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Il contributo di 2 euro per le microspedizioni riguarderà tutti i pacchi, anche quelli che partono e arrivano in Italia perché una richiesta riservata ai soli arrivi extra Ue si tradurrebbe nei fatti in un dazio, all’interno delle politiche doganali che sono di competenza esclusiva dell’Unione europea. Il raddoppio della Tobin Tax, dal 2 per mille attuale al 4 per mille sui mercati non regolamentati e dall’1 al 2 per mille su quelli regolamentati, dovrebbe essere immediato, dal 2026, senza il percorso progressivo triennale ipotizzato dagli emendamenti di Fratelli d’Italia. La struttura attuale della tassazione sulle transazioni finanziarie porta nelle casse dello Stato 546 milioni l’anno secondo il bollettino statistico del Dipartimento delle Finanze: un raddoppio secco potrebbe dunque portare coperture ulteriori alla manovra per circa 1,5 miliardi di euro in tre anni producendo dunque circa il 60% dei fondi che servono.

Il doppio intervento è stato congegnato per coprire lo stop alla doppia tassazione sui dividendi con la nuova regola fondata sulle soglie alternative del valore della partecipazione, 5% o 500mila euro, che continuerà a garantire il trattamento di favore assicurato dalla partecipation exemption.

Hanno preso forma in queste ore gli emendamenti governativi alla manovra attesi per oggi in commissione Bilancio al Senato, dove nel frattempo è continuato anche ieri il solito giro di riunioni di riscaldamento in vista delle decisioni che entreranno nel vivo solo nei prossimi giorni.

Il fascicolo dei correttivi governativi è molto alleggerito rispetto alle oltre 80 proposte di intervento presentate nei giorni scorsi dai diversi ministeri. L’obiettivo delle modifiche costruite al ministero dell’Economia è quello di cancellare gli aspetti più problematici del Ddl approvato a metà ottobre con misure che in pratica si autocompensano, e quindi non hanno bisogno di poggiare su coperture ulteriore. Perché «i saldi rimangono quelli», come il ministro dell’Economia Giorgetti aveva chiarito fin dall’arrivo a Palazzo Madama del disegno di legge su cui i parlamentari hanno fatto confluire in prima battuta 5.742 emendamenti, poi ridotti a 414 segnalati.

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Allo stesso spirito risponde la modifica della norma sugli affitti brevi, con l’aliquota che resterà al 21% per la prima casa concessa in locazione turistica, arriverà al 26% solo per il secondo appartamento, mentre l’attività d’impresa scatterà dal terzo e non più dal quinto immobile come accade oggi.