendono pasta con pomodoro ai turisti a 12 euro, probabilmente guadagnando 1k o 2k al giorno, sottopaga il cameriere e si lamenta pure che non vogliono lavorare lul

  9. Sinceramente non ho mai capito cosa spingesse qualcuno a lavorare nella ristorazione, soprattutto se non si ha l’ambizione di diventare cuoco.

    Posso capire che in alcuni paesini magari l’unica offerta è quella del ristorante locale, ma in ogni media città ci sono Unieuro, Decathlon, Mcdonalds e catene varie che cercano sempre personale e almeno hai orari di lavoro certi, buste paga regolari e contributi versati

  10. Infatti anche per questo non capivo i commenti “Nessuno lavora più qui, meglio il RdC eh!!! Meglio stare sul divano!!”, ma chi lo dice che o fai il cameriere o stai a casa? Visto che adesso ci sono anche più offerte di lavoro molte persone avranno trovato lavori migliori.

    Oggettivamente la ristorazione come ambito non é un granché eh: orari pessimi, festivi sempre a lavoro, in più si é visto col Covid quanto poco ci mettono i ristoranti a saltare e lasciare tutti a casa.

  11. Oddio, assurdo, la gente non vuole lavorare ogni istante della sua vita per stipendi che gli permettono a malapena di sopravvivere condividendo una camera con altre 2 persone, assurdo, addirittura pazzesco oserei.

  12. Io vorrei sapere cosa pensa il tale che nell’articolo dice che ora si vuole tutto e subito dicendo che “pretendono anche di lavorare 6 ore al giorno” mentre lui “lavorava anche 12 ore al giorno poi col covid ho scoperto che è bello lavorare di meno” e ora fa il magazziniere 6 ore al giorno. Davvero? Cioè dice a chi vuole lavorare un numero umano di ore che chiedono troppo però ha cambiato lavoro e ora anche lui lavora 6 ore?

  13. Il tipico articolo di crisi creata ad arte.
    Basta applicare la legge di mercato: se non trovi lavoratori significa che non li paghi abbastanza o che li tratti di merda o entrambi.
    Pagali e vedrai che li trovi.

  14. Io questa lamentela sugli orari semplicemente non la capisco: se accetti un lavoro nel turismo, nella ristorazione o nel l’ospitalità è palese fin dall’inizio che lavorerai quando gli altri vanno a divertirsi. Fa parte del gioco, non te ne puoi lamentare.

    Per il discorso economico, vorrei fare due considerazioni:

    * quanto nero c’era nella ristorazione in passato?

    * non ci meravigliamo se i costi della ristorazione aumenteranno di molto in futuro.

  15. Ogni volta che si parla/scrive di questo argomento sembra che venga scoperta l’America, a parità di paga (o anche fosse poco di più) ditemi quale persona preferirebbe lavorare tutte le sere, tutti i fine settimana, tutte le festività piuttosto del classico infrasettimanale 8-17, quel tipo di sbattimento va pagato PROFUMATAMENTE

  16. Io sono in Olanda e vedo lo stesso qui, anche sentendo parlare altra gente in altre città ovunque c’è carenza di personale in bar/ristoranti e qui sono anche più ligi alle regole e c’è lo stipendio minimo.

    Ma poi vedi le offerte per posti in magazzino anche part time e leggi: 11/12 € all’ora di stipendio, orari fissi, weekend liberi ma puoi scegliere di lavorare con paga oraria +50% il sabato e +100% di domenica, straordinari fuori busta pagati in più al 50%, ti danno la possibilità di scegliere i turni più comodi e in più dopo qualche mese ti danno la possibilità di prendere patenti per muletti etc. a loro spese…. beh capisco che fisicamente è faticoso ma dopo aver fatto 3 stagioni estive tra bar e ristoranti a combattere con clienti idioti, 40 gradi e casino tutti i giorni e senza giorni liberi non c’è paragone

  17. Che poi in logistica mica pagano male 🤭 sì, fai tante ore però sabato domenica sei a casa e hai 13/14a + bonus vari. Io ho trovato il mio nirvana, certo non vivrò da re ma posso permettermi un mutuo e due mezzi di trasporto senza problemi. Vita sociale minima chiaramente però oh quasi 2k…

Leave a Reply