
Prendendo a riferimento questo articolo: [https://www.dailykos.com/stories/2022/5/18/2098186/-Italy-s-longest-river-fed-by-melt-from-the-Alps-dries-up-its-food-basket-threatening-collapse](https://www.dailykos.com/stories/2022/5/18/2098186/-Italy-s-longest-river-fed-by-melt-from-the-Alps-dries-up-its-food-basket-threatening-collapse) lo scioglimento dei ghiacciai delle alpi e la scarsa neve di quest’anno hanno causato una riduzione netta della disponibilità d’acqua nei fiumi del nord Italia, un elemento da considerare è che con il minor flusso del Po il mare sta risalendo il delta provocando infiltrazioni d’acqua salata che rendono irrimediabilmente improduttivi i terreni agricoli.
Considerando che questa tendenza sarà probabilmente irreversibile bisognerebbe iniziare a valutare come nazione delle contromisure al problema, dall’introduzione di colture capaci di sopravvivere alla forte salinità delle terre sottoposte all’infiltrazioni d’acqua marina fino al valutare colture che richiedano molto meno acqua in piena pianura. L’impianto produttivo agricolo del nostro paese non è più totalmente compatibile sia con i nostri bisogni reali che con il nostro clima, un azione da parte dello stato e delle associazioni dei produttori potrebbe essere utile invece di attendere il proverbiale disastro.
In un futuro prossimo si potrebbe pensare all’introduzioni di impianti di desalinizzazione nel nostro paese, però questo richiederebbe uno sforzo di ricerca visto che gli attuali impianti richiedono grandi quantità d’energia e il sottoprodotto salino è fortemente dannoso per gli ecosistemi vicini all’impianto.
Personalmente non ho una conoscenza profondissima del problema ma visto che il mutamento climatico ormai sta iniziando a portare i suoi amari frutti forse è il momento di approntare per lo meno qualche contromisura per smussare gli effetti più pesanti.
14 comments
Naaah, aspettimo…Ci penseranno quelli che verranno eletti al prossimo giro. Per ora la priorita’ e’ far ripartire il mercato dell’auto con degli incentivi.
Ottimo post, che non riguarda a questo punto solo il Po: penso a tutto il nord est ad esempio. Sarebbe bello se qualche geologo potesse commentare
Beh nella mia zona molte risaie ora usano tipi di riso che richiedono molta meno acqua, infatti non vengono più allagate come una volta ma solo bagnate.
Penso che già da anni gli agricoltori stanno lavorando a questo problema, ovviamente per salvaguardare il proprio profitto.
Purtroppo era prevedibile già a Febbraio scorso quando le montagne qui erano già povere di neve. Quella scesa dopo ha trovato un clima già troppo caldo per resistere e fare da riserva per l’estate.
E siamo solo a Maggio 😎
Sarebbe magnifico se permettessero di usare gli OGM. Con quelli si userebbe molta meno acqua
Sono anche le montagne con meno neve e meno pioggia: io fin da piccolo giro in MTB su un sentiero lungo un torrente, negli ultimi 2-3 anni in estate questo si e’ coperto completamente di vegetazione (prima ci scorreva evidentemente piu’ acqua) e l’anno scorso che non ha piovuto molto in estate si e’ addirittura seccato quel metro di erbacce e canne che ci si era formato sopra.
Ridurre-la-popolazione-mondiale.
Altroché combattere la fame nel mondo
Domanda da abitante della valle ai più esperti.
Si è detto tanto sulla siccità di inizio anno e fortunatamente sono arrivate le piogge abbastanza costanti e intense (?) di inizio maggio, addirittura c’è ancora un po’ di neve sugli Appennini (cosa che non vedevo da un po’. Basterà per sopperire a ciò che è mancato all’inizio dell’anno?
>Considerando che questa tendenza sarà probabilmente irreversibile bisognerebbe iniziare a valutare come nazione delle contromisure al problema, dall’introduzione di colture capaci di sopravvivere alla forte salinità delle terre sottoposte all’infiltrazioni d’acqua marina fino al valutare colture che richiedano molto meno acqua in piena pianura. L’impianto produttivo agricolo del nostro paese non è più totalmente compatibile sia con i nostri bisogni reali che con il nostro clima, un azione da parte dello stato e delle associazioni dei produttori potrebbe essere utile invece di attendere il proverbiale disastro.
Parli come se in Italia qualcuno facesse qualche tipo di pianificazione non dico a lungo termine, ma neanche a medio. Forse sarò pessimista, ma non si farà assolutamente nulla e poi si piangerà miseria e si incolperà lo Stato. Sono anni che si sa che lo sfruttamento di acque e terreno sarà un boomerang nel culo mortale, ma a nessuno frega niente, basta stare bene oggi.
Le soluzioni sarebbero :
Nucleare, OGM e soprattutto VEGETARIANIZZAZIONE dell’alimentazione nazionale (tramite incentivi).
Eventualmente anche ridurre il consumo di bottiglie in plastica.
Il professore di idraulica marittima ci ha parlato di questo problema. Visto anche l’argomento che tratta, vede la soluzione in dragaggi e opere idrauliche che vadano a bloccare il cuneo salino.
Tutte cose impattanti, ma qualcuno ha il coraggio di farle prima che sia troppo tardi?
Qualcuno ha detto, bonus acqua dolce?
Arriverà l’acqua che manca, non preoccupiamoci.
Arriverà tutta insieme e con gli interessi. Preoccupiamoci.
Porteremo di nuovo l’acqua nel po, cu i dilfini, i foche e puru quarchi nuovo impiantu a carbone pi l’aria cundiziunata e puru cchiu pilu pe tutti