“Facciamoci spazio”, la campagna promossa da Italia impossibile per progettare e realizzare città più verdi, fa tappa a Padova con un incontro mercoledì 3 dicembre alle ore 18 al Circolo Blow Up (via F. Coletti 2, zona Portello). Italia Impossibile è una rete nata per iniziativa di Giovanni Mori, 32enne bresciano, ingegnere energetico e ambientale ed ex portavoce dei Fridays for Future Italia nel 2022.
Promotore della lista civica Brescia Attiva alle comunali del 2023 e nel 2024 candidato come indipendente nelle liste di Avs alle elezioni europee, Mori per un soffio non entrò nel Parlamento europeo, sfiorando le 20mila preferenze. Dopo le europee, ha raccolto una rete di attiviste e attivisti attorno al progetto Italia impossibile, che sta girando l’Italia in un tour che ha toccato circa 40 città tra settembre e novembre 2025.
«Italia impossibile è un paese che resiste alla crisi climatica, e in cui non si muore di aria sporca, siccità e alluvioni – si legge nella presentazione sul sito –. È una società dove il lavoro ti permette di vivere con dignità, di avere una casa, di andare in vacanza e non ti forza ad abbandonare il tuo Paese in cerca di fortuna altrove. Dove la sanità è pubblica e accessibile, e ci si muove in sicurezza a piedi, in bici o in treno. È una comunità in cui le donne sono al sicuro, l’educazione sessuale si insegna a scuola e chiunque può costruire una famiglia, senza discriminazioni».
La campagna #Facciamocispazio
L’obiettivo della campagna #Facciamocispazio è attivare nelle città delle campagne per riprogettare lo spazio pubblico in senso ecologico, dando spazio agli alberi, alla mobilità sostenibile e togliendo spazio alle auto. Una forma di attivismo dal basso che mira a combattere il senso di impotenza rispetto a una crisi climatica che peggiora senza che i governi prendano misure adeguate per contrastarla, come dimostrato dai risultati deludenti della Cop30 di Belém.
«Ci attiviamo nei luoghi che abitiamo per reagire alla sensazione di impotenza rispetto a quello che ci accade intorno e nel mondo – spiegano i promotori della campagna –. Riappropriarci dello spazio pubblico è una sfida politica, sociale ed ecologica, è un punto di partenza per costruire città e paesi più giusti, più vivibili, più nostri. Da anni il movimento Park(ing) Day mostra concretamente come si può togliere spazio alle auto per restituirlo alle persone. Nel 2011, attivisti di Beirut sono riusciti in pochi giorni a far costruire un ponte di attraversamento pedonale. A Londra, Reclaim the Streets ha usato feste in strada e tattiche creative per mostrare che le strade possono essere soprattutto un luogo di incontro e di vita, non solo di transito».
«Vogliamo riappropriarci degli spazi comuni, con azioni concrete e collettive. Penseremo insieme a luoghi “impossibili”: strade, piazze, incroci, parchi, fermate del bus o vecchi spazi dismessi trasformati in spazi vivi, inclusivi, sicuri. Dove la sicurezza non è fatta di telecamere, ma di relazioni. Dove si può esistere anche senza spendere» si legge ancora.
Sul sito di Italia impossibile è disponibile un kit da scaricare per prendere parte alla campagna. Il tour di Italia impossibile ha già toccato il Veneto in novembre, il 7 a Venezia, l’11 a Santa Giustina (BL) e il 12 a Vicenza.