Stasera inizia “Storie della Scienza” su Rai Scuola

8 comments
  1. Il thread nasceva solo come “notizia”, dato che credo molti non siano stati raggiunti dalla pubblicità. Ma a complemento vorrei scrivere due righe su come la posizione in palinsesto sia specchio di quello che la RAI non dovrebbe essere, anche perché altrimenti si trasformerebbe solo in un OP-Notizia.

    Innanzitutto il programma segue il filo conduttore dell’evoluzione (visto il background del conduttore), ma evoluzione in senso ampio, in senso umano. Non solo biologica ma evoluzione del pensiero percorrendo la storia della scienza, da qui il titolo.

    Ora nel merito del palinsesto: io sono stato raggiunto tramite pubblicità social solo attraverso gruppi specializzati (SIBE) e dai profili dei due autori. Lo hanno posizionato su Rai Scuola (che a sentire alcuni colleghi, molti non sanno di avere o non riescono a ricevere) con repliche su Rai3 dopo l’1:00 di notte (di fatto non raggiungi anima viva).

    Ora, non voglio trasformare il thread nella solita polemica RAI-nonRAI (di cui tra l’altro io sono a favore della sua esistenza). La mia è più che altro una considerazione. Una tv commerciale deve seguire le preferenze del pubblico, altrimenti chiude. Una tv di stato che emette un servizio per i cittadini non dovrebbe avere questo problema. Dovrebbe collocare i programmi in base a quanta importanza “sociale” è data al relativo programma, pure in perdita.

    Questa poteva essere l’occasione perfetta non tanto per fare “il solito documentario”, ma per far vedere come funziona il pensiero scientifico (oggetto di malintesi e critiche in questo periodo).

    Un’occasione persa.

  2. Su Rai storia la Storia della scienza, invece su La7 Mediaset viene invitato a parlare Social Boom lo streamer criminale

  3. Sarà, come al solito, una narrativa basata sulle “grandi vittorie della scienza”, con quel pizzico di eroismo che non guasta mai.

    Eppure la storia della scienza e della medicina sono talmente più complesse e piene di conflitto che, francamente, basterebbe poco per fare dei programmi più interessanti.

  4. Commenti post visione:

    Ho apprezzato il tema (ma sono di parte dato che la biodiversità è il mio lavoro). Mi è piaciuto come sia stato dato spazio a roba pre-Linneo e a temi che solitamente non sono affrontati, tipo la specie artificiale in ottica di conservazione e non in ottica di OGM. Mi è piaciuto il fatto che sia stato tutto al 100% made in Italy e che le interviste siano stato fatte direttamente a esperti e professori attuali.

    Alcune cose sono state semplificate (concetto di specie) ma è stato comunque detto che esistono eccezioni. Però vabè, si potrebbe fare un corso semestrale solo sulla definizione di specie, quindi riconosco di essere eccessivo a sottolineare la cosa.

    Avrei messo molta meno cg/green-blue-screen e mi sarebbe piaciuto molto di più un 80% studio e un 20% grafica. Anche le interviste le avrei fatte più “manipolative”. Però avere prop e cianfrusaglie avrebbe richiesto più soldi e tempo immagino. Non conosco le dinamiche di una produzione di questo tipo.

    Lato esposizione mi hanno detto che RaiScuola è un po’ un minestrone slegato. Si passa da una roba iper barbosa con persone che non sanno intrattenere ma fanno simposi, a roba molto per bambini. Non seguo la rete quindi non posso dire nulla a riguardo, questa mi pare una via di mezzo ma quasi sicuramente incentrata all’adulto, massimo al giovane adulto. Sia per linguaggio ma anche proprio per tempi e stile. Chi non era interessato non credo potesse venirne catturato, non è un bene e nemmeno un male, sarà stata una scelta di target e di “istituzionalista”.

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