In 15 anni il numero dei centenari è più che raddoppiato. La più anziana vive in Campania e si appresta a compiere 115 anni. A Nuoro il primato. Liguria la regione più longeva, i nomi più frequenti: Giuseppe e Maria. Sta di fatto che in Italia non sono mai stati così tanti a spegnere cento candeline. Al primo gennaio 2025 i centenari residenti nel Paese sono 23.548, oltre duemila in più rispetto all’anno precedente, quando erano 21.211. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Istat «I centenari in Italia». Rispetto al 2009, quando se ne contavano 10.158, l’aumento è del 130%. I dati fanno emergere un’Italia diversa dal solito, con Isernia, Nuoro, Siena e le province liguri in testa e Molise, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Toscana tra le regioni più longeve. Si tratta di un dato dietro il quale ci possono essere letture molto diverse tra loro.
Qualcuno già pensa che evidentemente, in Italia abbiamo un rapporto speciale con il tempo. Lo misuriamo con le stagioni, con il meteo, con i ponti festivi, con le domeniche lente. Poi però arriva l’Istat e ci ricorda con dati e numeri che certe zone del Bel Paese sembrano aver trovato la formula dell’eterna giovinezza o dell’eterna longevità. I dati raccontano che i centenari italiani sono in crescita, quasi l’90,7% donne, con un incremento che suggerisce che se in alcune province l’aria fosse un elisir in bottiglia che non si può commercializzare ma che funziona benissimo.
La novità interessante, che poi è quella che ha incuriosito molti osservatori, è la distribuzione: non siamo davanti a un Sud contro Nord o a qualche luogo comune sul tema, la storia o la geografia dieta mediterranea. Si parla di un mosaico più complesso dove entrano in gioco abitudini, ecosistemi, ritmi, atteggiamenti. Andando ai numeri in cima alla classifica delle province c’è Isernia, nel Molise, con la maggiore concentrazione di centenari rispetto alla popolazione, seguita da Nuoro in Sardegna, poi Siena e Gorizia, e a ruota un piccolo trittico ligure formato da Imperia, Genova e La Spezia. Non è solo una storia di province. Se si guarda alle regioni, il primato relativo spetta al Molise, che presenta l’incidenza più alta di centenari ogni 100 mila residenti, seguito dalla storicamente longeva Liguria, poi Friuli-Venezia Giulia e Toscana. È una geografia della longevità che attraversa l’Italia diagonale: un pezzo di Centro, un pezzo di Nord-Est, una regione “piccola” che si prende la scena molto più di quanto faccia di solito nelle cronache nazionali.
L’Istat parte da un dato semplice e quasi vertiginoso: gli italiani che hanno compiuto (e superato) i 100 anni sono ormai oltre 23mila. Un micro-mondo che cresce costantemente, anno dopo anno, e che fotografa un Paese dove l’invecchiamento non è più un’eccezione statistica ma una condizione diffusa. Non tutte le province, però, invecchiano allo stesso modo. Ed è qui che la classifica diventa quasi narrativa, un piccolo viaggio sentimentale attraverso città e paesini che sembrano fatti apposta per rallentare il tempo, se non per convincerlo a sedersi un attimo e aspettare. Secondo l’analisi territoriale, sono proprio molte di queste province medio-piccole a distinguersi per densità di centenari: paesini dove la vita è meno convulsa, dove si cammina ancora e dove certe abitudini alimentari resistono più dei trend gastronomici. Il quadro complessivo suggerisce una lettura più culturale che geografica. Non vincono le province “più belle”, né quelle “più ricche”, né quelle più remote. Vincono quelle che, statisticamente, custodiscono stili di vita coerenti e un equilibrio tra servizi, socialità, assistenza. E mentre il Paese pensa al futuro, i centenari, continuano a ricordarci che la longevità non è un paradosso ma un percorso collettivo. E che il segreto, ammesso che serva cercarlo, forse è semplicemente un insieme di cose: aria buona, buon senso, e una capacità tutta italiana di trasformare la vita quotidiana in un esercizio di lunga durata. L’83% di chi ha raggiunto o superato i cento anni come già riportato è donna. E la prevalenza femminile cresce ancora tra chi supera i 105 anni: i semisupercentenari sono 724, di cui il 90,7% donne. Sono 9 gli italiani che hanno raggiunto o superato i 110 anni, i cosiddetti supercentenari: solo uno è uomo. Il trand mondiale non è da meno. Nel mondo, la persona più longeva mai registrata è la francese Jeanne Calment, morta nel 1997 a 122 anni e 164 giorni. La più anziana vivente è oggi la britannica Ethel Caterham, 116 anni, mentre tra gli uomini il record appartiene al brasiliano João Marinho Neto, 112. L’Italia conserva una tradizione di longevità eccezionale: da Emma Morano, morta nel 2017 a 117 anni, ad Antonio Todde, sardo, scomparso nel 2002 a 112 anni e 346 giorni, ancora primato maschile nazionale. Dati che creano un orizzonte a tinte unite. Non a caso l’Istat osserva che dopo i 105 anni la probabilità di morte non aumenta più in modo esponenziale, ma tende a stabilizzarsi. Segno che, oltre una certa soglia, la vita non si misura più in anni: conta la tenacia silenziosa di chi, ogni giorno, continua semplicemente a esserci.
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Claudia Baccarini (114 anni)