La crisi alimentare che abbiamo davanti [Il Post]

13 comments
  1. Condivido questo articolo de Il Post in quanto tratta di un tema che sembra destinato a diventare sempre più importante e cruciale nei prossimi mesi/anni.

    Soprattutto considerando anche gli squilibri climatici che abbiamo avuto quest’anno in Italia.

    Cosa ci possiamo aspettare nel futuro prossimo e remoto? Decrescite/riconfigurazioni felici o collassi totali?

    Poi diciamolo, dopo Pestilenza e Guerra, non è ora di dare un po’ di spazio anche a Carestia? /s

  2. Insomma, ci sta’ sempre una crisi. Non si fa in tempo a finirne una che gia’ ne spunta una nuova . E per fortuna che viviamo nel migliore dei mondi possibili…..

  3. E dopo la carestia, preparatevi a fare i conti con la siccità, quella vera, quella dove non si potrà comprare 1L d’acqua al supermercato

  4. Dall’alto della mia ignoranza (non so niente di agricoltura), secondo me dovremmo:

    1) convertire progressivamente le coltura di mais e soia dedicate alimentazione dei bovini a coltura per l’alimentazione umana, con conseguente riduzione drastica del consumo di carne bovina.

    2) OGM, per colture in grado di sopravvivere a shock termici e a siccità

    3) smettere di raffinare la farina temporaneamente, come fece la Danimarca nella ww2 (bonus: l’aspettativa di vita aumentò nonostante la guerra perché la farina non raffinata fa bene)

    4) costruire desalinizzatori, aumentare in modo più che proporzionale le bollette dell’acqua quando i consumi superano una soglia calcolata sul fabbisogno del nucleo familiare residente nell’abitazione (magari sta cosa c’è già, non vorrei fare come quello che ha inventato l’irpef qui su ritaly)

  5. Quando ho visto l’articolo mi son detto “è solo l’inizio”.

    Vabbè dai, in fondo siamo destinati a morire, è stato un bel viaggio per quello che ne vale…

  6. Tanto vale leggere direttamente l’Economist. L’audio edition è fantastica. Comunque l’idea di pasta e fagioli al posto della carne non è male.

  7. Articolo ben scritto e che ho apprezzato molto.
    Vorrei aggiungere anche una considerazione sull’attuale mercato dei cereali: una gran parte della produzione di cereali al mondo (soprattutto granoturco, orzo e avena) oltre a leguminose come la soia e i piselli, sfamano non solo la popolazione umana ma anche il bestiame bovino/suino/equino/pollame.
    Si stima che il 40% della carne di suino mondiale sia prodotta e consumata in Cina e i numeri sono destinati a raddoppiare entro i prossimi 15 anni, quando al mondo non potrebbe esserci la capacità produttiva per saziare la fame di carne di maiale della Cina e del sud-est asiatico in generale.
    Forse non è troppo tardi per un modesto cambio di tendenza globale a livello alimentare?
    Sono il primo a provare gioia davanti ad una costata alla brace, ma anche piccoli gesti come il “Meatless Monday”, introdurre una quota di proteine vegetali nelle mense e/o ridurre le quantità (magari migliorandone la qualità) di carne prodotta aiuterebbe ad alleviare la pressione mondiale sulle produzioni di cereali.

  8. Berlusconi l’aveva detto qualche settimana fa, tra le altre cose di questa guerra c’è il rischio che molti paesi africani, non avendo più cibo, inneschino un movimento migratorio importante.

  9. È da tempo che la comunità scientifica dice quello che sta puntualmente succedendo. Me la politica dei miliardari e dei politici inetti continua a fare finta di nulla, anzi, facciamo guerre, guarda caso proprio con le nazioni che sono il granaio del mondo. Che ci sia un nesso???! (Mi piace il complottismo…) Siamo di fronte alle nuove espansioni?

  10. Dall’inizio dell’anno ho iniziato a ridurre sensibilmente i consumi di carne e derivati, non per una questione etica ma per una questione meramente economica ed andando verso il no waste più totale. Me la cavo bene in cucina e da quando ho imparato a fare il tofu di ceci burmese in casa (simile alla panissa ligure ma più versatile) ho iniziato a risparmiare veramente tanto sul fronte proteine. Sinceramente la vedo nera come situazione, molto nera.

Leave a Reply