Anche se è un’azienda che crea valore, posti di lavoro e paga le tasse, a me le aziende di armi non piacciono e ne vorrei il meno possibile in Italia.
Solo pensare che queste armi possano finire per uccidere innocenti, se esempio Palestinesi, mi fa rabbrividire.
L’articolo non dice i passaggi precedenti: rwm aveva chiesto di poter raddoppiare la capacità produttiva e la presidente della Sardegna dopo mesi, se non anni, ha negato l’ampiamento dello stabilimento
adesso la magistratura sembra che stia rigirando la cosa.
Non si capisce che problema c’è, sono 200/250 posti di lavoro in Sardegna, che producono armi o pasticcini cosa cambia? Tanto se non le producono in Sardegna, le andranno a produrre da qualche altra parte nel mondo.
Utili idioti che lamentandosi fanno solo un enorme favore ai russi purtroppo certa gente crede che viviamo nel mondo delle favole
***Homo homini lupus***
Questa è la vita cari signori. Il diritto al lavoro per 200 lavoratori (oggi ne impiega 550 tra diretti e somministrati) toglierà il diritto alla vita ad altri. Il problema nasce quando il sacrosanto diritto alla difesa (possedendo armamenti ovviamente) si trasforma in mera speculazione bellica. Le armi dovrebbero essere prodotte e lasciate nei magazzini, pronte per una eventuale difesa. Però questo non produce reddito! Come diceva Albertone: *Finché c’è guerra c’è speranza.*
**edit:** mi si chiede di argomentare. Cosa dovrei argomentare se l’analfabetismo porta a downvotare senza aver nemmeno capito il senso del discorso? Quindi si perde tempo ad argomentare. Probabilmente molti “lettori” non hanno nemmeno capito quale sia l’orientamento che traspare dal testo. Il richiamo a Hobbes probabilmente è stato interpretato come: chi è? ce l’ha instagram!
> Utili idioti che lamentandosi fanno solo un enorme favore ai russi purtroppo certa gente crede che viviamo nel mondo delle favole
Dillo alla costituzione, articolo 11:
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo
Ma si sa che la legge vale solo quando fa comodo per certa gentaglia, pronti a sacrificare tutto per due spicci.
> Anche se è un’azienda che crea valore, posti di lavoro e paga le tasse, a me le aziende vinicole non piacciono e ne vorrei il meno possibile in Italia.
>
> Solo pensare che questi vini possano finire per uccidere innocenti, ad esempio bambini investiti per strada da un ubriacone, mi fa rabbrividire.
>
> Anche se è un’azienda che crea valore, posti di lavoro e paga le tasse, a me le aziende aerospaziali non piacciono e ne vorrei il meno possibile in Italia.
>
> Solo pensare che alcuni di questi satelliti possano finire per contribuire ad uccidere innocenti, ad esempio ucraini/russi mi fa rabbrividire.
E così via…
Purtroppo bisogna essere oggettivi e prendere atto che non tutti la pensano come te. Tu potrai anche odiare le armi, ma il tuo vicino di casa no. Il Putin di turno si sfrega le mani all’idea che tu hai deciso di non difenderti.
Potremo andare anche oltre e dire che non vogliamo le carceri perché sono crudeli e privano le persone della propria libertà.
Il tuo ragionamento può funzionare solo se tutte le persone del mondo la pensano come te. Nel momento in cui anche solo 1 persona la pensa diversamente, quella persona userà la violenza per imporsi sugli altri che a quel punto potranno solo subire o usare le armi.
Le cose sono due, o sviluppiamo e produciamo noi le armi o le compriamo da altri. Piuttosto che dipendere dai capricci di un altro stato per cose del genere meglio investire internamente
È la stessa cosa che sta cercando di fare l’europa e staccarsi dagli americani che oggi più di prima sono alleati poco affidabili
Purtroppo con la situazione internazionale attuale non esiste l’opzione “volemose bene” e andare verso il disarmo
Perché si può essere civili e tutto, solo quando tutte e due le parti rispettano gli stessi accordi. Ma come è stato dimostrato più e più volte se solo una delle due parti rispetta gli accordi vieni calpestato senza troppi problemi
Se vuoi che le tue soluzioni diplomatiche vengano rispettate devi avere il supporto di un’adeguata forza militare, motivo per il quale le critiche dell’Europa verso Israele e Russia (le due teste di cazzo più vicine a noi ma ne è pieno il mondo) vengono ignorate
Sottolineo che quelle che venivano costruite in questo impianto erano le bombe che l’Arabia Saudita sganciava sugli yemeniti. Manco a dire per scopi NATO o cose idéaliste come ho letto sotto
Il problema è semplice: lo Stato italiano e le sue politiche. L’economia non viene minimamente incentivata in quelle zone (corrente più cara d’Italia ) e l’unico datore di lavoro privato in zona rimane un’azienda simile, che è moralmente sbagliata ma non può chiudere perché la gente starebbe ancora peggio. D’altronde non c’è da stupirsi quando la Sardegna è considerata come Gardaland per l’esercito tra basi militari di tutti i tipi (la Sardegna è la regione che ne ha di più, sia di numero sia in mq), aziende di armi e via dicendo.
Le alternative sono emigrare o, se va bene, farsi un’ora di macchina per un lavoro precario (da Domusnovas meno ma Macchiareddu e la zona aeroporto rimangono gli ultimi bacini industriali nel raggio di un’ora da Cagliari).
Speriamo bene anche se non sono ottimista.
La gente si lamenta che il lavoro non c’è e che paga poco.
Poi quando uno dei settori migliori in Italia vuole crescere ci si oppone.
Bah
>*Pacifism.* **Pacifism is objectively pro-Fascist. This is elementary common sense. If you hamper the war effort of one side you automatically help that of the other.** Nor is there any real way of remaining outside such a war as the present one. In practice, ‘he that is not with me is against me’. The idea that you can somehow remain aloof from and superior to the struggle, while living on food which British sailors have to risk their lives to bring you, is a bourgeois illusion bred of money and security.
George Orwell
Da sardo posso confermare che i miei conterranei sono esattamente come descritti in un altro commento di questo post: diffidenti e sospettosi di ogni cosa, esterna o interna (non pensate che se domani dei sardi diventassero principali titolari del turismo della Costa Smeralda le cose cambierebbero).
MA soprattutto diffidenti in maniera estremamente miope, cosa che mi porta spesso alle stesse discussioni.
“L’invasione dell’eolico” spesso viene discussa parlando si di deturpamento del territorio, cosa soggettiva in parte e quindi difficilmente discutibile, ma molto molto dicendo “vengono a produrre l’energia qui ma poi la vendono fuori”, “ci sfruttano”, “Sardegna colonia d’Italia” etc. etc.
Ma qui siamo NOI sardi che invece di sfruttare un nostro asset in maniera intelligente per noi, o ci svendiamo o ci tagliamo il proverbiale cazzo per fare il dispetto alla proverbiale moglie. Vogliono venire a produrre energia in Sardegna, in un periodo di alta altissima richiesta di energia, soprattutto alternativa ai fossili? Discutiamo, mettiamo paletti, ma anche incentivi per i sardi, cose che rendano il tutto conveniente per noi (sconti energetici ad esempio)
Stessa cosa, o simile ai può fare anche per tutti gli altri settori produttivi. Ma invece lo spirito sardo imperante è quello del “no tocchis nudda”, non toccare niente. Perché ogni nuova cosa è automaticamente sfruttamento, deturpamento etc.
Le armi hanno un discorso morale a parte e non sono d’accordo con il considerarle alla stregua di tutti gli altri settori produttivi. È disonesto intellettualmente a mio avviso, è ovvio che un cittadino debba farsi delle domande e riesco sempre con difficoltà a criticare troppo aspramente chi pensa (in maniera utopistica o semplicistica) che si possa fermare la guerra fermando le armi. “Hanno il cuore dalla parte giusta” come direbbero gli inglesi.
Al massimo io dico sempre il mio punto di vista: le armi servono, per noi e per i nostri alleati, che ci piaccia o meno. Ed è necessario produrle autonomamente. È altrettanto necessario regolamentare il tutto, e questo è anche legato a chi e come queste armi vengono vendute. Ma questo è una decisione e una responsabilità dello Stato, ed è dallo Stato che dovremmo richiedere l’imposizione di blocchi all’export verso Israele, per fare un esempio. Pretendere l’assenza di armi a prescindere torna al detto che ho citato prima con il cazzo e la moglie.
eh ma con le armi fanno la guerra, e la guerra è brutta.
Quindi, niente armi da altri, ma neanche in casa
Il mondo si riarma sempre di più e noi si sta a guardare
Per inciso l’Urss era una potenza militare, se esce il discorso comunisti.
Quindi che si fa?
Sto schiattando perché parlate di Nimby quando è fatto noto che in Sardegna ci sono stati un boato di casi di tumori sospetti e teratogenesi, tutti dovuti ai poligoni delle basi militari.
Grazie al cazzo non vogliono altre armi; quelle testate nei 90 hanno già avuto i loro meravigliosi effetti. Non è che ogni volta che qualcuno non vuole costruire qualcosa è un bifolco terrorizzato come gli indigeni con le macchine fotografiche. Alle volte i timori sono basati su fatti reali, con un astio condivisibile
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Anche se è un’azienda che crea valore, posti di lavoro e paga le tasse, a me le aziende di armi non piacciono e ne vorrei il meno possibile in Italia.
Solo pensare che queste armi possano finire per uccidere innocenti, se esempio Palestinesi, mi fa rabbrividire.
L’articolo non dice i passaggi precedenti: rwm aveva chiesto di poter raddoppiare la capacità produttiva e la presidente della Sardegna dopo mesi, se non anni, ha negato l’ampiamento dello stabilimento
adesso la magistratura sembra che stia rigirando la cosa.
Non si capisce che problema c’è, sono 200/250 posti di lavoro in Sardegna, che producono armi o pasticcini cosa cambia? Tanto se non le producono in Sardegna, le andranno a produrre da qualche altra parte nel mondo.
Utili idioti che lamentandosi fanno solo un enorme favore ai russi purtroppo certa gente crede che viviamo nel mondo delle favole
***Homo homini lupus***
Questa è la vita cari signori. Il diritto al lavoro per 200 lavoratori (oggi ne impiega 550 tra diretti e somministrati) toglierà il diritto alla vita ad altri. Il problema nasce quando il sacrosanto diritto alla difesa (possedendo armamenti ovviamente) si trasforma in mera speculazione bellica. Le armi dovrebbero essere prodotte e lasciate nei magazzini, pronte per una eventuale difesa. Però questo non produce reddito! Come diceva Albertone: *Finché c’è guerra c’è speranza.*
**edit:** mi si chiede di argomentare. Cosa dovrei argomentare se l’analfabetismo porta a downvotare senza aver nemmeno capito il senso del discorso? Quindi si perde tempo ad argomentare. Probabilmente molti “lettori” non hanno nemmeno capito quale sia l’orientamento che traspare dal testo. Il richiamo a Hobbes probabilmente è stato interpretato come: chi è? ce l’ha instagram!
> Utili idioti che lamentandosi fanno solo un enorme favore ai russi purtroppo certa gente crede che viviamo nel mondo delle favole
Dillo alla costituzione, articolo 11:
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo
Ma si sa che la legge vale solo quando fa comodo per certa gentaglia, pronti a sacrificare tutto per due spicci.
> Anche se è un’azienda che crea valore, posti di lavoro e paga le tasse, a me le aziende vinicole non piacciono e ne vorrei il meno possibile in Italia.
>
> Solo pensare che questi vini possano finire per uccidere innocenti, ad esempio bambini investiti per strada da un ubriacone, mi fa rabbrividire.
>
> Anche se è un’azienda che crea valore, posti di lavoro e paga le tasse, a me le aziende aerospaziali non piacciono e ne vorrei il meno possibile in Italia.
>
> Solo pensare che alcuni di questi satelliti possano finire per contribuire ad uccidere innocenti, ad esempio ucraini/russi mi fa rabbrividire.
E così via…
Purtroppo bisogna essere oggettivi e prendere atto che non tutti la pensano come te. Tu potrai anche odiare le armi, ma il tuo vicino di casa no. Il Putin di turno si sfrega le mani all’idea che tu hai deciso di non difenderti.
Potremo andare anche oltre e dire che non vogliamo le carceri perché sono crudeli e privano le persone della propria libertà.
Il tuo ragionamento può funzionare solo se tutte le persone del mondo la pensano come te. Nel momento in cui anche solo 1 persona la pensa diversamente, quella persona userà la violenza per imporsi sugli altri che a quel punto potranno solo subire o usare le armi.
Le cose sono due, o sviluppiamo e produciamo noi le armi o le compriamo da altri. Piuttosto che dipendere dai capricci di un altro stato per cose del genere meglio investire internamente
È la stessa cosa che sta cercando di fare l’europa e staccarsi dagli americani che oggi più di prima sono alleati poco affidabili
Purtroppo con la situazione internazionale attuale non esiste l’opzione “volemose bene” e andare verso il disarmo
Perché si può essere civili e tutto, solo quando tutte e due le parti rispettano gli stessi accordi. Ma come è stato dimostrato più e più volte se solo una delle due parti rispetta gli accordi vieni calpestato senza troppi problemi
Se vuoi che le tue soluzioni diplomatiche vengano rispettate devi avere il supporto di un’adeguata forza militare, motivo per il quale le critiche dell’Europa verso Israele e Russia (le due teste di cazzo più vicine a noi ma ne è pieno il mondo) vengono ignorate
Sottolineo che quelle che venivano costruite in questo impianto erano le bombe che l’Arabia Saudita sganciava sugli yemeniti. Manco a dire per scopi NATO o cose idéaliste come ho letto sotto
Il problema è semplice: lo Stato italiano e le sue politiche. L’economia non viene minimamente incentivata in quelle zone (corrente più cara d’Italia ) e l’unico datore di lavoro privato in zona rimane un’azienda simile, che è moralmente sbagliata ma non può chiudere perché la gente starebbe ancora peggio. D’altronde non c’è da stupirsi quando la Sardegna è considerata come Gardaland per l’esercito tra basi militari di tutti i tipi (la Sardegna è la regione che ne ha di più, sia di numero sia in mq), aziende di armi e via dicendo.
Le alternative sono emigrare o, se va bene, farsi un’ora di macchina per un lavoro precario (da Domusnovas meno ma Macchiareddu e la zona aeroporto rimangono gli ultimi bacini industriali nel raggio di un’ora da Cagliari).
Speriamo bene anche se non sono ottimista.
La gente si lamenta che il lavoro non c’è e che paga poco.
Poi quando uno dei settori migliori in Italia vuole crescere ci si oppone.
Bah
>*Pacifism.* **Pacifism is objectively pro-Fascist. This is elementary common sense. If you hamper the war effort of one side you automatically help that of the other.** Nor is there any real way of remaining outside such a war as the present one. In practice, ‘he that is not with me is against me’. The idea that you can somehow remain aloof from and superior to the struggle, while living on food which British sailors have to risk their lives to bring you, is a bourgeois illusion bred of money and security.
George Orwell
Da sardo posso confermare che i miei conterranei sono esattamente come descritti in un altro commento di questo post: diffidenti e sospettosi di ogni cosa, esterna o interna (non pensate che se domani dei sardi diventassero principali titolari del turismo della Costa Smeralda le cose cambierebbero).
MA soprattutto diffidenti in maniera estremamente miope, cosa che mi porta spesso alle stesse discussioni.
“L’invasione dell’eolico” spesso viene discussa parlando si di deturpamento del territorio, cosa soggettiva in parte e quindi difficilmente discutibile, ma molto molto dicendo “vengono a produrre l’energia qui ma poi la vendono fuori”, “ci sfruttano”, “Sardegna colonia d’Italia” etc. etc.
Ma qui siamo NOI sardi che invece di sfruttare un nostro asset in maniera intelligente per noi, o ci svendiamo o ci tagliamo il proverbiale cazzo per fare il dispetto alla proverbiale moglie. Vogliono venire a produrre energia in Sardegna, in un periodo di alta altissima richiesta di energia, soprattutto alternativa ai fossili? Discutiamo, mettiamo paletti, ma anche incentivi per i sardi, cose che rendano il tutto conveniente per noi (sconti energetici ad esempio)
Stessa cosa, o simile ai può fare anche per tutti gli altri settori produttivi. Ma invece lo spirito sardo imperante è quello del “no tocchis nudda”, non toccare niente. Perché ogni nuova cosa è automaticamente sfruttamento, deturpamento etc.
Le armi hanno un discorso morale a parte e non sono d’accordo con il considerarle alla stregua di tutti gli altri settori produttivi. È disonesto intellettualmente a mio avviso, è ovvio che un cittadino debba farsi delle domande e riesco sempre con difficoltà a criticare troppo aspramente chi pensa (in maniera utopistica o semplicistica) che si possa fermare la guerra fermando le armi. “Hanno il cuore dalla parte giusta” come direbbero gli inglesi.
Al massimo io dico sempre il mio punto di vista: le armi servono, per noi e per i nostri alleati, che ci piaccia o meno. Ed è necessario produrle autonomamente. È altrettanto necessario regolamentare il tutto, e questo è anche legato a chi e come queste armi vengono vendute. Ma questo è una decisione e una responsabilità dello Stato, ed è dallo Stato che dovremmo richiedere l’imposizione di blocchi all’export verso Israele, per fare un esempio. Pretendere l’assenza di armi a prescindere torna al detto che ho citato prima con il cazzo e la moglie.
eh ma con le armi fanno la guerra, e la guerra è brutta.
Quindi, niente armi da altri, ma neanche in casa
Il mondo si riarma sempre di più e noi si sta a guardare
Per inciso l’Urss era una potenza militare, se esce il discorso comunisti.
Quindi che si fa?
Sto schiattando perché parlate di Nimby quando è fatto noto che in Sardegna ci sono stati un boato di casi di tumori sospetti e teratogenesi, tutti dovuti ai poligoni delle basi militari.
Grazie al cazzo non vogliono altre armi; quelle testate nei 90 hanno già avuto i loro meravigliosi effetti. Non è che ogni volta che qualcuno non vuole costruire qualcosa è un bifolco terrorizzato come gli indigeni con le macchine fotografiche. Alle volte i timori sono basati su fatti reali, con un astio condivisibile
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