
È quanto emerge dalla “Ricerca di Mercato 2025 Status dei Data Center in Italia” presentata da Ida (Italian Data Center Association) durante il “Data Center Symposium” di Roma
A guidare questa corsa sono gli hyperscaler, protagonisti di una nuova fase espansiva che mira a portare il cloud “più vicino agli utenti finali”. La costruzione di nuove availability zone in varie regioni italiane consente di migliorare prestazioni, efficienza e sovranità dei dati, oltre a stimolare la creazione di hub locali.
La capacità dei cavi sottomarini nel Mediterraneo, che crescerà di dieci volte nei prossimi cinque anni, è un fattore determinante per la nascita di nuovi hub digitali. Genova e Palermo si candidano come snodi strategici, insieme a Barcellona e Creta, in un ecosistema interconnesso che rafforza la posizione del Sud Europa nel traffico globale dei dati.
Allo stesso tempo, gli hyperscaler stanno spingendo sull’adozione dell’intelligenza artificiale. L’IA non solo accelera il time-to-market degli investimenti, ma aumenta la richiesta di energia e densità energetica, “potenzialmente introducendo una nuova classe di prodotti data center e aprendo opportunità di investimento anche in aree oltre ai grandi mercati italiani (Milano e Roma)”.
Il motore di questa crescita è rappresentato dagli investimenti. Secondo Ida, la spesa complessiva per la costruzione e l’allestimento dei Data Center raggiungerà i 21,8 miliardi di euro entro cinque anni, senza considerare i costi per le apparecchiature IT e le spese operative.
Il picco sarà toccato nel 2029, con quasi 5 miliardi di euro di nuovi investimenti, l sostenuti dalla domanda di servizi colocation e hyperscale. La capacità dei Data Center commerciali italiani raggiungerà i 1.522 MW, quasi sei volte quella del 2024, con un Cagr medio del 40%. Attualmente, sono in costruzione impianti per 343 MW, mentre 1.684 MW risultano già pianificati. “Questo impulso non solo favorisce lo sviluppo delle infrastrutture digitali, ma stimola anche settori collegati come energia, edilizia e telecomunicazioni, consolidando l’Italia come hub strategico per l’innovazione tecnologica”, evidenzia il rapporto.
—- tutta una sezione sulle leggi
Il comparto dei Data Center è anche un potente generatore di occupazione. La filiera impiega oggi quasi 14.000 unità Fte tra costruzione, installazione, sicurezza e servizi. A questi si aggiungono 6.800 posti di lavoro indiretti generati dall’indotto locale.
by nohup_me
8 comments
Il problema è che quasi tutti sti datacenter sono in lombardia
Questa crescita di SEI volte è veramente necessaria, considerando emissioni ed altro correlato? Avremo bisogno di così tanti data centre per la IA nei prossimi anni? Siamo così sicuri?
Qualcuno mi fa un ELI5 su come questa cosa sia effettivamente utile per il cittadino comune?
il tutto per salvare i meme di r/paperearmate e r/QuandoCeraloStereo e le perle di saggezza di r/ItaliaPersonalFinance e r/ItaliaCareerAdvice /s
Immagino sempre grazie al Pnrr?
è ora di preparare un piano energetico serio, negli USA i costi dell’elettricità sono raddoppiati nell’ ultimo anno con questi datacenter.
più dati e meno stipendi, la nazione migliore del mondo
Con quale corrente? Quella Francese?
Wow 1 Gigowatt
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