
In foto: Alpino Agostino Piol, decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare da Partigiano.
Sesto post in merito alla Medaglia d'Oro al Valor Militare, storicamente la massima onorificenza militare italiana, dove riporterò i fatti accaduti oggi nel passato per i quali venne concessa; per non fare in modo che la memoria vada perduta. Buona lettura.
- Alpino Partigiano Agostino PIOL, attaccato di sorpresa da un plotone nemico, combatteva strenuamente lanciandosi all'assalto sul nemico in un'impari lotta, dove veniva mortalmente colpito all'addome. — Rivalta (Torino), 1944
- Partigiano Bruno TOSARELLI, già combattente garibaldino in Guerra di Spagna, arrestato e seviziato trovava nella morte la liberazione del martirio che aveva fatto scempio del suo corpo. — Bologna, 9 settembre 1943-1944
- Tenente Colonnello Domenico PENNESTRI, comandante di battaglione del 129° rgt. Fanteria, conduceva una dura guerriglia contro i nazisti. Fatto prigioniero, per salvare i suoi uomini, dichiarava di essere il solo responsabile della condotta del reparto. Colpito a morte, trovava la forza di gridare «Viva l'Italia». — Saranda (già Porto Edda) (Albania), 1943
- Maggiore Mario GIGANTE, per il medesimo fatto.
- Maresciallo Ordinario Nicola SERNIA, in forza al 9° rgt. artiglieria G.a.F., rifiutava sdegnosamente l'invito di arruolarsi nelle truppe repubblicane. Arrestato e percosso, scappava dal nemico giungendo alle retrovie, organizzava squadre di patrioti atte a sminare i campi e attaccare i tedeschi. Il 5 ottobre, dopo un violento corpo a corpo, ferito ed esausto e sotto il tiro delle artiglierie continuava a disarmare le mine che ostruivano una rotabile, trovando gloriosa fine. — Roma – Celenza – Valfortore (Foggia), 9 settembre-5 ottobre 1943
- Partigiano Carlo SANTAGATA, giovanissimo sedicenne, s'impegnava, da solo, in azioni partigiane tra Capua e Santa Maria Capua Vetere, finendo seviziato e impiccato. — Santa Maria Capua Vetere – Capua, 1943
- Civile Sebastiano CASTAGNA, collaboratore del Regime per le politiche coloniali, ricercato e raggiunto attraverso la boscaglia dopo essere scappato da un gruppo ribelle che, con una lettera lusinghiera, lo aveva vilmente fatto ostaggio, cadeva sotto il fuoco nemico rifiutando la resa offertagli da un capo ribelle. — Cusae (Egitto), 1938
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1 comment
Doveroso P.S. sulla Medaglia al Valore concessa a Sebastiano Castagna. Le evidenti responsabilità morali e politiche dei colonialisti italiani in terra d’Africa sono un giudizio storico ineludibile, che però va distinto dal singolo fatto per il quale quest’uomo venne insignito della MOVM. La medaglia premia un atto di puro coraggio: quello di un settantenne che, adescato con l’inganno da un capo “ribelle” e caduto in trappola, preferì la morte alla resa e alla prigionia. Come per ogni onorificenza di questo tipo, è solo il valore dimostrato in quell’istante che va tenuto in considerazione. Il resto è, e deve rimanere, un altro discorso.
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