
C è un thread su worldnews sul caro vita in NZ e di come l alto costo della vita stia spingendo i giovani kiwi ad emigrare.
https://www.theguardian.com/world/2022/may/18/more-people-leaving-new-zealand-than-entering-as-young-flee-high-cost-of-living
Nello specifico volevo porre l accento su questo commento:
>flightless eagle here, I think that we are seeing the results of the very British/Kiwi tradition of investing in land/houses as the only form of investment. So rather than investing in industries and other things that actually add, or build, we are getting a wealth transfer to land owners, which in itself isn’t a bad thing, unless too many people are doing it. Which is where I think we are now, the young, are paying the old, to have not improved things, as opposed to an investment in innovation, or any other kind of advancement.
Noto diverse somiglianze con quanto viene scritto spesso qui.
La caduta di potere d acquisto e l aumento di prezzo dell immobiliare, conparato ai salari, assieme all accentramento di industrie e servizi sta cambiando il paesaggio macro e microeconomico mondiale.
Problema globale o “solo in italia?”
Perche ora? Perche non 15 anni fa? È dato dalla facilita di accesso alle informazioni che permette di fare queste operazioni anche a chi non è specializzato? Alla ricchezza della cina che si riversa sui mercati? Al QE?
13 comments
é dato dall’eccesso di moneta riversato dalla banche centrali.
ha causato bitcoin e fregnacce varie.
causa anche incremento prezzo immobili.
Direi piuttosto che l’aumento del prezzo degli immobili è dovuto dalla mancanza di offerta
Per quanto può piacere commiserare sul mal comune la situazione non è affatto la stessa.
In Nuova Zelanda il mercato immobiliare era drogato da leggi che lo rendevano estremamente favorevole come investimento per famiglie benestanti. Niente tasse sulle plusvalenze da rivendita, anche per seconde o terze case e anche rivendendo dopo pochi anni; deduzione integrale della rata del mutuo dagli affitti percepiti ai fini fiscali (paghi le tasse solo su quello che ti resta dell’affitto dopo aver pagato il mutuo); leggi urbanistiche che limitano la costruzione di nuove unità, restringendo l’offerta e quindi facendo salire i prezzi. Era talmente interessante che perfino stranieri benestanti con connessioni in Nuova Zelanda, in particolare asiatici con familiari in loco, ci investivano.
Ora il governo laburista ha iniziato a riformare pesantemente questo sistema di vantaggi, provocando quello che sembra un vero crollo del mercato immobiliare, ma nel frattempo generazioni di giovani sono arrivati al momento di comprare casa trovandosi prezzi assurdamente drogati.
In Italia le cose non stanno così. Non ci sono vantaggi fiscali paragonabili. Se le famiglie investono “nel mattone” è perché non è che ci sia questa grande offerta di attraenti alternative: l’economia italiana nel complesso non va da 30 anni, abbiamo un mercato del private equity sottosviluppato, e una sequenza di scandali su banche e finanziarie ha giustamente convinto milioni di persone che se la banca ti propone qualcosa probabilmente è per fregarti. E quindi si va sul mattone, che al massimo lo rivendi e intanto lo affitti.
Nei forum survivalisti dicono che i miliardari stranieri comprano in Nuova Zelanda case isolate e terreni da fortificare (non come investimento: proprio come *safe haven* prima del collasso della società moderna). A me risultava che NZ non fosse sismicamente tranquilla (sta a ridosso di una faglia), ma pare che il clima, la stabilità politica, la tranquillità sociale (con pochi episodi degni di nota) e la posizione geografica valgano il rischio.
I giovani di lì, se fuggono, dev’essere necessariamente per una questione economica (esattamente la questione che tange poco i succitati miliardari).
Non so in Nuova Zelanda, ma nei paesi anglosassoni come Canada ed USA, molti edifici sono in mano a corporazioni. In Italia non credo che siano ancora arrivate, e spero che mai arriveranno.
Problema globale. C’è un sub canadese, per esempio, che è dedicato esclusivamente ai prezzi folli dell’immobiliare. Vivo in Belgio, dove il costo della vita è leggermente meno di Milano, e bisogna tirare fuori 200mila euro minimo per un bilocale. Nel sud della Germania e in Svizzera ci sono problemi simili. L’Italia, salvo qualche caso tipo la zona di Milano, ha i prezzi dell’immobiliare ribassato da anni quindi è meno problematico rispetto al resto del mondo. In Spagna succede la stessa cosa.
Per quanto riguarda la Nuova Zelanda: la gente che si trasferisce lì di solito lo fa per la qualità della vita. Gli stipendi sono inferiori rispetto all’Australia nonostante le valute siano praticamente equivalenti. Oltretutto l’ostentazione lì è vista in maniera molto negativa quindi gli investimenti si concentrano sulle case e su altri prodotti terra terra.
non vedo un motivo molto importante: l’essere lontano da tutto e avere costi alti per muoversi
confermo, sono un kiwi
L’Italia è il secondo Paese al mondo per produzione di Kiwi.
Non c’entra nulla ma era una di quelle cose inutili che so e che non posso mai usare da nessuna parte.
Il mondo sviluppato, a parte gli Stati Uniti, è tutto vecchio-centrico.
Per il Regno Unito, più degli affitti io guarderei al triple-lock system: una cafonata colossale, un’idea incredibilmente stupida anche a chi è analfabeta in ambito economico, a lungo termine diventerà probabilmente peggiore delle baby pensioni. Fortunatamente può sparire del tutto ma non è certo.
In generale, questo succede un po’ d ovunque. Solo che noi siamo abituati a parlare per luoghi comuni o a fare tifo da stadio.. Se in Italia ci fosse un dibattito serio sull’emigrazione e fuga di cervelli forse si potrebbe risolvere il problema.
Ogni stato ha emigrazione, spesso per le ricerche di condizioni di vita migliori: NZ, Australia, Canada, Stati Uniti. Il problema è che, questi stati, confrontati con L Italia hanno due vantaggi:
– hanno emigrazione in entrata di skilled workers, e non solo in uscita.
– eventually, la gente poi rientra a casa, magari a distanza di anni.
Ah solita storia, fuori ho visto roba da far accapponare la pelle.
C’è un posto dove ho vissuto un periodo.
Prendi un appartamento in affitto a 1500, lavori qualche anno e metti da parte 100k per l’anticipo di un’appartamento simile. Nel tempo che ci hai messo il tuo affitto ha fatto crescere il valore della casa e adesso l’anticipo è 200k e l’affitto è 3000.
In pratica cosi all’infinito e tu non hai alcuna possibilità di comprare nulla perché più ti impegni a lavorare più metti soldi nel mercato immobiliare con gli affitti che continuano a crescere e tu non arrivi mai alla cifra necessaria per comprarlo.
Ricordo ancora un monolocale vicino casa mia, stava a 250k nel 2010, l’anno scorso era a 800, a distanza di 10 anni.
Ma se da ogni paese civile i giovani se ne vanno, dove finiscono tutti quei giovani?
(Non dite “nella vecchiaia” o “nei paesi del terzo mondo”)