\”Poche differenze\”, tra cui la visione sulla Cisgiordania occupata, ma nel complesso Donald Trump e Benjamin Netanyahu sono allineati. Nel quinto incontro tra i due leader da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca, questa volta nel resort a Mar-a-Lago diventato in queste 48 ore il centro della diplomazia mondiale, The Donald e Bibi hanno discusso i dossier più caldi per il Medio Oriente dalla seconda fase del piano di pace per Gaza all’Iran. Il commander-in-chief ha avvertito Hamas che \”se non disarmerà in breve tempo pagherà un prezzo alto\”.\n

Intanto, aumentano i timori che Israele possa lanciare nuove offensive contro i nemici regionali, facendo potenzialmente sprofondare ulteriormente il Medio Oriente nell’instabilità.

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L’attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell’ottobre del 2025.

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Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che   rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza  dal  2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono   insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure  e  assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto. Il timore –   ha detto a Sky Tg24 Insider la presidente di Msf Italia, Monica  Minardi –  è che Israele voglia \”usare il controllo degli aiuti come  arma  genocidaria\”.

\n\n”,”postId”:”2435ca15-7462-4ada-a6cb-cbed29a87778″,”postLink”:{“title”:”Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2025/12/23/gaza-stretta-israele-ong-palestina-aiuti-umanitari”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/ebaa1106aeecaa21737efda39559bb39c80fb1b1/skytg24/it/mondo/2025/12/23/gaza-stretta-israele-ong-palestina-aiuti-umanitari/GettyImages-2020675902.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-30T11:14:00.692Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-30T12:14:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fondi dall’Italia ad Hamas, 25 indagati: tra loro anche i familiari di Hannoun”,”content”:”

Per gli investigatori, la moglie e i due figli del leader  palestinese sapevano della reale destinazione del denaro. Il ministro  Piantedosi: \”Seguiti i flussi di denaro. L’operazione dimostra che  l’apparato investigativo e di intelligence è solido\”. Scontro politico  tra centrodestra e opposizioni. Così parlava uno degli indagati: \”Se  dovessero entrare in questo pc, ci danno sei anni\”.

“,”postId”:”59f1b213-23c7-469c-816c-b05602487e91″,”postLink”:{“title”:”Fondi dall’Italia ad Hamas, tra gli indagati anche la famiglia Hannoun”,”url”:”https://tg24.sky.it/cronaca/2025/12/28/hamas-italia”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/669abc2788ff77221b38d449499d2ceefba0b5ff/skytg24/it/cronaca/2025/12/28/hamas-italia/hannoun-hamas-ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-30T10:22:40.178Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-30T11:22:40+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Hannoun al gip: \”Nessun finanziamento diretto o indiretto\””,”content”:”

Mohammad Hannoun ha parlato per circa mezz’ora davanti alla gip Silvia Carpanini e \”ha rivendicato la sua attività di raccolta fondi per iniziative precise di beneficenza a favore del popolo palestinese in tutte le sedi, cioè Gaza, la Cisgiordania e i campi profughi, attività che ha cominciato a svolgere negli anni Novanta\”. Così gli avvocati Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo dopo l’interrogatorio di garanzia dell’architetto e presidente dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese accusato di aver finanziato Hamas. Nelle dichiarazioni spontanee al gip Silvia Carpanini, Hannoun \”ha negato di aver finanziato direttamente o indirettamente Hamas\” e \”ha spiegato con un po’ di dettagli per quanto possibile come funzionava la raccolta fondi e la loro distribuzione prima e dopo il 2023 con i grandi cambiamenti che ovviamente ci sono stati dopo il 7 ottobre\”. Per adesso Hannoun, accusato di essere al vertice della cellula italiana di Hamas, resta in carcere: \”Il provvedimento è già eseguito\”. Gli avvocati valuteranno se presentare una qualche istanza di attenuazione della misura o se proporre ricorso al tribunale del Riesame. Hannoun ha saputo del presidio di solidarietà che si è svolto ieri sera sotto il carcere di Marassi: \”Ce lo ha detto – concludono i due legali – ha detto che lo ha visto alla tv e ci è apparso confortato, anche se è una persona molto posata\”. 

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere Mohammad Hannoun, l’architetto palestinese arrestato sabato perché accusato di essere un membro e un finanziatore di Hamas. L’interrogatorio di garanzia, iniziato alle 9, si è svolto nel carcere di Marassi davanti alla gip Silvia Carpanini. \”Gli abbiamo consigliato noi di avvalersi – spiegano i legali Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo – perché non ha avuto modo ancora di leggere gli atti\”. Hannoun ha però rilasciato una dichiarazione spontanea. 

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all’unanimita’ dal governo ma sospesa dalla Corte Suprema. Quest’ultima e’ stra Bezalel Smotrich contro il presidente della Corte Suprema, Isaac Amit. Dopo averlo definito ieri \”un megalomane violento\”, il leader di Sionismo Religioso ha ribadito le parole forti nei suoi confronti, condannando \”l’ingiustizia\” inflitta da  Amit e i suoi colleghi \”alla democrazia israeliana\”. Il nodo del contendere stavolta e’ la chiusura della Radio dell’Esercito, approvata all’unanimita’ dal governo ma sospesa dalla Corte Suprema. Quest’ultima e’ accusata da Smotrich di \”calpestare con violenza la voce della maggioranza, di metterla a tacere\” e di \”rubare la volonta’ e la liberta’ del popolo israeliano\”. 

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Donald Trump e i suoi principali consiglieri hanno chiesto a Benjamin Netanyahu di modificare le politiche sulla Cisgiordania durante il loro incontro di lunedì. Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense e un’altra fonte, entrambi a conoscenza diretta della situazione. Secondo quanto riferito, il presidente americano e il suo team hanno espresso preoccupazione per la situazione e chiesto al premier israeliano di evitare azioni provocatorie e di \”calmare le acque\”. Secondo quanto riferito, quella di lunedì è stata la prima volta nel suo secondo mandato che Trump e il suo team hanno discusso a lungo con Netanyahu sulla politica in Cisgiordania. La Casa Bianca ritiene che un’escalation violenta in quei territori comprometterebbe gli sforzi per attuare l’accordo di pace di Gaza e impedirebbe l’espansione degli Accordi di Abramo prima della fine del mandato di Trump. Le fonti hanno affermato che l’argomento è emerso sia durante l’incontro preparatorio che Netanyahu ha avuto lunedì mattina con il Segretario di Stato Marco Rubio, Steve Witkoff e Jared Kushner, sia durante l’incontro di Trump con Netanyahu nel pomeriggio. Il presidente e il suo team hanno sollevato il tema della violenza dei coloni contro i civili palestinesi, l’instabilità finanziaria dell’Anp e l’espansione degli insediamenti israeliani, hanno affermato le fonti. Il messaggio degli Stati Uniti è stato che cambiare rotta in Cisgiordania è fondamentale per riparare le relazioni di Israele con i paesi europei e, si spera, espandere gli Accordi di Abramo. 

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Il costruttore aeronautico statunitense Boeing si è aggiudicato un contratto da 8,6 miliardi di dollari (7,3 miliardi di euro) per la fornitura di F-15 a Israele. Lo annuncia il Pentagono. Nello specifico Boeing fornirà a Israele 25 nuovi aerei da combattimento del tipo F-15, con un’opzione per altri 25 velivoli aggiuntivi. Gli aerei saranno costruiti nello Stato americano del Missouri. La produzione dovrebbe essere completata entro la fine del 2035. Gli Stati Uniti sono il principale alleato e fornitore di armi di Israele. L’annuncio di questo accordo è avvenuto dopo un incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in Florida.

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Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump riceverà il Premio Israele per la Pace, e sarà prima volta che la più alta onorificenza civile del Paese verrà assegnata a un cittadino non israeliano. \”Il Presidente Trump ha infranto così tante convenzioni per sorprendere la gente, quindi abbiamo deciso di infrangere una convenzione o crearne una nuova\”, ha dichiarato Netanyahu durante la conferenza stampa congiunta. \”Questo riflette il sentimento travolgente degli israeliani di ogni estrazione sociale, che apprezzano ciò che avete fatto per aiutare Israele e la nostra comune battaglia contro il terrorismo\”. Trump ha definito il premio \”davvero sorprendente e molto apprezzato\”.

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“Poche differenze”, tra cui la visione sulla Cisgiordania occupata, ma nel complesso Donald Trump e Benjamin Netanyahu sono allineati. Nel quinto incontro tra i due leader da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca, questa volta nel resort a Mar-a-Lago diventato in queste 48 ore il centro della diplomazia mondiale, The Donald e Bibi hanno discusso i dossier più caldi per il Medio Oriente dalla seconda fase del piano di pace per Gaza all’Iran. Il commander-in-chief ha avvertito Hamas che “se non disarmerà in breve tempo pagherà un prezzo alto”.

Intanto, aumentano i timori che Israele possa lanciare nuove offensive contro i nemici regionali, facendo potenzialmente sprofondare ulteriormente il Medio Oriente nell’instabilità.

Gli approfondimenti:

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La questione israelo-palestinese, cos’è e come è nata

L’attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell’ottobre del 2025.

La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata

La questione israelo-palestinese, cos’è e come è nataVai al contenuto

12:55

Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza

Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che   rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza  dal  2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono   insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure  e  assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto. Il timore –   ha detto a Sky Tg24 Insider la presidente di Msf Italia, Monica  Minardi –  è che Israele voglia “usare il controllo degli aiuti come  arma  genocidaria”.

Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza

Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a GazaVai al contenuto

12:14

Fondi dall’Italia ad Hamas, 25 indagati: tra loro anche i familiari di Hannoun

Per gli investigatori, la moglie e i due figli del leader  palestinese sapevano della reale destinazione del denaro. Il ministro  Piantedosi: “Seguiti i flussi di denaro. L’operazione dimostra che  l’apparato investigativo e di intelligence è solido”. Scontro politico  tra centrodestra e opposizioni. Così parlava uno degli indagati: “Se  dovessero entrare in questo pc, ci danno sei anni”.

Fondi dall'Italia ad Hamas, tra gli indagati anche la famiglia Hannoun

Fondi dall’Italia ad Hamas, tra gli indagati anche la famiglia HannounVai al contenuto

11:22

Hannoun al gip: “Nessun finanziamento diretto o indiretto”

Mohammad Hannoun ha parlato per circa mezz’ora davanti alla gip Silvia Carpanini e “ha rivendicato la sua attività di raccolta fondi per iniziative precise di beneficenza a favore del popolo palestinese in tutte le sedi, cioè Gaza, la Cisgiordania e i campi profughi, attività che ha cominciato a svolgere negli anni Novanta”. Così gli avvocati Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo dopo l’interrogatorio di garanzia dell’architetto e presidente dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese accusato di aver finanziato Hamas. Nelle dichiarazioni spontanee al gip Silvia Carpanini, Hannoun “ha negato di aver finanziato direttamente o indirettamente Hamas” e “ha spiegato con un po’ di dettagli per quanto possibile come funzionava la raccolta fondi e la loro distribuzione prima e dopo il 2023 con i grandi cambiamenti che ovviamente ci sono stati dopo il 7 ottobre”. Per adesso Hannoun, accusato di essere al vertice della cellula italiana di Hamas, resta in carcere: “Il provvedimento è già eseguito”. Gli avvocati valuteranno se presentare una qualche istanza di attenuazione della misura o se proporre ricorso al tribunale del Riesame. Hannoun ha saputo del presidio di solidarietà che si è svolto ieri sera sotto il carcere di Marassi: “Ce lo ha detto – concludono i due legali – ha detto che lo ha visto alla tv e ci è apparso confortato, anche se è una persona molto posata”. 

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10:57

Fondi ad Hamas: Hannoun si avvale della facoltà di non rispondere

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Mohammad Hannoun, l’architetto palestinese arrestato sabato perché accusato di essere un membro e un finanziatore di Hamas. L’interrogatorio di garanzia, iniziato alle 9, si è svolto nel carcere di Marassi davanti alla gip Silvia Carpanini. “Gli abbiamo consigliato noi di avvalersi – spiegano i legali Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo – perché non ha avuto modo ancora di leggere gli atti”. Hannoun ha però rilasciato una dichiarazione spontanea. 

10:39

Israele: nuovo attacco Smotrich a presidente Corte Suprema

all’unanimita’ dal governo ma sospesa dalla Corte Suprema. Quest’ultima e’ stra Bezalel Smotrich contro il presidente della Corte Suprema, Isaac Amit. Dopo averlo definito ieri “un megalomane violento”, il leader di Sionismo Religioso ha ribadito le parole forti nei suoi confronti, condannando “l’ingiustizia” inflitta da  Amit e i suoi colleghi “alla democrazia israeliana”. Il nodo del contendere stavolta e’ la chiusura della Radio dell’Esercito, approvata all’unanimita’ dal governo ma sospesa dalla Corte Suprema. Quest’ultima e’ accusata da Smotrich di “calpestare con violenza la voce della maggioranza, di metterla a tacere” e di “rubare la volonta’ e la liberta’ del popolo israeliano”. 

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09:40

Media, ‘Trump ha chiesto a Netanyahu di cambiare politica sulla Cisgiordania’

Donald Trump e i suoi principali consiglieri hanno chiesto a Benjamin Netanyahu di modificare le politiche sulla Cisgiordania durante il loro incontro di lunedì. Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense e un’altra fonte, entrambi a conoscenza diretta della situazione. Secondo quanto riferito, il presidente americano e il suo team hanno espresso preoccupazione per la situazione e chiesto al premier israeliano di evitare azioni provocatorie e di “calmare le acque”. Secondo quanto riferito, quella di lunedì è stata la prima volta nel suo secondo mandato che Trump e il suo team hanno discusso a lungo con Netanyahu sulla politica in Cisgiordania. La Casa Bianca ritiene che un’escalation violenta in quei territori comprometterebbe gli sforzi per attuare l’accordo di pace di Gaza e impedirebbe l’espansione degli Accordi di Abramo prima della fine del mandato di Trump. Le fonti hanno affermato che l’argomento è emerso sia durante l’incontro preparatorio che Netanyahu ha avuto lunedì mattina con il Segretario di Stato Marco Rubio, Steve Witkoff e Jared Kushner, sia durante l’incontro di Trump con Netanyahu nel pomeriggio. Il presidente e il suo team hanno sollevato il tema della violenza dei coloni contro i civili palestinesi, l’instabilità finanziaria dell’Anp e l’espansione degli insediamenti israeliani, hanno affermato le fonti. Il messaggio degli Stati Uniti è stato che cambiare rotta in Cisgiordania è fondamentale per riparare le relazioni di Israele con i paesi europei e, si spera, espandere gli Accordi di Abramo. 

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07:43

Boeing si aggiudica contratto da 8,6 mld dlr per fornitura F15 a Israele

Il costruttore aeronautico statunitense Boeing si è aggiudicato un contratto da 8,6 miliardi di dollari (7,3 miliardi di euro) per la fornitura di F-15 a Israele. Lo annuncia il Pentagono. Nello specifico Boeing fornirà a Israele 25 nuovi aerei da combattimento del tipo F-15, con un’opzione per altri 25 velivoli aggiuntivi. Gli aerei saranno costruiti nello Stato americano del Missouri. La produzione dovrebbe essere completata entro la fine del 2035. Gli Stati Uniti sono il principale alleato e fornitore di armi di Israele. L’annuncio di questo accordo è avvenuto dopo un incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in Florida.

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07:11

Netanyahu: “A Trump il premio Israele per la pace, è prima volta a straniero”

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump riceverà il Premio Israele per la Pace, e sarà prima volta che la più alta onorificenza civile del Paese verrà assegnata a un cittadino non israeliano. “Il Presidente Trump ha infranto così tante convenzioni per sorprendere la gente, quindi abbiamo deciso di infrangere una convenzione o crearne una nuova”, ha dichiarato Netanyahu durante la conferenza stampa congiunta. “Questo riflette il sentimento travolgente degli israeliani di ogni estrazione sociale, che apprezzano ciò che avete fatto per aiutare Israele e la nostra comune battaglia contro il terrorismo”. Trump ha definito il premio “davvero sorprendente e molto apprezzato”.

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