“[La razza non influisce sulla personalità dei cani](https://www.ilpost.it/2022/05/02/razza-cani-personalita/)” sentenzia netto il titolo del post, suscitando le perplessità di padroni di cani da punta, da riporto, da pastore, i quali esibiscono spiccati istinti del tutto innati anche quando non vengono addestrati al rispettivo tradizionale lavoro.

La soluzione della contraddizione è semplice: il titolo de *Il Post* non sintentizza correttamente le conclusioni [dello studio](https://www.science.org/doi/10.1126/science.abk0639?adobe_mc=MCMID%3D91622955734800547142533415772824953961%7CMCORGID%3D242B6472541199F70A4C98A6%2540AdobeOrg%7CTS%3D1651476170). Uno studio che, innazi tutto, si occupa di genomica fisiologica e comportamentale; e soprattutto che NON afferma l’inesistenza di relazioni fra razza e comportamento.

In breve, lo studio ha fatto un **sondaggio** fra padroni di cane riguardo il loro comportamento, facendo poi un sequenziamento del DNA di una parte del campione. I comportamenti sono stati valutati secondo metriche estremamente generiche; non è stato in alcun modo studiato se, ad esempio, determinate razze esprimono comportamenti specifici legati al lavoro per cui sono state selezionate. Dopo di che, i dati sono stati incrociati col sequenziamento del DNA per studiarne l’ereditabilità e la potenziale localizzazione genomica.

I risultati sono stati comunque ampiamente in linea con i cosidetti “stereotipi di razza”, che altro non sono che i risultati della selezione artificiale operata dagli allevatori nella creazione e nel mantenimento delle razze. Ad esempio, si è scoperto che le razze più obbidienti (nel senso di addestrabili a eseguire determinate azioni) sono malinois, vizsla e i vari cani da pastore (border collie, pastore australiano, pastore tedesco ecc), cioè guardacaso le razze già più ampiamente note per questo tratto comportamentale.

In sostanza: la razza influisce eccome sulla personalità dei cani, come qualunque esperto del settore può facilmente dimostrare, e come questo studio rileva. Non è chiaro perché Il Post abbia deciso di sostenere il contrario.

25 comments
  1. Perchè un titolo controverso fa ovviamente più notizia che non la conferma di un fatto risaputo, evidentemente neanche il post è immune al clickbait.

  2. Era stato postato qualche giorno fa ed eliminato perchè fuorviante. Ci sono testate che sacrificherebbero il primogenito per un click.

  3. Anche il post è schierato e strizza l’occhio ai suoi lettori. Lessi un articolo impreciso ed inesatto anche sugli esotici.

  4. >determinate razze esprimono comportamenti specifici legati al lavoro per cui sono state selezionate.

    Tipo il Ciwawa per rompere il cazzo?

    Edit: chihuahua, pure il nome e’ insopportabile.

  5. Ho sentito dire da persone che lavorano con i cani “noo la razza non c’entra nulla, dipende da come li allevi.” Peccato che però la scienza dica una cosa diversa

  6. Fa disinformazione su molte cose, spesso ho criticato articoli del post con post sul sub proprio perché superficiali e incompleti

  7. C’è una bella differenza tra “personalità” del cane e comportamenti istintuali che sono stati e vengono selezionati. Cani di una stessa cucciolata possono presentare comportamenti molto diversi anche se hanno in comune le caratteristiche dello standard di razza

  8. Be’, ni.

    Partirei dal presupposto che questo studio, per quanto ampio, ha alcune limitazioni metodologiche (che sono però comuni nel suo campo!), e che il concetto di *personalità canina* non è esattamente fra quelli più chiari e distinti (e infatti lo studio ovviamente non parla della personalità dei cani, che già quella degli umani è una faccenda sufficientemente complicata).

    Bisogna comunque riconoscere che i tratti comportamentali generici osservazionalmente percepiti in modo ***non standardizzato*** nei cani considerati ai fini di questo studio siano stati in media ereditati, per le misurazioni fatte, intorno al 25%, contro invece l’85% o più della quasi totalità di tratti fisici considerati.

    Il titolo è fuorviante? Sostanzialmente concordo, per quanto qualcosa sulla falsa riga di “Alcuni “tratti comportamentali generici” potrebbero essere relativamente poco ereditabili (rispetto a quelli fisici) nelle razze canine” non funzionerebbe affatto come titolo.

    Un singolo studio con limitazioni metodologiche non fa primavera? Altroché. Ma da qui a parlare di disinformazione scientifica un po’ ne passa per questo caso specifico, secondo me.

  9. Sul post sembra che scrivano ritaliani liberal che credono di avere la verità in tasca perché leggono “articoli scientifici peer-reviewed”, e non provano neanche a nasconderlo a vedere il tono strafottente e passivo-aggressivo di certi loro titoli e articoli. Non a caso qui questo giornale piace a molti

    Inutile dire che sempre di giornalisti si parla, quindi cherrypicking a volontà quando si vuole “dimostrare” la veridicità di un’opinione, solo che invece di farlo intervistando la gente fuori dai bar come fanno a canale 5 che si rivolge ai boomer, qui si prende un articolo scientifico di dubbio valore (neanche un survey, lol) come se fosse oro colato (se lo dice la scienza…)

  10. “concludendo che buona parte delle abitudini e degli atteggiamenti di ogni cane dipenda soprattutto dal modo in cui è stato allevato e cresciuto.”
    Anche questo mi sembra ragionevole

  11. Più che altro l’autore dell’articolo non ha molto il senso della misura. Riporta infatti che “Il gruppo di ricerca ha poi calcolato quanto la razza possa incidere sul comportamento dei cani, arrivando a stimare una percentuale di circa il 9 per cento”. A me pare che una singola variabile capace di spiegare quasi il 10% di un fenomeno non sia esattamente trascurabile…

  12. Avevo letto l’articolo in [inglese su Nature](https://www.nature.com/articles/d41586-022-01193-1?error=cookies_not_supported&code=61539478-cbad-422b-946c-a3bb6c5b53cd) settimana scorsa e non mi sembra che il titolo sia particolarmente sbagliato.

    Nell’articolo c’è scritto che la razza del cane spiega ca. 9% della variazione di carattere del cane (quindi abbastanza poco).

    è vero che ci sono alcune razze che sono più predisposte ad “essere guidate” (il tratto più facilmente ereditabile), ma la differenza è meno significativa di quello che ci si potrebbe aspettare. Inoltre è interessante che l’aggressione sia una caratteristica particolarmente poco correlata con la razza.

    Considerando che le razze di cani, per come le intendiamo noi, hanno ca. 200 anni, non è del tutto sorprendente.

  13. Ah quindi la contessa Serbelloni Mazzanti vien dal mare ha speso soldi per nulla a prendere Ivan il terrible XXXII, discendente di Ivan il terribile I, appartenuto allo zar Nicola I

  14. Avevo scritto questo nel thread precedente:

    [Questo è il sito](https://darwinsark.org/muttomics_viz_dashboard/) costruito dagli autori dell’articolo scientifico per farvi capire quanto è probabile che un dato membro di una razza di cane abbia un dato tratto che vi interessa.

    High environmental engagement: si va dal 64% dei Jack Russel al 15% degli Shih Tzu.

    High sociability: si va dal 62% dei Golden Retriever al 22% dei Dachsund

    Biddability: 72% border collies a 10% siberian huskies

    Composed: 73% shih tzu 27% boston terriers

    Mi sembra chiaro che siano effetti belli grossi fra gli estremi. E’ vero che se si fa la media di tutte le razze ci sarà più variabilità fra individui nelle razze che fra razze. Ma per capire quanto questo significhi all’atto pratico basta considerare che è altrettanto vero che l’altezza nei due sessi negli esseri umani è più variabile all’interno di ciascun sesso che fra ciascun sesso, ciò non significa che se voglio un umano più alto possibile lo andrò a cercare fra gli uomini, non fra le donne.

  15. Il Post non è perfetto ovviamente, ma gli sforzi per garantire un’ottima qualità degli articoli ci sono tutti.
    Tanto per farti un esempio, io ho segnalato più di una volta alcune inesattezze contenute in alcuni loro articoli e la redazione mi ha sempre risposto entro un paio d’ore (anche di domenica). Una volta preso atto degli errori li ha sempre corretti immediatamente. Una volta ho anche segnalato che un loro articolo sull’ “ultima locomotiva d’Europa” (pubblicato poco tempo fa) era fuorviante sia per il sottotitolo che per il contenuto di un paragrafo. Risultato? Mi hanno risposto subito e hanno corretto praticamente in tempo reale.

    Personalmente ho notato un deciso cambio di marcia negli ultimi mesi per quanto riguarda la quantità degli articoli pubblicati sul loro sito, e devo dire che questo si è tradotto in una maggiore quantità di refusi e piccole disattenzioni nei contenuti che però, come ho detto, correggono prontamente se segnalati dai lettori.

    I problemi de il Post sono altri semmai. Vedi, tra gli altri, l’eccessiva dipendenza dai grandi giornali statunitensi (chi legge il The Atlantic se ne sarà accorto da anni ormai) e più in generale da fonti prettamente anglosassoni. E direi anche che alcuni dei loro articoli sono talvolta pervasi da un certo buonismo di fondo di stampo liberarl-moderno tutto all’italiana (che cioè si porta dietro i classici limiti da giornalisti da salotto che abbiamo qui da noi). Ultimamente, poi, pur apprezzando i loro sforzi (considerevoli) per garantire l’oggettività dei loro articoli, ho notato che su certi argomenti (vedasi guerra in Ucraina ma non solo) non hanno esitato ad abbandonare la vecchia via per premere un po’ sul pedale della presa di posizione anziché su quello della “semplice” informazione.

    Ma non fraintendetemi, il livello qualitativo resta comunque alto, tanto che secondo me, ad oggi, resta il miglior giornale in Italia e l’unico su cui posso contare per informazione di qualità (accanto a Dagospia, s’intende).

  16. È palese basta vedere i dati o farsi un giro su r/banpitbulls.

    Mi dispiace che uno dei giornalisti del post abbia preso una cantonata o sia possessore di pitbull

  17. Il problema principale è che la gente dovrebbe riconoscere che questo discorso non vale soltanto per i cani, ma per tutti gli esseri viventi.

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