In piazza oggi con la Cgil e la Slc anche i lavoratori dello spettacolo, un mondo di “intermittenti” li ha definiti dal camion-palco della manifestazione di Roma, l’attrice Costanza Boccardi che a nome di quanti producono cultura, ha reclamato diritti, tutele, pensioni. Un mondo fragile e frammentato eppure “con i nostri stipendi paghiamo le bollette e gli affitti, mandiamo i figli a scuola, cerchiamo di costruirci non solo un presente ma anche un futuro che oggi appare sempre più cupo – ha detto – I tagli che il governo ha previsto nella Legge di Bilancio e la riduzione dei fondi per la cultura a cui assistiamo da anni si traducono in un numero sempre minore di produzioni”. Insieme alla Slc e alla Cgil, i lavoratori dello spettacolo rivendicano regole contrattate, tutele, continuità di reddito e una previdenza giusta e sottolineano “l’urgenza di un intervento strutturale che garantisca certezze a un comparto fondamentale per il Paese”. Il lavoro nello spettacolo non può continuare a essere trattato come una parentesi o un’eccezione permanente Serve un sistema di regole che faccia crescere il settore e garantisca l’individuazione delle professionalità, l’emersione dal lavoro nero, la formazione riconosciuta e parametri contributivi che riflettano la realtà delle carriere discontinue. “Siamo qui – ha concluso Boccardi – per chiedere una previdenza giusta, contratti rinnovati, lotta alla precarietà, norme adeguate e il riconoscimento pieno della specificità del lavoro nello spettacolo, nella convinzione che non possa esserci futuro senza cultura e senza diritti”.
“Questo governo e Fratelli d’Italia avevano presentato, e hanno detto che ripresenteranno un disegno di legge, un emendamento in legge di Bilancio che diceva che quando c’è uno sciopero generale i lavoratori devono dire se intendono aderire o non aderire dieci giorni prima. Lo hanno formalmente ritirato. Oggi le piazze sono piene e loro possono far tutte le trasmissioni televisive, comprarsi tutti i giornali che vogliono, ma la gente sta capendo esattamente quello che sta succedendo”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto contro la manovra finanziaria del governo, parlando a Firenze, dal palco in piazza del Carmine, dove si è conclusa la manifestazione regionale. “Non solo attaccano lo sciopero se lo fai di venerdì. No, stanno attaccando il diritto di sciopero. Non giriamoci intorno”, ha aggiunto Landini.
“Il test carrello è un test tranello”, e “siamo trattati come numeri, che quando producono di meno diventano scarto”. Lo ha affermato Fabio Giomi, il cassiere del negozio Pam di Siena licenziato per non aver superato il cosiddetto ‘test del carrello’. Giomi è intervenuto alla manifestazione della Cgil in corso a Firenze. “Il test carrello non va bene, va rivisto, discusso, concordato, – ha detto – e se qualcuno pensa di usarlo per punire e creare competizione malsana fra colleghi sappia che non resteremo a guardare. Il lavoro deve costruire dignità, non paura. Pretendiamo partecipazione, rispetto, pretendiamo che ogni procedura aziendale nasca dal confronto con chi il lavoro lo fa davvero. Non abbiamo paura dei test, ma dell’ingiustizia, e di fronte all’ingiustizia noi lottiamo”.
Scioperano per un’agenda sociale diversa che risponda ai problemi delle persone: i salari, i contratti, la sicurezza sul lavoro, le pensioni, la salute, l’istruzione. E per questo è in corso un corteo al quale partecipano circa 1.700 persone, secondo i dati della questura di Udine, radunati in piazza Venerio sotto la guida della Cgil per chiedere un potenziamento dei servizi e quindi “un cambio di rotta alla politica nazionale”.
Michele Piga, segretario generale Fvg della Cgil, dal palco ha parlato di “una finanziaria che non dà risposte alla salute a una società che sta invecchiando”, di un “Governo che procede in una direzione sbagliata verso austerità e riarmo. A pagare dazio è chi ogni giorno suda per il salario. Il popolo ha dato un’adeguata risposta anche qui da Udine come dalle piazze nelle altre città d’Italia”.
I manifestanti lamentano una politica che guarda “solo attraverso economie di guerra 25 miliardi in tre anni attraverso austerity”. Piga ha sottolineato che “hanno aumentato tasse a lavoratrici e pensionati. La presidente del consiglio Meloni non vuole la patrimoniale per i ricchi ma non la applica agli evasori fiscali. Aumenta le tasse, taglia lo stato sociale, la sanità è scuola. Abbiamo bisogno di più medici e infermieri e non soldati. Vogliono portarci a 70 anni per la pensione ma la crisi demografica va contrastata con risposte strutture non con la richiesta dalle donne di stare a casa e fare figli”. La manifestazione si è poi interrotta per un grave malore accusato da un partecipante.
Traffico paralizzato in zona industriale con viabilità letteralmente in tilt nella zona Ovest della città: è quanto sta succedendo da metà mattinata a Vicenza, in occasione dello sciopero generale promosso oggi a livello nazionale dalla Cgil.
Il corteo, seguito a distanza da un nutrito contingente di forze dell’ordine, è partito verso le ore 10.00 dal parcheggio P6 della Fiera, per poi dirigersi verso via dell’Oreficeria e viale della Scienza, bloccando il traffico in direzione di Altavilla Vicentina, l’arteria principale che da ovest conduce in città.
Tale scelta è stata motivata dal sindacato con il fatto che nell’area in cui si sta effettuando la manifestazione di protesta sono presenti alcune grandi aziende, tra cui le Acciaierie Valbruna e la Campagnolo, il cui futuro dei lavoratori è in bilico. Sul posto per regolare il traffico e indirizzarlo verso altre strade anche gli agenti della polizia locale. Numerosi i disagi e proteste degli automobilisti bloccati nel traffico.
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha visitato la centrale operativa delle Ferrovie dello Stato per verificare le ricadute dello sciopero proclamato per oggi dalla Cgil. Lo comunica una nota del ministro affermando che ‘fortunatamente, i dati sono incoraggianti e i disagi molto limitatì. ‘Salvini – prosegue il comunicato – ha voluto ringraziare personalmente le donne e gli uomini del gruppo Fs che sono operativi e per tutto il giorno monitorerà con la massima attenzione la situazione’.
È partito poco fa da piazza XVIII Dicembre diretto in piazza Castello il corteo di lavoratori e pensionati promosso nell’ambito dello sciopero nazionale di otto ore proclamato dalla Cgil contro la legge di bilancio del governo. Per il sindacato in piazza stanno sfilando 10 mila persone dietro uno striscione che recita ‘Le bugie del governo Meloni’. A concludere la manifestazione saranno gli interventi di Federico Bellono, segretario generale Cgil Torino, Vilma Gaillard, segretaria generale Cgil Valle d’Aosta, e Tania Scacchetti, segretaria generale Spi Cgil nazionale. Con l’iniziativa di oggi la Cgil chiede un’inversione di rotta sul piano economico, sociale e industriale e di ridare dignità ai salari, alle pensioni e alle tutele collettive.
“Lanceremo nei prossimi giorni una raccolta di firme per presentare in Parlamento una legge di iniziativa popolare per una vera sanità pubblica, saremo impegnati a bloccare col referendum una riforma che in realtà con la riforma della giustizia non c’entra nulla e continueremo a esser impegnati per aumentare il salario”. Lo ha detto Maurizio Landini segretario generale Cgil a Firenze a una delle manifestazioni organizzate nella giornata di sciopero generale. “C’è un problema di riforma fiscale, non può essere che la tassazione su lavoro dipendente e pensioni sia più alta della tassazione sui profitti e sulle rendite finanziarie”.
“Questa legge di Bilancio non affronta l’emergenza salariale e sociale che milioni di persone stanno vivendo nel nostro Paese e continua a scaricare i costi della crisi su lavoratori, pensionati e giovani”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a Firenze parlando con i giornalisti prima della partenza della manifestazione regionale in occasione dello sciopero generale. “Abbiamo salari tra i più bassi d’Europa, una sanità pubblica in difficoltà, pensioni sempre più povere e una precarietà che colpisce soprattutto le nuove generazioni – ha aggiunto Landini – ma nella manovra non vediamo risposte strutturali a questi problemi. Servirebbe una riforma fiscale che faccia pagare di più a chi ha di più e un grande piano di investimenti pubblici. Si continua invece a ridurre il ruolo dello Stato e dei servizi essenziali. È per questo che siamo in piazza oggi – ha concluso Landini – perché il lavoro e la dignità delle persone devono tornare al centro delle scelte politiche”.