>A proposito dei progetti utili alla collettività (Puc) ai quali i beneficiari sono tenuti a partecipare,
Ecco, questa parte nel dettaglio mi interessa: se qualcuno percepisce il reddito di cittadinanza e svolge un lavoro in nero non potrà partecipare al Puc, è quasi automatico. Ma se si dà malato, ci saranno controlli quotidiani del medico fiscale, o potrà andare tranquillamente a lavorare in nero e a risultare malato presso il Puc?
Lo togliessero
> Gli sconti contributivi per i datori di lavoro che assumono beneficiari del Rdc, prima riservati solo ad assunzioni a tempo pieno e indeterminato, vengono estesi anche al tempo determinato e parziale, ampliando decisamente gli spazi di inserimento lavorativo dei percettori di Rdc.
Personalmente sono contrario a qualsiasi sgravo sulle assunzioni che non sia generalizzato (under 30, donne, percettori di welfare che siano); se però il governo decide di spingere fortemente nella direzione di mobilitare la platea di percettori del RdC, è giusto che questo si faccia anche sui lavori a termine.
> I beneficiari del Rdc possono rifiutare solo una offerta di lavoro “congrua” su due
Io non lascerei spazio nemmeno a un singolo rifiuto. È una misura che serve a rimettersi in piedi economicamente, non a scegliersi il lavoro preferito mantenuti dalla collettività.
> La congruità di una offerta di lavoro non dipende più dalla durata di fruizione del Rdc, ma solo dal suo ordine: la prima offerta è congrua se entro 80 km o 100 minuti, la seconda ovunque in Italia.
Giustissimo anche questo, la depressione economica di certe zone d’Italia si incancrenisce solo mantenendole a oltranza.
> Gli sconti contributivi per i datori di lavoro che assumono beneficiari del Rdc, prima riservati solo ad assunzioni a tempo pieno e indeterminato, vengono estesi anche al tempo determinato e parziale, ampliando decisamente gli spazi di inserimento lavorativo dei percettori di Rdc.
Quindi un datore di lavoro potrebbe non rinnovare un contratto determinato (o anche licenziare) con un attuale dipendente per sostituirlo con un beneficiario di RdC? Poi magari quel dipendente licenziato si prende il RdC, e a sua volta sostituirà un’altro dipendente perché ci sono sgravi fiscali per il datore di lavoro?
Tanto in ambito RdC si parla di lavori a specializzazione bassa, per cui sostituire qualcuno non dovrebbe essere un problema
Il governo ha appena inventato la rotazione delle colture in ambito lavorativo
E se un beneficiario al colloquio dice che non è in grado di svolgere quel lavoro pur di non trasferirsi chi potrà contestare che si tratta di un rifiuto dell’offerta?
>Prima della legge di bilancio: I beneficiari del Rdc possono rifiutare fino a 2 offerte di lavoro “congrue” su tre
Lol mica la sapevo questa. Che tristezza pensare che in Germania fecero il piano Hartz vent’anni fa e qua stiamo ancora messi in questo modo. Ma poi “congrua” che vuol dire e chi lo decide?
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>A proposito dei progetti utili alla collettività (Puc) ai quali i beneficiari sono tenuti a partecipare,
Ecco, questa parte nel dettaglio mi interessa: se qualcuno percepisce il reddito di cittadinanza e svolge un lavoro in nero non potrà partecipare al Puc, è quasi automatico. Ma se si dà malato, ci saranno controlli quotidiani del medico fiscale, o potrà andare tranquillamente a lavorare in nero e a risultare malato presso il Puc?
Lo togliessero
> Gli sconti contributivi per i datori di lavoro che assumono beneficiari del Rdc, prima riservati solo ad assunzioni a tempo pieno e indeterminato, vengono estesi anche al tempo determinato e parziale, ampliando decisamente gli spazi di inserimento lavorativo dei percettori di Rdc.
Personalmente sono contrario a qualsiasi sgravo sulle assunzioni che non sia generalizzato (under 30, donne, percettori di welfare che siano); se però il governo decide di spingere fortemente nella direzione di mobilitare la platea di percettori del RdC, è giusto che questo si faccia anche sui lavori a termine.
> I beneficiari del Rdc possono rifiutare solo una offerta di lavoro “congrua” su due
Io non lascerei spazio nemmeno a un singolo rifiuto. È una misura che serve a rimettersi in piedi economicamente, non a scegliersi il lavoro preferito mantenuti dalla collettività.
> La congruità di una offerta di lavoro non dipende più dalla durata di fruizione del Rdc, ma solo dal suo ordine: la prima offerta è congrua se entro 80 km o 100 minuti, la seconda ovunque in Italia.
Giustissimo anche questo, la depressione economica di certe zone d’Italia si incancrenisce solo mantenendole a oltranza.
> Gli sconti contributivi per i datori di lavoro che assumono beneficiari del Rdc, prima riservati solo ad assunzioni a tempo pieno e indeterminato, vengono estesi anche al tempo determinato e parziale, ampliando decisamente gli spazi di inserimento lavorativo dei percettori di Rdc.
Quindi un datore di lavoro potrebbe non rinnovare un contratto determinato (o anche licenziare) con un attuale dipendente per sostituirlo con un beneficiario di RdC? Poi magari quel dipendente licenziato si prende il RdC, e a sua volta sostituirà un’altro dipendente perché ci sono sgravi fiscali per il datore di lavoro?
Tanto in ambito RdC si parla di lavori a specializzazione bassa, per cui sostituire qualcuno non dovrebbe essere un problema
Il governo ha appena inventato la rotazione delle colture in ambito lavorativo
E se un beneficiario al colloquio dice che non è in grado di svolgere quel lavoro pur di non trasferirsi chi potrà contestare che si tratta di un rifiuto dell’offerta?
>Prima della legge di bilancio: I beneficiari del Rdc possono rifiutare fino a 2 offerte di lavoro “congrue” su tre
Lol mica la sapevo questa. Che tristezza pensare che in Germania fecero il piano Hartz vent’anni fa e qua stiamo ancora messi in questo modo. Ma poi “congrua” che vuol dire e chi lo decide?