
# Breve background
La costruzione di infrastrutture di tipo gasdotto e’ argomento di discussione accesa da alcuni anni, soprattutto nei territori del Sud Italia (e.g. Puglia). A seguito del progetto TAP ([Trans Atlantic Pipeline](https://www.tap-ag.com/)), e della sua implementazione, sono nati numerosi movimenti in opposizione al progetto ([NO-TAP](https://www.notap.it/))
Quando si scava un gasdotto, nel caso di condutture primarie in genere si disbosca una strisca di terreno larga qualche decina di metri (20-40) per posare la tubatura di circa 1.2m di diametro a 1.5m di profondita’. Attualmente in Italia ci sono piu’ di 50’000km di gasdotti primari.
Molte aziende che hanno come obiettivo la distribuzione del gas (SNAM, HERA, etc.), stanno cercando soluzioni sostenibili, scalabili ed ecologiche. Alcune di queste comprendono l’impiego di intelligenza artificiale per ottimizzare i processi costruttivi e minimizzare l’impatto sull’ambiente.
Alcune delle operazioni piu’ complesse sono relative non solo alla stima del rischio e del percorso ottimale da seguire (fattori importanti sono riserve naturali, siti archeologici, etc.), ma anche al ripristino della vegetazione e della biodiversita’ nel medio-lungo termine.
# Domanda
Da parte di chi ha avuto una esperienza diretta in questo tipo di processo, ma anche da parte di chi e’ spettatore, siete a conoscenza di soluzioni innovative / realta’ che cercano di mitigare gli effetti distruttivi di queste operazioni?
1 comment
>Alcune di queste comprendono l’impiego di intelligenza artificiale per ottimizzare i processi costruttivi e minimizzare l’impatto sull’ambiente.
il rilevatore di buzzword è andato fuori scala.
Per il resto, se non ricordo male, difficilmente potrai rimboschire sopra il passaggio di un gasdotto per via della necessità di eventuale manutenzione e dei possibili problemi che le radici possono causare.
Non vedo però la cosa come drammatica, basta, ad esempio, rimboschire altrove dove necessario.