
Niente di nuovo ma c’è una fonte e documenti dei servizi che lo confermano, oltre all’aumento del fenomeno. D’altronde la Russia è una economia basata sulla guerra ormai, dal 2023 al 2024 l’incremento della spesa militare è stato del 38% e rappresenta il 7.1% del PIL Russo (che comunque è molto piccolo).
E in un paese con con quel livello di corruzione non è difficile che molte produzioni sfuggano e vengano vendute per via “traverse”.
«L’Italia è un arsenale», apre così la camminata romana sotto il bruciante sole di agosto una delle tante voci che emergono dallo spaccato criminale della Capitale. E quella frase, posta all’inizio di un discorso che si consuma in un bar del centro sulla collocazione delle armi russe nel nostro Paese, è forse la sintesi più azzeccata. C’è un Paese sommerso dentro i doppi fondi dei camion, nei porti e nei garage delle periferie italiane, un Paese armato fino ai denti: armi su ordinazione che arrivano dall’industria bellica più attiva in questo momento, quella russa.
Tra i palazzi sbrecciati e le strade periferiche di Catania, la cronaca restituisce il legame più netto tra la Russia di Putin e le mafie italiane.
La Russia, come abbiamo raccontato in precedenza su questo giornale, dispone di una flotta fantasma di cargo battenti bandiere di comodo, usata per eludere sanzioni e trasportare petrolio, ma parte di queste navi può fungere anche da vettore per piccoli carichi di armi. «È plausibile che consegne destinate ufficialmente a Paesi terzi vengano parzialmente scaricate in porti secondari del Mediterraneo centrale», si legge nel documento dei servizi estoni.
Il fronte opposto è il Friuli Venezia Giulia, storica porta d’ingresso dei traffici dall’Est. Tra Gorizia e Trieste la polizia di frontiera ha più volte intercettato armi ex jugoslave e sovietiche nascoste in camion e auto. Secondo un dossier Transcrime, «il confine nordorientale italiano rappresenta il punto di ingresso privilegiato per piccoli lotti di armi, spesso occultati in doppi fondi di veicoli e destinati a gruppi criminali organizzati»
Se volete leggere commenti internazionali, ho fatto lo stesso post su r/worldnews: https://reddit.com/r/worldnews/comments/1nm6p9a/russia_supplies_weapons_to_italian_mafia/
by nohup_me
12 comments
Però questa non è la nostra guerra e la Russia non è un nostro nemico, eh, mi raccomando.
Sempre gli stessi canali Russia paesi Dell Est e via..
Un saluto a Gratteri che diceva che le armi di cui preoccuparsi fossero quelle inviate in Ucraina
https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/24_maggio_25/gratteri-nessuno-tiene-traccia-delle-armi-che-diamo-all-ucraina-la-mafia-pronta-a-far-festa-7d2857f7-1789-4a07-a0d4-d8d882057xlk.shtml
Non ho letto l’articolo ma immagino che sia dovuto al fatto che nessuna azienda NATO può vendere legalmente armi ai russi.
Se la Russia vuole comprarle dall’ estero (Cina esclusa) deve necessariamente rivolgersi alla filiera dell’ illegalità. Un’ ulteriore riprova che il proibizionismo non risolve mai il problema per cui è stato imposto ma sposta tutta la filiera nell’ illegalità
[ECCO](https://i.imgur.com/aSKz3s6.png)
All’ inizio si parla di ak47 sovietici troppo ben mantenuti per essere di contrabbando (?!)…boh.
In una frase (europol) si dice che la corruzione nell’ industria militare russa è impossibile e che il contrabbando è deliberato, in quella successiva (unodc) si dice che il problema è la diversione dalle zone di guerra, quindi la corruzione.
Il collegamento con le flotte fantasma è un roboante “è plausibile che”, nel paragrafo sul Friuli si parla di Balcani ed est in generale.
Fatti pochi, elucubrazioni numerose.
Uno deve anche dare retta a linkiesta però
Sono già arrivati i Vatnik a dire che questa è propaganda occidentale? Che non è possibile che esista la mafia russa perché da quando c’è Putin il paese è uno scintillante esempio di Law and Order? Che in Russia si riga dritto, non come le decadenti sataniste democrazie occidentali?
semmai é il contrario, ma vabbé se siete convinti rimanete nella vostra ignoranza. Perché lo so? lo so lo so, come so che se vuoi esplosivi tipo C4 in Europa devi fare richiesta a Reggio Calabria, lo fece pure Al Quaida. Ma tant’é…
E se lo dice Linkiesta non vi è adito a dubbi.
Non mi fiderei di quello che scrive linkiesta neppure se scrivessero che il cielo è blu
Che mappazzone di discorsi.
Prima dice che le armi si un sequestro sono sovietiche, poi dice che le armi sono nuove di fabbrica, poi dice che provengono dall’Est Europa ed Ex Jugoslavia(quindi di nuovo armi con decenni di storia alle spalle).
>soprattutto due Kalashnikov AK-47 «di fabbricazione sovietica» in perfetto stato di conservazione. Non vecchi ferri arrugginiti, ma strumenti da combattimento in linea con gli standard della guerra in corso.
Strumenti moderni, fabbricati almeno 35 anni fa con un design che ne ha quasi il doppio…
>le armi non sono i vetusti AK sovietici, ma fucili per forze speciali, d’assalto
Perché gli spetsnaz non usavano gli AK durante l’URSS, vero?
> che ci siano partite di giro perché un chip o qualcosa di simile, a livello tecnico, con le sanzioni è introvabile.
Puoi letteralmente comprare un sistema di guida per razzi su Alibaba, la componentistica della quasi totalità di droni è esente da sanzioni specifiche essendo usata dagli hobbisti di tutto il mondo. E non la vanno a prendere dalla mafia italiana se possono prenderla direttamente dai produttori cinesi
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