
Ho letto un vecchio articolo di giornale (Corriere della Sera, 27 settembre 1938) che raccontava la vita quotidiana dei ragazzi milanesi a fine Ottocento, e mi ha colpito quanto fosse “naturale” vivere in modo frugale allora:
- Cibo: pane, polenta, minestra di riso e latte. Carne solo raramente, olio e pesce quasi mai.
- Vestiti: pochi, resistenti, rattoppati e usati per ogni occasione.
- Scuola: disciplina rigidissima, punizioni severe (inginocchiati sui ceci, pane e acqua, bacchettate).
- Casa: ambienti modesti, niente lussi, igiene minima, mortalità infantile alta.
- Valori: rispetto, obbedienza, niente sprechi. Tutto doveva durare a lungo.
Insomma, quello che oggi chiamiamo “minimalismo” o “trucchi frugali” era semplicemente la normalità.
Abbiamo perso qualcosa di prezioso abbandonando quel tipo di vita, oppure è stata solo un’epoca di sacrifici da non rimpiangere?
by Few-Preference7849
6 comments
Mi ha colpito come cose che per noi oggi sono “minimalismo” o “frugal hacks” allora fossero la normalità. C’è qualcosa di quel modo di vivere che varrebbe la pena recuperare oggi?
Sono allibito dal veder definito tutto questo “frugalità”.
Non era frugalità, era mancanza di alternative.
Diciamo che l’ unica cosa da recuperare sarebbe la durabilità delle cose e quindi il limitare lo spreco.. per il resto beh, epoca grama come tutte le epoche passate
>Abbiamo perso qualcosa di prezioso abbandonando quel tipo di vita
**No, era una vita di merda. E non sono io a dirlo, ma mia nonna, ultranovantenne nata in una zona rurale, che quindi quella vita ha fatto in tempo a viversela.**
**Mia nonna è BEN contenta di poter godere di tutte le gioie della modernità e non manca mai di farlo presente.**
Con questo non dico che quello stile di vita fosse TUTTO da buttare; qualche lato positivo ce l’aveva, rispetto ad oggi. Ma erano aspetti positivi dati dal fatto che… non c’erano alternative, quindi non potevi far altro che adottare uno stile di vita senza eccessi. Oggi di alternative è pieno e c’è chi non riesce a controllarsi.
Prendi il cibo. Oggi abbiamo una serie di problemi di salute dati dal consumo eccessivo di carni ultraprocessate e di bibite zuccherate; problemi che a quei tempi o non c’erano o avevano incidenza minima. Obiettivo, è un fatto indiscutibile.
Ma la parola chiave è “eccessivo”, non “consumo”. Per evitarti quei problemi, non è che devi dimenticarti che esista la Coca-Cola; basta berla con moderazione, saltuariamente, in quantità limitata.
I vestiti? Mia nonna passava le giornate da ragazzina a cucire, ma è ben contenta di poter andare al mercato rionale anziché dover ancora smattare per ore con metro, gesso, matita e cartone ogni volta che vuole una camicetta più carina. Il problema non è poter comprare vestiti decenti senza fatica a prezzi abbordabili, il problema è glorificare l’haul di pattume usa-e-getta su Shein.
Potrei continuare per il resto dei punti citati, ma penso che il succo sia chiaro.
frugali o poveri?
>pane, polenta, minestra di riso e latte. Carne solo raramente, olio e pesce quasi mai.
Infatti l’altezza media era 1,20 m
>Abbiamo perso qualcosa di prezioso abbandonando quel tipo di vita
Ahahahah
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