«È una responsabilità enorme, ma è anche un privilegio. So che non rappresento solo me stessa, ma l’Italia intera». Capelli biondi, occhi azzurri, volto pulito: così si presenta la nuova Venere. Non più un’immagine che esce da un dipinto né un’influencer digitale finita al centro di meme e polemiche, ma una ragazza in carne e ossa. E ha un nome: Francesca Faccini. Classe 2002, romana, studentessa di psicologia ma ha studiato teatro fin da piccola, Francesca è stata scelta tra circa 300 candidate per diventare il volto di “Welcome to Meraviglia”, l’evoluzione della campagna lanciata nel 2023 che aveva fatto discutere mezzo Paese. Allora la Venere di Botticelli, trasformata in influencer, era stata criticata per un linguaggio giudicato stereotipato e per una comunicazione considerata distante dall’Italia reale. Oggi Francesca si muove tra Campo de’ Fiori, Pantheon e Colosseo. Ma il suo compito va oltre i grandi monumenti: girerà l’Italia, entrerà nei borghi, parlerà con amministratori locali, racconterà aree interne e isole minori. E sì, arriverà anche sulle piste olimpiche di Milano-Cortina. Una scelta rivendicata dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè, che difende la campagna del 2023,: «Io quasi ringrazio quelli che l’hanno massacrata e derisa in Italia. All’estero è stata un successo. La Venere di Botticelli è icona conosciuta in tutto il mondo». Da lì nasce l’evoluzione del progetto. «Abbiamo voluto una Venere in carne e ossa – spiega Santanchè – capace di raccontare l’Italia meno conosciuta. Il 75% dei turisti si concentra su una minima parte del Paese: la sfida è valorizzare il resto». Ed è questo il tema dell’undertourism, su cui si concentreranno le politiche del 2026.
Cosa ha pensato quando le hanno proposto di diventare la nuova Venere?
«All’inizio non l’ho realizzato. È successo tutto in modo velocissimo. Le prime riprese, poi all’improvviso mi sono ritrovata qui. È una bella opportunità».
Lei è romana. Quanto pesa partire da Roma?
«Tantissimo. Roma è casa mia, è il posto dove sono nata e cresciuta. Ma è anche una città che non smette mai di sorprendere. Rappresentarla è un onore».
Che Italia vuole raccontare?
«Quella che spesso non si vede. Anche noi italiani non conosciamo davvero tutto il nostro Paese. Borghi, aree interne, piccoli comuni».
Le spaventa il confronto con la Venere “influencer” del 2023?
«No. Quella Venere ha aperto una strada. Ha fatto discutere, sì, ma ha anche acceso un riflettore enorme sull’Italia. Io non devo sostituirla, ma portare una ventata di normalità».
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