Smart working, 40mila euro per chi si trasferisce sulle montagne piemontesi

7 comments
  1. primo deve cambiare la mentalità, e già la vedo complicata

    secondo, quale giovane italiano mai va a fare l’eremita?

    Ste iniziative son buone solo per gli americani, dove per loro è normale fare 2 ore d’auto per comprare il pane, e di conseguenza sarebbe il paradiso avere tutto a “portata di mano”.

    Ricorrete alle ambasciate italiane in usa

  2. La domanda è: perché vogliamo colonizzare o ricolonizzare ogni buco di culo? Voglio dire già mi pare che abbiamo uno dei livelli di distribuzione abitativa più alti d’Europa. Il fatto di essere maggiormente distribuiti e su un territorio complesso rende più difficile e costoso avere mezzi pubblici efficienti e rende la macchina un must. Che poi potrebbe essere quello che uno vuole dal punto di vista personale, essere lontano dalla città o da altri essere umani a costo di fare più fatica, ma perché andrebbe incentivato come società? Oltre al fatto che penso sia meglio avere più posti naturali e incontaminati rispetto ad avere umanità (poca o tanta) ovunque si posi lo sguardo. Oltre al fatto che c’è un po’ il rischio di creare una specie di logica elitaria.

    E non è neanche un discorso a favore di città megalopoli alienanti. Come società sarebbe più auspicabile incentivare lo sviluppo di città multipolari in modo da essere serviti decentemente e poter potenzialmente fare a meno della macchina se non per le gite del weekend.

  3. Non credo sia un’idea terribile.
    Le zone rurali e di montagna sono da anni in crisi perché tutti i giovani si trasferiscono nelle città e il tessuto commerciale, le scuole e molti altri servizi devono chiudere.
    Mentre nelle grandi città il costo delle abitazioni é ormai insostenibile per il lavoratore medio, nei paesi più piccoli le case sono spesso svendute (o invendibili) a causa di tanta offerta e pochissima domanda.

    Peccato spesso il lavoro a distanza sia poco considerato dalle aziende italiane per motivi culturali e la rete internet non molto sviluppata in certe aree più periferiche, perché secondo me sarebbe figo vedere aziende che “delocalizzano” in paesi e borghi a rischio di abbandono, rivitalizzando comunità storiche.
    Vivere in una metropoli é più interessante e divertente quando sei giovane, ma personalmente se un giorno dovessi mettere su famiglia, mi piacerebbe l’opzione di vivere in un ambiente più pulito, molto più sicuro, dove posso comprare un immobile con molta più metratura a prezzo decisamente inferiore (quindi più potere d’acquisto con lo stesso stipendio), dove i bambini sono seguiti meglio grazie a classi più piccole e dove possono giocare all’aperto senza preoccupazione per il traffico selvaggio o criminalità varia e senza il malessere di dover affrontare il traffico dell’ora di punta due volte al giorno per tornare in un appartamentino dove sopportare il caos di dozzine di condomini nello stesso edificio.

    Peccato questo tipo di progetto richieda investimenti ingenti in materia di trasporto pubblico, rete internet, infrastrutture scolastiche e servizi vari, quindi virtualmente impossibile.
    Quando vado in vacanza nella casa dei miei zii in un paesino sulle prealpi o quando mi é capitato di passare in quei borghi medievali bellissimi dell’Italia centro-meridionale mi viene da piangere a vedere che il 90% degli edifici sono vuoti e abbandonati e il restante é occupato solo da over 70 che spariranno nei prossimi decenni, specialmente considerando che molti miei coetanei fanno veramente fatica a trovare un posto dove vivere adatto alle loro possibilità economiche. Vorrei ci fosse un modo più semplice per salvare tutto questo patrimonio architettonico, paesaggistico e storico, ma senza servizi e attività economica queste realtà sono destinate a sparire.

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