
Luana D’Orazio morta per aumentare dell’8% la produzione dell’orditoio. La quantità prodotta del macchinario manomesso non avrebbe influito sensibilmente sul fatturato dell’azienda, la procura non ha potuto contrastare alcuna aggravante ai reati ai tre indagati per la morte della giovane operaia.
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Il titolo fa intendere il contrario della verità, cioè che le sicurezze del macchinario sarebbero state rimosse col proposito di aumentare dell’8% l’efficienza. In realtà l’indagine ha concluso il contrario, cioè che non c’era un movente economico nella scelta di rimuovere le protezioni, e quindi non si possono applicare le relative aggravanti.
Comunque, per personale triste esperienza, non serve un movente razionale o importante per rinunciare a protezioni che possono evitare incidenti gravi o mortali. La gente, e sì purtroppo anche i lavoratori stessi che rischiano, lo fa per liberarsi di piccole scomodità, o anche solo per non cambiare il modo in cui è abituata a lavorare.
Giustissimo che in ogni caso siano puniti gravemente i responsabili.
>…la procura non ha potuto contrastare alcuna aggravante ai reati…
Contestare, non contrastare.
Non so se mi da più fastidio:
– l’errore grammaticale (contrastare)
– la mancanza di senso logico: se non c’è l’aggravante non è morta “per” questo 8% in più, almeno secondo il tribunale
– che le morti sul lavoro sono totalmente invisibili eccetto in casi in cui muoiono 4 persone in una volta (e anche così se ne parla mezz’ora e via). Tutto questo se la vittima non è una donna giovane e carina. Allora se ne parla per mesi. È assolutamente tragica questa morte e non doveva succedere, ma dove va a finire questa attenzione quando succede una delle centinaia di morti all’anno di persone meno attraenti?
Piccolo racconto personale..
Nel lontano 2015 feci un corso “sulla sicurezza” in un’azienda del milanese di cui non faccio nomi. Producevano le basi per schede elettriche.
Dovetti andare per 4 sedute + 4 sedute (altro reparto). La cosa che più mi lasciava stupefatto era il magazzino. Diviso su due piani (3 metri e 3 metri di altezza) con una ringhiera ed un cancelletto. Dal lato di sopra il cancelletto era perennemente aperto.
Alla seconda seduta ho avuto modo di parlare con il responsabile del magazzino (operaio maschio di circa 50anni) e gli domandai, ingenuamente, perchè il cancelletto fosse sistematicamente aperto e a cosa servisse a quel punto. La risposta mi lasciò abbastanza shockato : “Io lavoro tutti i giorni per 8h al giorno a fare su e giu con il muletto per minimo 20 volte al giorno. Ciò che va spedito e ciò che arriva passa di qui. Ci manca solo che ogni volta mi metto ad aprire e chiudere quel cancello. Se sono di sotto e mi serve metter su qualcosa? Devo salire, aprire, tornar giu e tornar poi su a chiuderlo?”. Aggiunse poi una frase che mi turbò non poco : “Non stare a preoccuparti per me. Io ormai son vecchio del mestiere e so come devo comportarmi. Se poi cado e non mi ammazzo divento ricco e vado in pensione. Se cado e mi ammazzo fanno ricca mia moglie.”
Nel frattempo, poco tempo dopo, [di fronte all’azienda](https://www.milanotoday.it/cronaca/operaio-morto-de-lucchi-trezzano-rosa.html) dove feci 3 mesi di lavoro. Credeteci o meno ma il ragazzo si mise a raddoppiare i pacchi da sollevare col carroponte, che non ha retto, facendoseli cadere addosso. Sempre per la serie “i datori di lavoro che ci vogliono morti sul posto di lavoro per guadagnare di più”.
Un paio di scoppelloni in testa, 3 euro di multa e via di nuovo a manomettere macchine industriali. So già che finirà cosi
Padre e fratello che lavorano nel tessile a Prato, addirittura mio fratello conosce quell’orditura perchè la ditta per cui lavora ci si serve.
A parte la dinamica molto strana (a detta di tutti e due l’orditoio non è una macchina pericolosa ed è rarissimo un incidente del genere), mi dicono che la rimozione delle protezioni è piuttosto comune. E non è tanto per massimizzare il profitto o la produzione, ma più che altro per facilitare il lavoro agli operai. Quello che viene detto dagli inquirenti confermerebbe questa tesi.
Anche nei commenti si nota la grande ignoranza da parte della popolazione sulla normativa in materia di sicurezza sul lavoro. La perizia è stata chiesta dal PM per verificare se ci fossero gli estremi per applicare la 231/2001: in questo caso è necessario dimostrare che l’evento si ê verificato a seguito della decisione di una posizione apicale per portare vantaggi a se stesso e alla ditta. Non entro nel merito della questione specifica.
Per quanto riguarda le protezione delle macchine è un problema complicatissimo al quale concorrono tutti (in primis i progettisti) dai datori di lavoro ai lavoratori.
Più in basso un utente parlava di nomina come responsabile della sicurezza di un lavoratore compiacente; attenzione a non confondere le figure: il responsabile dei lavoratori per la sicurezza è si un lavoratore interno, molto spesso fa parte delle firme sindacali e in teoria dovrebbe essere eletto (non sempre, specie nelle piccole aziende, succede); il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) è invece quasi sempre un consulente esterno (nelle aziende piccole e medie) che si occupa della documentazione necessaria, della formazione, e si, anche delle varie attrezzature (della sicurezza in generale).
Parlare di sicurezza in generale è davvero complicato perché prevede la conoscenza di varie materie e la commistione con tante altre discipline (bisogna prendere in considerazione il tessuto sociale, lavorativo, economico del territorio), e in più c’è, come dicevo prima, una ignoranza tremenda anche da parte di chi dovrebbe occuparsene: per farvi capire quanto, dopo l’incidente in questione Orlando e altri membri del governo e dei sindacati hanno sbandierato 1200 assunzioni di ispettori del lavoro. Peccato però che siano ispettori dell’ispettorato del lavoro che non ha competenza in materia di sicurezza (solo nei cantieri, quindi non in un’azienda tessile) e si occupa soltanto dell’aspetto contributivo, visto che la vigilanza e l’ispezione per la sicurezza è in capo alle Asl. La solita faccenda all’italiana.
Ah, Luana D’Orazio, riposa in pace.
Comunque davvero strano che si dica il nome di una donna ma quando muoiono 12 operai maschi non frega un cazzo a nessuno.
Humans live matters
Sono RLS in un’azienda che fa produzione industriale, una classica PMI italiana, con meno di 50 dipendenti (ma più di 10). Non sapete quanta fatica faccio a cercare di convincere gli operai a lavorare in sicurezza. Uno può fare tutte le valutazioni del rischio del caso, ma se all’operatore “gli scoccia” tenderà a bypassare le sicurezze previste.
Se Luana (R.I.P.) fosse sta no-vax, avrebbe pensato:
“Tse… Se finissi io dentro l’orditoio, si romperebbe il macchiario prima!”
Una tragedia terribile, come mille altre nel nostro Paese che, però, sono meno pubblicizzate di questa. Mi chiedo se non sia perché Luana era una giovane madre, di bell’aspetto, e questo contribuisce a un macabro aumento della audience…