Dopo 36 mesi dal titolo di studio il tasso di disoccupazione resta superiore al 40% contro il 37% della Spagna, il 23% della Francia e appena il 5% della Germania. Ecco perché in dieci anni oltre 200 mila giovani hanno scelto di andare all’estero
Bisogna rapportare le cose alle lauree si vanno a prendere. è abbastanza sterile portare la % senza poi suddividere i vari macro percorsi di studio.
Sarò duro, ma certi percorsi dovrebbero rapportare il numero di inscritti massimi alla % di assunzioni che hanno i laureati dopo 5-7 anni dalla fine degli studi (tenendo in considerazione quando durano anche gli studi)
prima volta qui?
Questi articoli mi sembrano proprio fatti per creare scalpore e dire “vedete va tutto male si salvi chi può”.
Come già detto da altri sarebbe stato meglio fare le percentuali per “classe di laurea” perché se uno ci butta dentro roba del tipo “storia della psicologia maya comparata” mi sembra anche ovvio che queste percentuali siano pompate.
Portando un’esperienza personale potrei dirti che il 100% dei neolaureati che conosco è stato assunto nel giro di 3 mesi
Finché la gente continua a laurearsi in scienza delle poesie e filosofia, ovvio.
I laureati in materie scientifiche trovano lavoro entro un anno.
Scienze delle merendine intensifies /s
Che tristezza 😦 * procede a rattristarsi in assegno di mantenimento *
/s
o forse no
Come si può spiegare alla gente qui dentro che il calo di occupazione su figure professionali provenienti da settori umanistici è spesso legato alla mancanza di servizi sul territorio?
Faccio esempio: nella mia provincia molti consultori hanno cessato l’attività rispetto a 30 anni fa. Si è perso un servizio che dava assistenza alla comunità e lavoro a psicologi e via dicendo.
Eh spiace.
Piccola considerazione .
Ma se siamo europei finché i laureati lavorano dentro l’Europa Who care?
Mi pare ovvio, se il 51% dei giovani non sa comprendere un testo!!! /s
Il tasso di disoccupazione è ancora molto alto, ma siamo sicuri che quei laureati non lavorano in nero? O che effettivamente stanno cercando lavoro? Io ho trovato lavoro (massimo 12 ore a settimana quindi part-time, sufficienti per continuare a studiare) prima ancora di laurearmi (laurea in lingue e letterature moderne).
Negli anni ’80, complice un padre marittimo che lavorava sulle navi da crociera nei Caraibi, ho fatto un’estate in un casinò su una nave da crociera. Le ragazze che lavoravano con me, tutte americane, erano laureate in arte, letteratura, filosofia, …
Tutte erano concordi che la loro laurea aveva permesso una crescita culturale personale, di grande aiuto per poter svolgere qualunque lavoro non specifico per quella laurea.
Però su Almalaurea entro i 5 anni dal conseguimento del titolo abbiamo l’87/88% di occupati.
Non riesco davvero a capire questi articoli e queste statistiche, sono così diverse da essere quasi allarmanti e non permettono assolutamente una comparazione obiettiva.
Menomale che il mercato libero italiano sta aiutando tutti, abbiamo fatto proprio bene a votare i partiti più svegli e simpatici
Già le statistiche a livello italiano non hanno senso, è un mondo diviso in due o più parti, figuriamoci poi fare le medie su tutti i laureati italiani senza tenere conto del settore.
il problema e che sono tutti lavureati in giurisprudenza, filosofia o medicina…
Comunque la dura verità è che a causa del sistema economico Italiano, composto prevalentemente da microimprese a conduzione familiare, non c’é molto spazio per i laureati. Aziende piccole che nemmeno hanno un sito internet non hanno bisogno di informatici, di uffici risorse umane, di uffici relazioni col pubblico, di figure manageriali intermedie ecc. C’é un capocchia che comanda, la moglie del capocchia, qualche dipendente regolare e qualcuno in nero, l’organizzazione è rudimentale ma sufficiente per stare a galla e vivere bene in provincia. Moltiplicate per X milioni di imprese e avete fatto l’Italia.
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Dopo 36 mesi dal titolo di studio il tasso di disoccupazione resta superiore al 40% contro il 37% della Spagna, il 23% della Francia e appena il 5% della Germania. Ecco perché in dieci anni oltre 200 mila giovani hanno scelto di andare all’estero
Bisogna rapportare le cose alle lauree si vanno a prendere. è abbastanza sterile portare la % senza poi suddividere i vari macro percorsi di studio.
Sarò duro, ma certi percorsi dovrebbero rapportare il numero di inscritti massimi alla % di assunzioni che hanno i laureati dopo 5-7 anni dalla fine degli studi (tenendo in considerazione quando durano anche gli studi)
prima volta qui?
Questi articoli mi sembrano proprio fatti per creare scalpore e dire “vedete va tutto male si salvi chi può”.
Come già detto da altri sarebbe stato meglio fare le percentuali per “classe di laurea” perché se uno ci butta dentro roba del tipo “storia della psicologia maya comparata” mi sembra anche ovvio che queste percentuali siano pompate.
Portando un’esperienza personale potrei dirti che il 100% dei neolaureati che conosco è stato assunto nel giro di 3 mesi
Finché la gente continua a laurearsi in scienza delle poesie e filosofia, ovvio.
I laureati in materie scientifiche trovano lavoro entro un anno.
Scienze delle merendine intensifies /s
Che tristezza 😦 * procede a rattristarsi in assegno di mantenimento *
/s
o forse no
Come si può spiegare alla gente qui dentro che il calo di occupazione su figure professionali provenienti da settori umanistici è spesso legato alla mancanza di servizi sul territorio?
Faccio esempio: nella mia provincia molti consultori hanno cessato l’attività rispetto a 30 anni fa. Si è perso un servizio che dava assistenza alla comunità e lavoro a psicologi e via dicendo.
Eh spiace.
Piccola considerazione .
Ma se siamo europei finché i laureati lavorano dentro l’Europa Who care?
Mi pare ovvio, se il 51% dei giovani non sa comprendere un testo!!! /s
Il tasso di disoccupazione è ancora molto alto, ma siamo sicuri che quei laureati non lavorano in nero? O che effettivamente stanno cercando lavoro? Io ho trovato lavoro (massimo 12 ore a settimana quindi part-time, sufficienti per continuare a studiare) prima ancora di laurearmi (laurea in lingue e letterature moderne).
Negli anni ’80, complice un padre marittimo che lavorava sulle navi da crociera nei Caraibi, ho fatto un’estate in un casinò su una nave da crociera. Le ragazze che lavoravano con me, tutte americane, erano laureate in arte, letteratura, filosofia, …
Tutte erano concordi che la loro laurea aveva permesso una crescita culturale personale, di grande aiuto per poter svolgere qualunque lavoro non specifico per quella laurea.
Però su Almalaurea entro i 5 anni dal conseguimento del titolo abbiamo l’87/88% di occupati.
Non riesco davvero a capire questi articoli e queste statistiche, sono così diverse da essere quasi allarmanti e non permettono assolutamente una comparazione obiettiva.
Menomale che il mercato libero italiano sta aiutando tutti, abbiamo fatto proprio bene a votare i partiti più svegli e simpatici
Già le statistiche a livello italiano non hanno senso, è un mondo diviso in due o più parti, figuriamoci poi fare le medie su tutti i laureati italiani senza tenere conto del settore.
il problema e che sono tutti lavureati in giurisprudenza, filosofia o medicina…
Comunque la dura verità è che a causa del sistema economico Italiano, composto prevalentemente da microimprese a conduzione familiare, non c’é molto spazio per i laureati. Aziende piccole che nemmeno hanno un sito internet non hanno bisogno di informatici, di uffici risorse umane, di uffici relazioni col pubblico, di figure manageriali intermedie ecc. C’é un capocchia che comanda, la moglie del capocchia, qualche dipendente regolare e qualcuno in nero, l’organizzazione è rudimentale ma sufficiente per stare a galla e vivere bene in provincia. Moltiplicate per X milioni di imprese e avete fatto l’Italia.