Riprendo l’argomento, trattato in parte in alcuni post sulla manovra finanziaria, che, a quanto si apprende, potrebbe tagliare l’IRPEF a chi guadagna da 38mila euro in su.

Un approfondimento del Corriere di oggi esprime una giusta fotografia di cosa accade oggi: servizi praticamente gratuiti per la maggior parte dei contribuenti, mentre chi guadagna di più paga in proporzione molte più tasse (il 21% ne paga il 71%).

Considerazioni:

– Difficile creare lavoro se le persone altospendenti non spendono perché metà dei loro guadagni vanno in tasse;

– Non si tratta di uno schiaffo ai poveri, come leggo online, dal momento che abbiamo un welfare generoso e incontrollato, al punto che vengono dall’estero per rubarselo e tornare poi a casa (conosco storie che voi umani… anche al di fuori dello scandaloso reddito di cittadinanza);

– Possibile che in Italia chi guadagna bene debba per forza essere invidiato e tartassato e non preso come esempio, mentre all’estero questa cosa non accade?

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Link:

[https://www.corriere.it/economia/tasse/cards/finti-poveri-ricchi-immaginari-se-21percento-paga-71percento-dell-irpef/studio-itinerari-previdenziali_principale.shtml](https://www.corriere.it/economia/tasse/cards/finti-poveri-ricchi-immaginari-se-21percento-paga-71percento-dell-irpef/studio-itinerari-previdenziali_principale.shtml)

23 comments
  1. All’estero non fanno magna magna in politica o schema ponzi con le pensioni: no è uno schiaffo ai poveri

  2. >Alla luce di questi dati, due domande: sono soltanto i ricchi ad evadere? O siamo in presenza di una evasione di massa? La risposta giusta è affermativa alla seconda domanda. Ora, approfittando della delega fiscale, si può ragionare su alcune manovre: dal contrasto di interessi all’anagrafe generale dell’assistenza, dalla verifica individuale sulle richieste di sussidi e pensioni assistite.

    Peak corriere moment

  3. >Riassumendo: i contribuenti delle prime due fasce di reddito (fino a 7.500 e da 7.500 a 15 mila euro) sono 18.140.077, pari al 43,68% del totale dei dichiaranti di cui 6,134 milioni **pensionati che evidentemente hanno versato pochi o nulli contributi quindi o sono un esercito di sfortunati o hanno evaso mica male in 67 anni di vita**. In totale questi dichiaranti pagano solo il 2,31% di tutta l’Irpef, circa 4 miliardi. A questi contribuenti **(si fa per dire)**, corrispondono 26,13 milioni di abitanti che per il solo servizio sanitario di cui beneficiano gratuitamente, costano ad **altri cittadini «volonterosi»** ben 50,4 miliardi

    ma chi scrive queste porcherie?

    >Alberto Brambilla

    Ah.

  4. In Italia la ricchezza è storicamente un peccato, fare impresa ancora peggio. Io non so come gli imprenditori non vadano a Roma coi forconi per quella cagata dell’anticipo sulle tasse dell’anno dopo, per esempio.
    Oltre a questo il problema è anche per i dipendenti privati , visto che comunque il grosso del gettito lo generano loro.

  5. Facendo due calcoli sui dati del 2018 (non ho trovato quelli dell’articolo, credo non siano ancora stati pubblicati sul sito di itinerari provvidenziali), pagano il 55% dell’Irpef ma fanno anche il 40% del reddito, il che è decisamente meno impressionante.

    In più escludono dal calcolo la fascia da 20 a 35 mila che produce il 36% del reddito e paga il 33% dell’Irpef.

    Includendo questa facia viene fuori che il 73% dell’imponibile paga il 87% delle tasse. A me onestamente sembra anche poco. Non capisco quale sia il senso del fare questo calcolo sul numero di contribuenti e non sull’imponibile visto che le tasse si pagano su quest’ultimo e non per singola persona. Messa così serve solo a dire “guarda che sfortunati quelli che guadagnano un sacco di soldi”.

    Poi per carità non sono gli stessi dati ma sono abbastanza fiducioso che il risultato sarebbe piuttosto simile.

  6. Guardare la storia degli scaglioni IRPEF per vedere che dagli anni 70 a oggi si è costantemente reso il sistema meno progressivo per fare risparmiare gli straricchi e al contrario fare pagare di più i poveri e la classe media.

    Nel 1974 il primo scaglione pagava il 10%, quello più alto il 72%, con moltissime fasce. Oggi il primo è 23% e quello più alto è 43%, con pochissime fasce.

    La riforma di questo governo è pura continuità col passato. E la flat tax di Salvini è solo avanguardia ma verrà normalizzata anche quella.

  7. >Considerazioni:

    >- Difficile creare lavoro se le persone altospendenti non spendono perché metà dei loro guadagni vanno in tasse;

    >- Possibile che in Italia chi guadagna bene debba per forza essere invidiato e tartassato e non preso come esempio, mentre all’estero questa cosa non accade?

    92 minuti di applausi

  8. OP ripeti con me, in barba alle tue considerazioni di una superficialità disarmante:

    la trickle down economy è già stata tentata e non funziona

    ora ripetila fin quando non cominci ad usarla come intercalare

  9. Chi guadagna di più paga più tasse? Mi sembra giusto e perfettamente in linea con la nostra Costituzione.
    O vogliamo far pagare ancora più tasse ai poveri e alla classe media così che i ricchi possiamo risparmiare di più?

  10. Giusta fotografia un bel niente: sinceramente ho trovato quell’articolo al limite del vergognoso, sono numeri totalmente decontestualizzati e pretestuosi. Uno che avesse un milione di miliardi di euro pagherebbe probabilmente mezza irpef da solo anche se avesse un’aliquota del 5%, sarebbe ingiusto?

    >servizi praticamente gratuiti per la maggior parte dei contribuenti, mentre chi guadagna di più paga in proporzione molte più tasse (il 21% ne paga il 71%)

    E meno male che è così, al di là delle proporzioni che possono non piacere i tuoi punti non stanno in piedi. Questi dati significano solo che c’è una notevole diseguaglianza di reddito (poi com’è in confronto ad altri paesi? Ci fidiamo che tanto l’Italia fa schifo e quindi da altre parti è meglio di sicuro, e non vale nemmeno la pena di documentarsi?), e semmai è quello il problema su cui si dovrebbe intervenire. E al massimo l’evasione fiscale, di cui questi numeri potrebbero parzialmente essere una causa.

    L’articolo implica che tutti i poveri non siano davvero così poveri, e la classe media (che, incredibilmente, è quella che legge il Corriere) sia in realtà fintamente ricca. Che sarà anche vero, ma sicuramente è più ricca di quella più povera.

    >Possibile che in Italia …

    Innanzitutto, mi sarei anche stufato di leggere “ma solo in Italia” o commenti che implicano questo concetto se poi tu stesso in altri commenti dici che non sai com’è all’estero ma “immagini” sia meglio.

    Poi, il principio della tassazione progressiva esiste praticamente in tutto il mondo occidentale, e l’offrire servizi praticamente gratuiti a chi non può permetterseli è alla base del welfare state.

    Chi guadagna di più paga di più, semplicemente perché una flat tax riduce sul lastrico molte più persone di quanto una tassazione progressiva non danneggi i relativamente più ricchi. Esempio banale: uno che guadagna 10000 euro al mese tassato al 20% ne ha comunque 8000, che sono più che sufficienti per un’esistenza decente, direi. Uno che guadagna 1000 euro al mese ne ha 800, che insomma non sono tantissimi. Uno che ne guadagna 800 si ritrova con 640 euro. Con una tassa progressiva tassi meno i più poveri e più i più ricchi, che non hanno problemi particolari di sostentamento.

    Comunque, x% della popolazione che paga y%>x% sarà sempre un problema, a meno che tu non voglia tassare i ricchi meno dei poveri (edit: o a meno di una perfetta uguaglianza). Ancora, supponiamo una flat tax al 20%, e supponiamo che 80 persone guadagnino 1000 e 20 persone guadagnino 10000. Dalle prime ottieni 200*80=16000 euro, dalle seconde 2000*20=40000. Il 20% delle persone paga il 71% [numero venuto fuori per caso, giuro] della tassa. Vuoi davvero tassare i poveri più dei ricchi perché i ricchi andrebbero presi ad esempio? Vuoi tassare tutti di un valore fisso (che ne so, 200 euro) indipendentemente dal reddito?

    Non capisco davvero dove vuoi arrivare con le tue considerazioni.

  11. Che chi guadagna di più sia tassato proporzionalmente è un principio costituzionale e umanamente giusto. Quello che trovo odioso e controproducente è anche i servizi erogati siano funzione del reddito. Gli incentivi per i figli in Germania li prende pure l’AD di BMW, così come l’accesso all’asilo nido pubblico è garantito a tutti a costi bassi. La politica di legare tutto a IRPEF e ISEE rende doppiamente vantaggioso evadere, perchè da un lato non si paga e dall’altro si ha pure diritto a più servizi.

  12. >mentre chi guadagna di più paga in proporzione molte più tasse (il 21% ne paga il 71%).

    Non hai capito niente, quella è la somma del totale delle tasse pagate dal top 21% divisa dal totale delle tasse pagate da tutti.

    > Difficile creare lavoro se le persone altospendenti non spendono perché metà dei loro guadagni vanno in tasse;

    Nonsense, l’economia non gira con la spesa dei cittadini a differenza di quello che vogliono far credere i politici.

    E in ogni caso le tasse di questi sono spese da chi viene pagato con le loro tasse quindi non ha proprio senso il ragionamento.

  13. Il post mi pare surreale. Se il 21% dei contribuenti paga il 71% delle tasse è semplicemente perché c’è una disparità economica sempre maggiore e perché, come ritengo sia sacrosanto, la Costituzione stabilisce che le aliquote debbano essere progressive.

    Mi pare peraltro assurda la tesi secondo la quale gli “altospendenti” sarebbero disincentivati dal creare lavoro per via delle loro alte aliquote, se non altro perché il costo dei dipendenti è sottratto dalle entrate prima dell’applicazione dell’aliquota stessa.

    Decenni di trickle down economics negli Stati Uniti hanno dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che il taglio delle tasse per i più ricchi allarga la forbice con i più poveri e non crea benessere per chi “sta sotto”. Se i poveri e la classe media tendono a spendere e rimettere nell’economia quello che guadagnano, i ricchi e i super ricchi accumulano e spostano risorse all’estero, così togliendo ricchezza al paese.

  14. Quel reddito di cittadinanza non si pagherà da solo…… poi c’è chi si chiede perché si faccia così tanto nero.

  15. Dato interessante. Troverei interessante anche vedere come questo indice si sia evoluto nel tempo (tipo, nel 60, 70, 80, 90, 00, 10, quale percentuale dei contribuenti pagava il 71% dell’IRPEF?) e poi proverei a vedere se ci sia una correlazione più forte con l’aumento della tassazione o con l’indice di Gini.

    La cosa permetterebbe di ragionare meglio sulle cause di questi numeri.

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