
Vista la polemica montata in altri post circa una presentazione di dati sulle dichiarazioni IRPEF, ho pensato di scrivere un post un più inclusivo e completo, che desse anche le fonti dirette dei dati.
Voglio anche scindere la discussione fra fatti e opinioni; sapendo che anche la scelta dei fatti da presentare è frutto delle nostre opinioni, nel corpo principale del post mi limiterò quindi a presentare i fatti più asettici possibili, lasciando le mie opinioni (e i dati a supporto) per un commento.
Partiamo dalle fonti.
###Fonti
C’è una sola fonte ufficiale di dati aggregati sulle dichiarazioni IRPEF, cioé il Dipartimento delle Finanze del MEF. I dati più recenti sono relativi alle dichiarazioni 2020 (quindi anno d’imposta 2019) e si trovano qui:
https://www1.finanze.gov.it/finanze3/analisi_stat/index.php?tree=2020
###Chi paga e quanto paga
I dati forniti dal MEF sono abbastanza granulari che la forma migliore di visualizzarli è quella grafica. Ho perciò preparato due grafici (solo due perché la brevità è una virtù):
#[Percentuale di dichiaranti IRPEF vs percentuale dell’IRPEF totale che pagano](https://i.imgur.com/3RyisU1.png)
Questo grafico si legge così: poco più del 6% dei dichiaranti IRPEF ha un reddito compreso fra 7.500 e 10.000 euro all’anno, e queste persone pagano circa il 2.5% di tutto l’IRPEF che viene versato. Altro esempio: quasi esattamente l’8% dei contribuenti dichiara fra i 29.000 e i 35.000 euro all’anno, questi contribuenti pagano poco meno del 12% di tutto l’IRPEF che viene versato.
#[Percentuale cumulativa di dichiaranti IRPEF vs percentuale cumulative dell’IRPEF totale che pagano](https://i.imgur.com/tTT4jSj.png)
Questo grafico si legge così: poco meno dell’80% dei contribuenti guadagna **fino a** 29.000 euro; questi contribuenti nel loro complesso versano il 50% di tutto l’IRPEF.
9 comments
###Il mio parere
Fondamentalmente penso che in Italia siano vere tre cose:
– lavorano troppo poche persone, cioé abbiamo troppi inattivi, e in generale troppo pochi percettori di redditi propri a qualunque titolo
– di chi percepisce un reddito, ne abbiamo veramente troppissimi con redditi bassi
– il carico fiscale è sopportato in modo schiacciante da una classe medio-bassa: in pratica chiunque abbia un reddito alto abbastanza da superare le soglie ISEE e di reddito per i vari sussidi è subbissato di tasse
###Gli inattivi
L’Eurostat definisce le persone economicamente inattive come le persone comprese fra i 15 e i 64 anni che non sono né impiegate (includendo autonomie imprenditori) né disponibili al lavoro. [L’italia è il paese con la più alta percentuale di inattivi in tutta l’UE: 35%](https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/ddn-20170705-1), contro una media del 27% e un minimo del 18% in Svezia.
In pratica, in Italia ci sono davvero **tante** persone in età da lavoro che non hanno un impiego né lo cercano. Le ragioni ([qui](https://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?query=BOOKMARK_DS-052946_QID_60627DC8_UID_-3F171EB0&layout=TIME,C,X,0;GEO,L,Y,0;SEX,L,Z,0;AGE,L,Z,1;REASON,L,Z,2;UNIT,L,Z,3;INDICATORS,C,Z,4;&zSelection=DS-052946AGE,Y15-64;DS-052946INDICATORS,OBS_FLAG;DS-052946UNIT,PC_INAC;DS-052946REASON,LAYOFF;DS-052946SEX,T;&rankName1=UNIT_1_2_-1_2&rankName2=INDICATORS_1_2_-1_2&rankName3=SEX_1_2_-1_2&rankName4=REASON_1_2_-1_2&rankName5=AGE_1_2_-1_2&rankName6=TIME_1_0_0_0&rankName7=GEO_1_2_0_1&sortC=ASC_-1_FIRST&rStp=&cStp=&rDCh=&cDCh=&rDM=true&cDM=true&footnes=false&empty=false&wai=false&time_mode=NONE&time_most_recent=false&lang=EN&cfo=%23%23%23%2C%23%23%23.%23%23%23) il dataset per chi le vuole esplorare) sono molteplici e non le sindaco, ma in ogni caso si tratta di soggetti che sono a carico o di famigliari o della collettività (più spesso, tramite il welfare, di entrambi).
###I redditi sono bassi
Per questo punto mi rivolgo a un altro [dataset](https://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?query=BOOKMARK_DS-050270_QID_7597F232_UID_-3F171EB0&layout=TIME,C,X,0;GEO,L,Y,0;QUANTILE,L,Z,0;INDIC_IL,L,Z,1;CURRENCY,L,Z,2;INDICATORS,C,Z,3;&zSelection=DS-050270INDIC_IL,TC;DS-050270CURRENCY,EUR;DS-050270INDICATORS,OBS_FLAG;DS-050270QUANTILE,Q1;&rankName1=INDIC-IL_1_2_-1_2&rankName2=CURRENCY_1_2_-1_2&rankName3=GEO_1_2_0_1&rankName4=QUANTILE_1_2_-1_2&rankName5=INDICATORS_1_2_-1_2&rankName6=TIME_1_0_0_0&sortC=ASC_-1_FIRST&rStp=&cStp=&rDCh=&cDCh=&rDM=true&cDM=true&footnes=false&empty=false&wai=false&time_mode=NONE&time_most_recent=false&lang=EN&cfo=%23%23%23%2C%23%23%23.%23%23%23), che permette di fare una comparazione fra paesi. Userò gli ultimi dati disponibili per tutti i paesi, quelli del 2019.
Questo grafico mostra la soglia di reddito entro la quale si rientra fra il 25% della popolazione più povero:
https://i.imgur.com/olENCdO.png
Notare che siamo **sotto** la media UE e ben lontani dalle grandi economie sviluppate del continente; a far peggio di noi sono paesi ex-comunisti e le altre economie mediterranee.
Qui vediamo invece la soglia di reddito che separa il 50% più povero dal 50% più ricco della popolazione:
https://i.imgur.com/k3oOrVX.png
Anche qui ci poniamo **sotto** la media Europea, alla testa di un gruppo di paesi composto da economie ex-comuniste e stati mediterranei depressi.
Guardiamo ora al 25% più ricco della popolazione, l’insieme nel quale si trovano la classe medio-alta, le famiglie agiate e i ricchi veri e propri:
https://i.imgur.com/F4O1Gmw.png
Questa volta superiamo (di poco) la media UE, tenendoci alle spalle il solito gruppo di stati ex-comunisti ed economie mediterranee. Rimane comunque uno scalino molto netto fra noi e il raggruppamento più elevato.
Infine guardiamo per curiosità il top 1%, quelli che in ogni paese sono in ogni caso decisamente ricchi confrontati ai connazionali:
https://i.imgur.com/PhDlaYG.png
Qui la situazione è leggermente più sfumata: siamo sempre vicini alla media UE, ma molto simili a noi sono paesi da cui prima eravamo ben distanti, come Svezia e Belgio.
In sostanza: **l’Italia è il più ricco dei paesi poveri e il più povero dei paesi ricchi**.
###Il carico fiscale inizia a pesare su redditi molto modesti, perché sono i redditi che ci sono!
https://i.imgur.com/Co3dtZE.png
In questo grafico mostro una metrica cruda ma efficace di dove ricade il carico fiscale: la differenza fra la percentuale di dichiaranti che ha un certo reddito, e la percentuale di IRPEF che paga. Se la differenza è 0, significa che in quella fascia i dichiaranti sono l’X% e pagano un identico X% dell’IRPEF totale.
Si può vedere che l’inversione fra fasce individualmente avvantaggiate e svantaggiate si ha appena ai 20.000 €: in pratica, a sostenere tramite la progressività il carico fiscale sul lavoro iniziano ad essere i lavoratori che portano a casa un modestissimo stipendio da 1.200 netti al mese.
La ragione, tuttavia, non è una stortura del sistema fiscale: è proprio che quelli sono i redditi dove si può pescare. Ricordiamo quanto visto sopra: in Italia bastano 17.000 € all’anno per risultare nel 50% più ricco; con 24.000 € si viene catapulati direttamente nel 25% dei più ricchi! È inevitabile che, se il sistema fiscale deve essere progressivo e pescare fra chi guadagna di più, ma chi guadagna “di più” in realtà prende **molto poco** per un paese sviluppato, il peso finisca per gravare su gente che tutto sommato guadagna poco!
###Conclusioni
Il problema fondamentale dell’Italia, anche a livello fiscale, non è tanto una stortura nella redistribuzione, è un problema di **produzione di ricchezza**: i nostri redditi fanno pena, la nostra classe media (top 25% dei redditi) dovrebbe prendere un 30% in più per paragonarsi alla classe media delle grandi economie europee, quindi pur progressivo il sistema fiscale finisce per grave tantissimo sulle spalle, essenzialmente, di chiunque abbia un lavoro in regola a tempo pieno, perché sono le uniche persone che sono tante e hanno qualcosa da tassare.
Sarebbe stato interessante se avessi aggiunto anche un grafico sull’imponibile per capire quanto di questo sia relativo al top 20%.
Cioè pagano il 50% di tasse ma quanto rappresentato sul totale dei guadagni?
Bel post. A mio parere le tasse nella fascia 28k in su sono decisamente troppo alte, e praticamente uccidono qualsiasi tipo di guadagno appena si inizia minimamente a fare carriera. Scandaloso che lo scaglione 28-55k sia fondamentalmente uguale a quello 75k+.
Sai se si tratta dell’imposta netta o lorda? Cioè, le detrazioni per qualsiasi ragione sono incluse?
Opinione impopolare: secondo me dato il tipo di ricchezza che abbiamo in Italia e considerato che molti patrimoni accumulati sono frutto di evasione ed elusione fiscale, una tassa patrimoniale (in alternativa, non in aggiunta alla tassazione sul reddito) sarebbe più equa ed efficace.
l’irpef italiana fa scappare dall’italia tutti quelli che iniziano a guadagnare sui 40-50k Ci vuole un limite superiore al 30-35% e poi giù a scalare, considerando anche tutte le altre tasse ed imposte oltre al livello scadente dei servizi.
L’analisi e’ molto interessante. Mi chiedo pero’ se la percentuale alta (35%) di inattivi in Italia abbia motivi strutturali / del mercato del lavoro oppure semplicemente e’ distorta per una maggior presenza del lavoro in nero rispetto ad altri paesi europei.
Se cosi fosse, anche la seconda considerazione (redditi troppo bassi) e’ una potenziale conseguenza di questo fenomeno.
Sono quello che ha aperto il thread di là.
Propostona: patrimoniale annua allo 0.05% che finanzia la riduzione dell’IRPEF, flat per tutti gli scaglioni. Faremmo contenti i comunisti, l’OCSE e l’UE.
That feel quando fai 60K l’anno e paghi 1500 Euri di IRPEF.
Dio benedica il Bonus Rimpatriati, dio benedica Matteo Renzi.
Avete una laurea ? Fateve due anni all’estero, che ve conviene