25 anni fa, l’appassionante vicenda del *tanko*: una manciata di indipendentisti veneti salirono per alcune ore sul campanile di San Marco, con tanto di autoblindo fatto in casa.
A parte gli innumerevoli risvolti ilari degli eventi, avvenuti in un contesto che non dava davvero loro alcuna speranza, credo possa anche essere un buon memento che tante cose che diamo per vere e immutabili sono in realtà convenzioni basate su un complesso mix di equilibri di forza, convenienza e comune sentire / abitudine.
Se il Veneto diventasse una nazione indipendente, una nuova Serenissima, io mi ci trasferirei al volo.
Me lo ricordo. Sono troppo vecchio?
[deleted]
Vorrei il ritorno della Serenissima solo per avere come bandiera il leone di San Marco
❤️I bei vecchi tempi
Vorrei tanto donare l’indipendenza al Veneto, ovviamente con modello francese in Africa: o tutte le infrastrutture/fabbriche/cosechefannosoldi vengono distrutte o bisogna far pagare un indennizzo che renderebbe il Veneto lo schiavo economico dell’Italia, senza rancore ovviamente
EL TANKO VENETO
Ma non ne avevano anche cercato di fare un altro ultimamente e sono stati tipo sgamati subito?
4 mona che tra una bevuta e un’altra, pensano di fondare militizia e finiscono tutti i galera. Bragadin si rivolterebbe nella tomba sapesse che l immagine di Venezia è associata a loro
Allora. I francesi francesizzano tutti i vocaboli esteri, spesso esagerando. Ma se la parola in italiano c’è già, perché non usare CARRO ARMATO, porcaccia di una miseria?
E dopo ben 25 anni in cui è stata al governo anche la Lega cos’è stato fatto? nulla… a parte il referendum consultivo sull’autonomia…
Boldrin intensifies
Frequentare l’università a Venezia alla fine degli anni 90, tra le altre cose, significava avere a disposizione una vita notturna vivace quanto uno zombie, specialmente durante la settimana, una volta che l’orda dei turisti giornalieri se ne era andata.
I pochi locali frequentati da universitari erano , per la maggior parte, raggruppati in fondamenta degli Ormesini, (ora tornata di nuovo di gran moda)verso il ponte del ghetto. Al di fuori di quello, non restava che arrangiarsi. E , da bravi studenti universitari, ci si arrangiava: feste in casa. Questa organizzazione degli studenti andava a cozzare con uno degli aspetti più tipici di Venezia: le case sono letteralmente attaccate le une alle altre, quindi un buon impianto stereo lo si poteva sentire anche a distanza notevole, soprattutto a tarda sera/notte. Normalmente, almeno in quegli anni, la sopportazione del veneziano doc per gli studenti era appena superiore a quella per i turisti, e questo si traduceva in secchiata d’acqua ( spero fosse acqua) lanciate dai piani alti degli edifici su chiunque fosse colpevole di trovarsi fuori da un bar/locale/bacaro dopo una certa ora, variabile a seconda dell’incazzatura del veneziano lanciatore (oltre all’acqua (?) era compreso anche un rapido ed estemporaneo corso di insulti in veneziano). Le feste in casa, oltre alla possibilità delle secchiate d’acqua all’uscita, erano caratterizzate da una certezza: l’arrivo della polizia (o carabinieri). Passate le 10:30, era praticamente matematico trovarsi qualcuno in divisa alla porta, che intimava di spegnere la musica e stare buoni, altrimenti se li avessero chiamati di nuovo sarebbe scattata la multa (ed era vero, un paio di volte sono tornati ed è scattato il verbale, visto che nessuno gli aveva dato retta). Era sempre così. Tranne il 9 maggio 1997. Decidemmo di fare una festa in casa, appartamento zona rialto, spazioso, inizio festa ore 7:30 per un motivo molto semplice, avere tempo di divertirsi(= devastarsi da bravi studenti) prima dell’arrivo della polizia. I ricordi sono ormai vaghi, ma a un certo punto qulacuno mi disse: “è mezzanotte, e ancora niente sbirri, che figata”. Nessuno venne a dirci di spegnere la musica o cose simili, fino a che, arrivata l’una, la coltre di fumo in casa non mi permetteva più nemmeno di vedere la faccia delle persone, l’alcol (il più economico sul mercato, chiaramente) si stava facendo sentire, quindi decisi di uscire per prendere aria e fare due passi. Passeggiata notturna da Rialto verso S. Marco, questo era la mia idea. Attraversando il ponte, deserto, mi sembrò di sentire un elicottero, ma non ci feci molto caso, non ero proprio lucidissimo. Il percorso che avevo scelto mi avrebbe portato ad arrivare sul lato della basilica, alla piazzetta dei leoncini. Arrivato a pochi metri di distanza, alzai lo sguardo, e mi bloccai, pensando: che cazzo mi sono fumato?? Ho le allucinazioni.” Davanti a me, accovacciati dietro ai leoni in petria , due per ogni leone, c’erano quattro poliziotti con le armi in mano, lo sguardo decisamente teso, che mi stavano dicendo, anzi urlando, di andarmene. Sarò anche stato poco lucido e altro, ma alla vista di 4 poliziotti, armi in mano spianate, mi ripresi abbastanza in fretta per capire che non stavano scherzando, e tornare in fretta sui miei passi. Arrivato a casa la festa era ormai agli sgoccioli, nessuna l’aveva interrotta, provi a raccontare cosa era successo ai presenti, ma nessuno era nelle condizioni mentali per capire bene cosa dicessi. Il giorno dopo un’edizione speciale del quotidiano locale ci chiarì cosa era successo: avevano “assaltato” il campanile di S. Marco.
Alcuni di loro si sono fatti 3 anni di galera, un po’ esagerato. Addirittura l’accusa di “attentato contro l’unità dello Stato”, quattro tizi in trattore. Assurdo
❤
il tanko!
Se Putin può fare la sua sfilata coi carri armati il 9 maggio, perché non possono anche i veneti?
Ma che moda è sta schifezza di chiamarli tank?
Si chiamano carri armati.
Jesus Christ superstar.
Eroi romantici
Ma quindi spiegatemi, caricano il tanko sul camion, imbarcano il tanko sul traghetto, lo dirottano verso piazza San Marco e poi come è avvenuto nella pratica? Come hanno fatto attraccare il traghetto in piazza per per sbarcare il camion?
Un tank…
Be’ stavo pensando proprio a quel fatto, passando verso Galta (frazione di Vigonovo, comune del Veneziano) dove, sul bordo della strada si trova questo proclama, o monito, o come lo volete chiamare.. https://imgur.com/a/Zphyhg7
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25 anni fa, l’appassionante vicenda del *tanko*: una manciata di indipendentisti veneti salirono per alcune ore sul campanile di San Marco, con tanto di autoblindo fatto in casa.
A parte gli innumerevoli risvolti ilari degli eventi, avvenuti in un contesto che non dava davvero loro alcuna speranza, credo possa anche essere un buon memento che tante cose che diamo per vere e immutabili sono in realtà convenzioni basate su un complesso mix di equilibri di forza, convenienza e comune sentire / abitudine.
Se il Veneto diventasse una nazione indipendente, una nuova Serenissima, io mi ci trasferirei al volo.
Me lo ricordo. Sono troppo vecchio?
[deleted]
Vorrei il ritorno della Serenissima solo per avere come bandiera il leone di San Marco
❤️I bei vecchi tempi
Vorrei tanto donare l’indipendenza al Veneto, ovviamente con modello francese in Africa: o tutte le infrastrutture/fabbriche/cosechefannosoldi vengono distrutte o bisogna far pagare un indennizzo che renderebbe il Veneto lo schiavo economico dell’Italia, senza rancore ovviamente
EL TANKO VENETO
Ma non ne avevano anche cercato di fare un altro ultimamente e sono stati tipo sgamati subito?
4 mona che tra una bevuta e un’altra, pensano di fondare militizia e finiscono tutti i galera. Bragadin si rivolterebbe nella tomba sapesse che l immagine di Venezia è associata a loro
Allora. I francesi francesizzano tutti i vocaboli esteri, spesso esagerando. Ma se la parola in italiano c’è già, perché non usare CARRO ARMATO, porcaccia di una miseria?
E dopo ben 25 anni in cui è stata al governo anche la Lega cos’è stato fatto? nulla… a parte il referendum consultivo sull’autonomia…
Boldrin intensifies
Frequentare l’università a Venezia alla fine degli anni 90, tra le altre cose, significava avere a disposizione una vita notturna vivace quanto uno zombie, specialmente durante la settimana, una volta che l’orda dei turisti giornalieri se ne era andata.
I pochi locali frequentati da universitari erano , per la maggior parte, raggruppati in fondamenta degli Ormesini, (ora tornata di nuovo di gran moda)verso il ponte del ghetto. Al di fuori di quello, non restava che arrangiarsi. E , da bravi studenti universitari, ci si arrangiava: feste in casa. Questa organizzazione degli studenti andava a cozzare con uno degli aspetti più tipici di Venezia: le case sono letteralmente attaccate le une alle altre, quindi un buon impianto stereo lo si poteva sentire anche a distanza notevole, soprattutto a tarda sera/notte. Normalmente, almeno in quegli anni, la sopportazione del veneziano doc per gli studenti era appena superiore a quella per i turisti, e questo si traduceva in secchiata d’acqua ( spero fosse acqua) lanciate dai piani alti degli edifici su chiunque fosse colpevole di trovarsi fuori da un bar/locale/bacaro dopo una certa ora, variabile a seconda dell’incazzatura del veneziano lanciatore (oltre all’acqua (?) era compreso anche un rapido ed estemporaneo corso di insulti in veneziano). Le feste in casa, oltre alla possibilità delle secchiate d’acqua all’uscita, erano caratterizzate da una certezza: l’arrivo della polizia (o carabinieri). Passate le 10:30, era praticamente matematico trovarsi qualcuno in divisa alla porta, che intimava di spegnere la musica e stare buoni, altrimenti se li avessero chiamati di nuovo sarebbe scattata la multa (ed era vero, un paio di volte sono tornati ed è scattato il verbale, visto che nessuno gli aveva dato retta). Era sempre così. Tranne il 9 maggio 1997. Decidemmo di fare una festa in casa, appartamento zona rialto, spazioso, inizio festa ore 7:30 per un motivo molto semplice, avere tempo di divertirsi(= devastarsi da bravi studenti) prima dell’arrivo della polizia. I ricordi sono ormai vaghi, ma a un certo punto qulacuno mi disse: “è mezzanotte, e ancora niente sbirri, che figata”. Nessuno venne a dirci di spegnere la musica o cose simili, fino a che, arrivata l’una, la coltre di fumo in casa non mi permetteva più nemmeno di vedere la faccia delle persone, l’alcol (il più economico sul mercato, chiaramente) si stava facendo sentire, quindi decisi di uscire per prendere aria e fare due passi. Passeggiata notturna da Rialto verso S. Marco, questo era la mia idea. Attraversando il ponte, deserto, mi sembrò di sentire un elicottero, ma non ci feci molto caso, non ero proprio lucidissimo. Il percorso che avevo scelto mi avrebbe portato ad arrivare sul lato della basilica, alla piazzetta dei leoncini. Arrivato a pochi metri di distanza, alzai lo sguardo, e mi bloccai, pensando: che cazzo mi sono fumato?? Ho le allucinazioni.” Davanti a me, accovacciati dietro ai leoni in petria , due per ogni leone, c’erano quattro poliziotti con le armi in mano, lo sguardo decisamente teso, che mi stavano dicendo, anzi urlando, di andarmene. Sarò anche stato poco lucido e altro, ma alla vista di 4 poliziotti, armi in mano spianate, mi ripresi abbastanza in fretta per capire che non stavano scherzando, e tornare in fretta sui miei passi. Arrivato a casa la festa era ormai agli sgoccioli, nessuna l’aveva interrotta, provi a raccontare cosa era successo ai presenti, ma nessuno era nelle condizioni mentali per capire bene cosa dicessi. Il giorno dopo un’edizione speciale del quotidiano locale ci chiarì cosa era successo: avevano “assaltato” il campanile di S. Marco.
Alcuni di loro si sono fatti 3 anni di galera, un po’ esagerato. Addirittura l’accusa di “attentato contro l’unità dello Stato”, quattro tizi in trattore. Assurdo
❤
il tanko!
Se Putin può fare la sua sfilata coi carri armati il 9 maggio, perché non possono anche i veneti?
Ma che moda è sta schifezza di chiamarli tank?
Si chiamano carri armati.
Jesus Christ superstar.
Eroi romantici
Ma quindi spiegatemi, caricano il tanko sul camion, imbarcano il tanko sul traghetto, lo dirottano verso piazza San Marco e poi come è avvenuto nella pratica? Come hanno fatto attraccare il traghetto in piazza per per sbarcare il camion?
Un tank…
Be’ stavo pensando proprio a quel fatto, passando verso Galta (frazione di Vigonovo, comune del Veneziano) dove, sul bordo della strada si trova questo proclama, o monito, o come lo volete chiamare..
https://imgur.com/a/Zphyhg7
Uno degli articoli più gloriosi a riguardo, scritto dal tizio di Bagni Proeliator: https://thevision.com/politica/indipendentisti-veneti/
Lol il tanko