Uso questo link, al posto del Fatto Quotidiano e di Repubblica che hanno ripreso il sondaggio in questione, perchè ha dati un po’ più completi.
L’86% si suddivide in 39% che è del tutto favorevole ed il 47% che è favorevole. L’80% di sì si registra in tutti gli schieramenti principali politici: FdI, LN,M5S,PD (in ordine alfabetico).
Il 48% della popolazione, incluso il 54% delle donne, dice che lo stipendio attuale è basso o molto basso.
Segnalo infine che il 47% è in disaccordo sulla motivazione data dai sindacati per essere contro il salario minimo. Sembra assurdo ma i sindacati lottano contro qualcosa che viene dato in quasi ogni Paese.
La domanda solita è: voi cosa ne pensate?
Personalmente vivo in Belgio, dove con costi simili a Milano nel 2019 si aveva uno stipendio minimo di 1,593.80 mensili. In generale noto molto meno disagio e si ha meno paura di fare un salto nel vuoto ed accettare un altro lavoro. Ci sono dei problemi con il lavoro qui (agenzie interinali senza scrupoli, per esempio) ma i soldi di solito non sono uno di questi. Sarei del tutto favorevole: 1600 sono appannaggio di pochi, anche al Nord e con un buon lavoro.
Quelli in grado di farci qualcosa non rientrano in quella percentuale temo
legato all’inflazione, se non vogliamo fini come il minimum wage americano, ma concessioni alla classe lavoratrice nel 2022 do le vuoi vede
Scusate ma i CCNL non definiscono già i minimi?
Appena sveglio ho letto: “sondaggio Swag”
Ma con un salario minimo non aumenterebbe il lavoro in nero? Non credo che all improvviso l’imprenditore della PMI di provincia che paga i dipendenti in molliche di pane decida di mettere tutti in regola e pagarli 1200 al mese.
Altra curiosità che ho sempre avuto, ma le aziende hanno i soldi per all alzare gli stipendi così all improvviso?
Mettiamo che entri in vigore il salario minimo; i ccnl esistenti che fine farebbero? Per aumentare i il proprio salario ci si dovrebbe poi basare sulla contrattazione individuale? Sarebbe possibile un sistema dove ci sono sia salari minimi che i vantaggi della contrattazione collettiva (che comunque dovrebbe essere aggiustata al rialzo)? Questi sono i dubbi che vorrei risolti
Sarei curioso di conoscere le motivazioni del 14% dei lavoratori non favorevoli al salario minimo.
Il problema non è il salario minimo ma il salario nero. Dove c’è nero ci sarà sempre nero,che si facciano regole o no
Forse non tutti lo sanno, ma in realtà il vero motivo per cui in Italia non c’è ancora una legislazione sul salario minimo è proprio a causa delle associazioni sindacali che non desiderano ingerenze legislative sulla questione, preferendo mantenere una sorta di monopolio decisionale. So che è paradossale, però basta vedere la storia di tutte le proposte di legge in tal senso per scoprire le vere ragioni.
Tuttavia, bisogna specificare che, tramite l’art. 36 Cost., la giurisprudenza ha esteso l’applicazione della retribuzione minima prevista nei contratti collettivi anche ai non aderenti alle associazioni stipulanti il contratto stesso, per cui in Italia non è che non esista il salario minimo, semplicemente non è stato definito in modo chiaro e definitivo, è quindi frutto dei contratti collettivi + interpretazioni giurisprudenziali.
Il salario minimo di 9 euro all’ora lordi equivale a 1200 euro netti al mese per un full time. La proposta è ampiamente popolare perché tutti intuitivamente riconoscono che chi lavora a tempo pieno deve potersi mantenere con lo stipendio che guadagna. E al momento ci sono [due milioni di lavoratori](https://europa.today.it/lavoro/salario-minimo-italia-europa.html) che invece prendono meno di ucosì.
Quindi gli elettori M5S sono quelli che sono più d’accordo con lo scetticismo dei sindacati sul salario minimo, eppure il M5S dovrebbe essere il partito che porta il salario minimo in parlamento?
Favorevole, essendo autonomo non mi riguarda, ma è ovvio che alzando i salari a chi guadagna poco fai bene all’economia.
Come con il r.d.c. si andrebbe a dare cash a chi ha bisogni che vengono sempre compressi/rimandati, quindi in pratica questi soldi finirebbero per la maggior parte a far girare l’economia e non risparmiati.
Di per se il salario minimo non è necessario, ci sono altri paesi dove il salario è negoziato con i sindacati e il metodo può funzionare
Il problema si pone quando i sindacati sono inutili e non fanno il loro lavoro, se vogliono essere loro ad alzare i salari, lo facciano, altrimenti un salario minimo diventa necessario
Il salario minimo dovrebbe essere 16 euro ora, change my mind
A me che il salario minimo ci sia va benissimo, comporterebbe però alcune conseguenze:
1. Avere lavoratori a nero sarà ancora più conveniente e, visto che l’Italia ha deciso da decenni di non combattere la questione, significa che molte imprese chiuderanno o si convertiranno al nero.
2. Avere uno stipendio minimo significa togliere ai lavoratori meno capaci la possibilità di costare poco e li condannerebbe alla disoccupazione a vita.
Molto di questo si potrebbe evitare se si decidesse, a livello di Paese, di combattere il nero. Ma purtroppo abbiamo deciso di non farlo.
Colpo di scena: i rappresentanti politici sono slegati dai bisogni e dalla realtà degli elettori che li hanno votati.
Queste sono cose di cui già si discuteva oltre cent’anni fa. Parlando della democrazia borghese Lenin scriveva:
> Agli oppressi è permesso di decidere, una volta ogni qualche anno, quale fra i rappresentanti della classe dominante li rappresenterà e li opprimerà in Parlamento.
E anche qualora un partito dei lavoratori dovesse mai raggiungere il potere, non è da escludere che venga corrotto moralmente dal sistema in cui si gioca lo scontro tra classi
> L’opportunismo oggi dominante educa invece il partito operaio in modo da farne il rappresentante dei lavoratori meglio retribuiti, che si staccano dalle masse, “si sistemano” abbastanza comodamente nel regime capitalistico e vendono per un piatto di lenticchie il loro diritto di primogenitura, rinunciando cioè alla loro funzione di guida rivoluzionaria del popolo nella lotta contro la borghesia.
Su questo abbiamo vissuto in prima mano l’esempio del Movimento 5 Stelle. Sia chiaro, non è mai stato un partito con idee coerenti, e sicuramente non di sinistra nel senso classico del termine, ma la differenza tra il Movimento pre e post elezioni 2018 è sotto gli occhi di tutti. La critica che più gli è stata ripetuta durante quei mesi è stata infatti di essersi “istituzionalizzato”, di essere diventato anch’esso parte “della casta” (per usare il vocabolario grillino). Oppure, in un arco di tempo assai più lungo, si può guardare a come si è passati dal PCI duro e puro, al PCI del compromesso, alle varie declinazioni di democratici di sinistra che si sono susseguite dopo la prima repubblica, fino ad arrivare al PD di oggi, che di sinistra non ha più nulla.
Prima che però si giustifichino le mancanze, le aberrazioni, e le oppressioni del sistema attuale ripetendo fino alla nausea che non ci sono alternative, e che questo è il meglio che il mondo ha da offrire, riprendo ancora un passaggio di Lenin, in cui lui stesso ammette senza problemi che
> Noi siamo per la repubblica democratica, in quanto essa è, in regime capitalista, la forma migliore di Stato per il proletariato, ma non abbiamo il diritto di dimenticare che la sorte riservata al popolo, anche nella più democratica delle repubbliche borghesi, è la schiavitù salariata.
Per inquadrare meglio il pensiero di Lenin, che si rifà direttamente a Marx, bisogna ricordare che i due ritenevano lo stato
> Il prodotto e la manifestazione degli antagonismi inconciliabili tra classi
Nonché
> L’organo del dominio di classe, un organo di oppressione di una classe da parte dell’altra; è la creazione di un ordine che legalizza e consolida questa oppressione, moderando il conflitto fra le classi.
Se però per alcuni i pensatori di sinistra sono in effetti troppo di sinistra, cito allora un altro filosofo di tutt’altra campana. Nietzsche parlando dello stato usava termini ancora più aspri di quelli usati da Lenin e Marx, tanto da farli passare quasi per dei moderati:
> Ho usato la parola «Stato»: va da sé a quale intendo, con ciò, alludere: un qualsiasi branco d’animali da preda, una razza di conquistatori e di padroni che, guerrescamente organizzata e con la forza di organizzare, pianta senza esitazione i suoi terribili artigli su una popolazione forse enormemente superiore di numero, ma ancora informe, ancora errabonda. In questo modo ha inizio sulla terra lo «Stato»: penso sia liquidata quella fantasticheria che lo faceva cominciare con un «contratto».
Tutto questo sfocia in un senso di impotenza che viene palesato alle urne, in una sempre crescente disaffezione dalla vita politica (leggasi: sempre più astenuti), che, per inciso, anch’esso non è un fenomeno che si è scoperto solo adesso.
Assistiamo ora ad una misura totalmente realizzabile richiesta dalla stragrande maggioranza degli italiani, trasversalmente ai partiti di riferimento, ragione per cui la politica non dovrebbe avere motivo d’indecisione o di litigio su di essa. Questa però non viene concessa ugualmente dai rappresentati eletti democraticamente, e che per questo si suppone almeno in teoria che dovrebbero servire gli interessi della popolazione che li ha votati. Dal momento che ciò per l’appunto non avviene, dovrebbe quindi essere spontaneo domandarsi gli interessi di chi sta servendo la classe politica, ed è in questo che le parole appena citate e riportate sono ancora attuali, forse oggi pure più che allora. La risposta a questa discrepanza tra cittadinanza e politica risiede nel conflitto di classe, a cui però non si fa mai menzione come possibile causa.
Ricordo vagamente come in certi luoghi assumivano legalmente le persone e poi li obbligavano a ridargli indietro parte dello stipendio versato.
Secondo voi quanti proveranno a farlo appena metteranno in atto questa roba?
Ma prendiamo il caso di uno che ora guadagna 1200 euro al mese venendo sfruttato. Domani col salario minimo si troverà a guadagnare la stessa cifra perché il suo stipendio è già sopra il minimo, continuerà a venire sfruttato, ma lavoratori che col sistema attuale vengono retribuiti meno si troveranno a guadagnare come lui, magari con responsabilità o skills inferiori. Non avrebbe più senso un aumento percentuale per tutti quanti?
Dovrebbero essere netti quei 9 euro, non è assolutamente rapportato al costo della vita.
Più la manovra andrebbe fatta rispettare con, udite udite, DEI CONTROLLI.
Sondaggio swag
Salario minimo e l’obbligo che venga applicato a qualsiasi lavoratore, che sia stagista, apprendista ecc. Pensare che c’è gente che viene pagata legalmente così poco da non potersi mantenere con il proprio stipendio fa vomitare. 1200 netti minimo per chi lavora full time 40 ore a settimana, nessuna deroga.
Iniziate ad abbassare le tasse, perché un aumento salariale, con le tasse attuali, crea solo attrito verso il progresso economico. Le tasse sono troppo alte in Italia.
Ok ragazzi ora giochiamo ad indovinare: secondo voi (almeno) l’86% dei parlamentari da che parte dell’opinione si trovano?
…e perché proprio la parte del non fare un cazzo di nulla in cui solo il 14% ci crede?
Ottimo modo per comprimere ancora più in basso gli stipendi, soprattutto quelli bassi.
Ma tanto non cambia niente, se aumentano lo stipendio minimo il datore di lavoro segna meno ore e te ne fa fare di più. Il problema è proprio la culura del lavoro in italia dove sembra quasi che il tuo datore di lavoro ti faccia un favore ad assumerti quando nel resto del mondo il datore di lavoro è grato al suo staff e lo forma e lo valorizza. In italia pretendono che entri con 600/800€ al mese con la speranza di fare carriera ma quello che succede è che ti pagano il minimo fino a che non trovi di meglio o te ne vai perchè la mentalità media dell’imprenditore è “Di disperati che lavorano per 600€ al mese sai quanti ne trovo?”
Pro: si alza il salario minimo di alcuni contratti pirata.
Contro: probabile appiattimento verso il basso dei ccnl che hanno il minimo tabellare più alto.
Controproposta: leghi il salario minimo di tutti i contratti al minimo tabellare dei maggiori ccnl (metalmeccanico, commercio e non so quale altro) secondo una formula da definire. Edit: così si alzerebbe anche in automatico
non serve a un cazzo, al mondo serve un salario MASSIMO, fatto quello la povertà smette di esistere in un attimo
Per chi fosse interessato, Possibile sta [raccogliendo firme](https://www.possibile.com/salariominimo/) per una proposta di legge di iniziativa popolare in tema.
Anche se qui su /r/italy il salario minimo sembra la panacea di tutti i mali del mondo del lavoro italiano, la realtà è (come sempre) più complessa:
Se il tuo full time non vale 1600 euro lordi al mese, allora è un lavoro che non dovrebbe esistere –> il problema è il tuo business o come lo gestisci, non il lavoratore.
Un minimo di 1200 netti al mese, a parer mio, è davvero la base in un Paese come l’Italia
Va be’ il 96% è favorevole allo ius primae noctis (che per inciso non esiste)
Da notare che l’Italia è anche uno dei pochi paesi europei dove non esiste il salario minimo.
Comunque a chi interessasse Possibile (sì, il partito di Civati, si esiste ancora, sorprende sempre tutti) sul proprio sito sta raccogliendo firme per una proposta di legge a riguardo
Edit: tra l’altro siamo l’unico paese in Europa dove i salari sono diminuiti anziché aumentare negli ultimi anni
Il concetto di salario minimo si può declinare in vari modi, se imponi un salario minimo di 5 euro/ora hai un effetto, se ne imponi uno di 10 ne hai un altro, con 15 euro/ora hai un altro effetto ancora.
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Uso questo link, al posto del Fatto Quotidiano e di Repubblica che hanno ripreso il sondaggio in questione, perchè ha dati un po’ più completi.
L’86% si suddivide in 39% che è del tutto favorevole ed il 47% che è favorevole. L’80% di sì si registra in tutti gli schieramenti principali politici: FdI, LN,M5S,PD (in ordine alfabetico).
Il 48% della popolazione, incluso il 54% delle donne, dice che lo stipendio attuale è basso o molto basso.
Segnalo infine che il 47% è in disaccordo sulla motivazione data dai sindacati per essere contro il salario minimo. Sembra assurdo ma i sindacati lottano contro qualcosa che viene dato in quasi ogni Paese.
La domanda solita è: voi cosa ne pensate?
Personalmente vivo in Belgio, dove con costi simili a Milano nel 2019 si aveva uno stipendio minimo di 1,593.80 mensili. In generale noto molto meno disagio e si ha meno paura di fare un salto nel vuoto ed accettare un altro lavoro. Ci sono dei problemi con il lavoro qui (agenzie interinali senza scrupoli, per esempio) ma i soldi di solito non sono uno di questi. Sarei del tutto favorevole: 1600 sono appannaggio di pochi, anche al Nord e con un buon lavoro.
Quelli in grado di farci qualcosa non rientrano in quella percentuale temo
legato all’inflazione, se non vogliamo fini come il minimum wage americano, ma concessioni alla classe lavoratrice nel 2022 do le vuoi vede
Scusate ma i CCNL non definiscono già i minimi?
Appena sveglio ho letto: “sondaggio Swag”
Ma con un salario minimo non aumenterebbe il lavoro in nero? Non credo che all improvviso l’imprenditore della PMI di provincia che paga i dipendenti in molliche di pane decida di mettere tutti in regola e pagarli 1200 al mese.
Altra curiosità che ho sempre avuto, ma le aziende hanno i soldi per all alzare gli stipendi così all improvviso?
Mettiamo che entri in vigore il salario minimo; i ccnl esistenti che fine farebbero? Per aumentare i il proprio salario ci si dovrebbe poi basare sulla contrattazione individuale? Sarebbe possibile un sistema dove ci sono sia salari minimi che i vantaggi della contrattazione collettiva (che comunque dovrebbe essere aggiustata al rialzo)? Questi sono i dubbi che vorrei risolti
Sarei curioso di conoscere le motivazioni del 14% dei lavoratori non favorevoli al salario minimo.
Il problema non è il salario minimo ma il salario nero. Dove c’è nero ci sarà sempre nero,che si facciano regole o no
Forse non tutti lo sanno, ma in realtà il vero motivo per cui in Italia non c’è ancora una legislazione sul salario minimo è proprio a causa delle associazioni sindacali che non desiderano ingerenze legislative sulla questione, preferendo mantenere una sorta di monopolio decisionale. So che è paradossale, però basta vedere la storia di tutte le proposte di legge in tal senso per scoprire le vere ragioni.
Tuttavia, bisogna specificare che, tramite l’art. 36 Cost., la giurisprudenza ha esteso l’applicazione della retribuzione minima prevista nei contratti collettivi anche ai non aderenti alle associazioni stipulanti il contratto stesso, per cui in Italia non è che non esista il salario minimo, semplicemente non è stato definito in modo chiaro e definitivo, è quindi frutto dei contratti collettivi + interpretazioni giurisprudenziali.
Il salario minimo di 9 euro all’ora lordi equivale a 1200 euro netti al mese per un full time. La proposta è ampiamente popolare perché tutti intuitivamente riconoscono che chi lavora a tempo pieno deve potersi mantenere con lo stipendio che guadagna. E al momento ci sono [due milioni di lavoratori](https://europa.today.it/lavoro/salario-minimo-italia-europa.html) che invece prendono meno di ucosì.
Quindi gli elettori M5S sono quelli che sono più d’accordo con lo scetticismo dei sindacati sul salario minimo, eppure il M5S dovrebbe essere il partito che porta il salario minimo in parlamento?
Favorevole, essendo autonomo non mi riguarda, ma è ovvio che alzando i salari a chi guadagna poco fai bene all’economia.
Come con il r.d.c. si andrebbe a dare cash a chi ha bisogni che vengono sempre compressi/rimandati, quindi in pratica questi soldi finirebbero per la maggior parte a far girare l’economia e non risparmiati.
Di per se il salario minimo non è necessario, ci sono altri paesi dove il salario è negoziato con i sindacati e il metodo può funzionare
Il problema si pone quando i sindacati sono inutili e non fanno il loro lavoro, se vogliono essere loro ad alzare i salari, lo facciano, altrimenti un salario minimo diventa necessario
Il salario minimo dovrebbe essere 16 euro ora, change my mind
A me che il salario minimo ci sia va benissimo, comporterebbe però alcune conseguenze:
1. Avere lavoratori a nero sarà ancora più conveniente e, visto che l’Italia ha deciso da decenni di non combattere la questione, significa che molte imprese chiuderanno o si convertiranno al nero.
2. Avere uno stipendio minimo significa togliere ai lavoratori meno capaci la possibilità di costare poco e li condannerebbe alla disoccupazione a vita.
Molto di questo si potrebbe evitare se si decidesse, a livello di Paese, di combattere il nero. Ma purtroppo abbiamo deciso di non farlo.
Colpo di scena: i rappresentanti politici sono slegati dai bisogni e dalla realtà degli elettori che li hanno votati.
Queste sono cose di cui già si discuteva oltre cent’anni fa. Parlando della democrazia borghese Lenin scriveva:
> Agli oppressi è permesso di decidere, una volta ogni qualche anno, quale fra i rappresentanti della classe dominante li rappresenterà e li opprimerà in Parlamento.
E anche qualora un partito dei lavoratori dovesse mai raggiungere il potere, non è da escludere che venga corrotto moralmente dal sistema in cui si gioca lo scontro tra classi
> L’opportunismo oggi dominante educa invece il partito operaio in modo da farne il rappresentante dei lavoratori meglio retribuiti, che si staccano dalle masse, “si sistemano” abbastanza comodamente nel regime capitalistico e vendono per un piatto di lenticchie il loro diritto di primogenitura, rinunciando cioè alla loro funzione di guida rivoluzionaria del popolo nella lotta contro la borghesia.
Su questo abbiamo vissuto in prima mano l’esempio del Movimento 5 Stelle. Sia chiaro, non è mai stato un partito con idee coerenti, e sicuramente non di sinistra nel senso classico del termine, ma la differenza tra il Movimento pre e post elezioni 2018 è sotto gli occhi di tutti. La critica che più gli è stata ripetuta durante quei mesi è stata infatti di essersi “istituzionalizzato”, di essere diventato anch’esso parte “della casta” (per usare il vocabolario grillino). Oppure, in un arco di tempo assai più lungo, si può guardare a come si è passati dal PCI duro e puro, al PCI del compromesso, alle varie declinazioni di democratici di sinistra che si sono susseguite dopo la prima repubblica, fino ad arrivare al PD di oggi, che di sinistra non ha più nulla.
Prima che però si giustifichino le mancanze, le aberrazioni, e le oppressioni del sistema attuale ripetendo fino alla nausea che non ci sono alternative, e che questo è il meglio che il mondo ha da offrire, riprendo ancora un passaggio di Lenin, in cui lui stesso ammette senza problemi che
> Noi siamo per la repubblica democratica, in quanto essa è, in regime capitalista, la forma migliore di Stato per il proletariato, ma non abbiamo il diritto di dimenticare che la sorte riservata al popolo, anche nella più democratica delle repubbliche borghesi, è la schiavitù salariata.
Per inquadrare meglio il pensiero di Lenin, che si rifà direttamente a Marx, bisogna ricordare che i due ritenevano lo stato
> Il prodotto e la manifestazione degli antagonismi inconciliabili tra classi
Nonché
> L’organo del dominio di classe, un organo di oppressione di una classe da parte dell’altra; è la creazione di un ordine che legalizza e consolida questa oppressione, moderando il conflitto fra le classi.
Se però per alcuni i pensatori di sinistra sono in effetti troppo di sinistra, cito allora un altro filosofo di tutt’altra campana. Nietzsche parlando dello stato usava termini ancora più aspri di quelli usati da Lenin e Marx, tanto da farli passare quasi per dei moderati:
> Ho usato la parola «Stato»: va da sé a quale intendo, con ciò, alludere: un qualsiasi branco d’animali da preda, una razza di conquistatori e di padroni che, guerrescamente organizzata e con la forza di organizzare, pianta senza esitazione i suoi terribili artigli su una popolazione forse enormemente superiore di numero, ma ancora informe, ancora errabonda. In questo modo ha inizio sulla terra lo «Stato»: penso sia liquidata quella fantasticheria che lo faceva cominciare con un «contratto».
Tutto questo sfocia in un senso di impotenza che viene palesato alle urne, in una sempre crescente disaffezione dalla vita politica (leggasi: sempre più astenuti), che, per inciso, anch’esso non è un fenomeno che si è scoperto solo adesso.
Assistiamo ora ad una misura totalmente realizzabile richiesta dalla stragrande maggioranza degli italiani, trasversalmente ai partiti di riferimento, ragione per cui la politica non dovrebbe avere motivo d’indecisione o di litigio su di essa. Questa però non viene concessa ugualmente dai rappresentati eletti democraticamente, e che per questo si suppone almeno in teoria che dovrebbero servire gli interessi della popolazione che li ha votati. Dal momento che ciò per l’appunto non avviene, dovrebbe quindi essere spontaneo domandarsi gli interessi di chi sta servendo la classe politica, ed è in questo che le parole appena citate e riportate sono ancora attuali, forse oggi pure più che allora. La risposta a questa discrepanza tra cittadinanza e politica risiede nel conflitto di classe, a cui però non si fa mai menzione come possibile causa.
Ricordo vagamente come in certi luoghi assumivano legalmente le persone e poi li obbligavano a ridargli indietro parte dello stipendio versato.
Secondo voi quanti proveranno a farlo appena metteranno in atto questa roba?
Ma prendiamo il caso di uno che ora guadagna 1200 euro al mese venendo sfruttato. Domani col salario minimo si troverà a guadagnare la stessa cifra perché il suo stipendio è già sopra il minimo, continuerà a venire sfruttato, ma lavoratori che col sistema attuale vengono retribuiti meno si troveranno a guadagnare come lui, magari con responsabilità o skills inferiori. Non avrebbe più senso un aumento percentuale per tutti quanti?
Dovrebbero essere netti quei 9 euro, non è assolutamente rapportato al costo della vita.
Più la manovra andrebbe fatta rispettare con, udite udite, DEI CONTROLLI.
Sondaggio swag
Salario minimo e l’obbligo che venga applicato a qualsiasi lavoratore, che sia stagista, apprendista ecc. Pensare che c’è gente che viene pagata legalmente così poco da non potersi mantenere con il proprio stipendio fa vomitare. 1200 netti minimo per chi lavora full time 40 ore a settimana, nessuna deroga.
Iniziate ad abbassare le tasse, perché un aumento salariale, con le tasse attuali, crea solo attrito verso il progresso economico. Le tasse sono troppo alte in Italia.
Ok ragazzi ora giochiamo ad indovinare: secondo voi (almeno) l’86% dei parlamentari da che parte dell’opinione si trovano?
…e perché proprio la parte del non fare un cazzo di nulla in cui solo il 14% ci crede?
Ottimo modo per comprimere ancora più in basso gli stipendi, soprattutto quelli bassi.
Ma tanto non cambia niente, se aumentano lo stipendio minimo il datore di lavoro segna meno ore e te ne fa fare di più. Il problema è proprio la culura del lavoro in italia dove sembra quasi che il tuo datore di lavoro ti faccia un favore ad assumerti quando nel resto del mondo il datore di lavoro è grato al suo staff e lo forma e lo valorizza. In italia pretendono che entri con 600/800€ al mese con la speranza di fare carriera ma quello che succede è che ti pagano il minimo fino a che non trovi di meglio o te ne vai perchè la mentalità media dell’imprenditore è “Di disperati che lavorano per 600€ al mese sai quanti ne trovo?”
Pro: si alza il salario minimo di alcuni contratti pirata.
Contro: probabile appiattimento verso il basso dei ccnl che hanno il minimo tabellare più alto.
Controproposta: leghi il salario minimo di tutti i contratti al minimo tabellare dei maggiori ccnl (metalmeccanico, commercio e non so quale altro) secondo una formula da definire. Edit: così si alzerebbe anche in automatico
non serve a un cazzo, al mondo serve un salario MASSIMO, fatto quello la povertà smette di esistere in un attimo
Per chi fosse interessato, Possibile sta [raccogliendo firme](https://www.possibile.com/salariominimo/) per una proposta di legge di iniziativa popolare in tema.
Anche se qui su /r/italy il salario minimo sembra la panacea di tutti i mali del mondo del lavoro italiano, la realtà è (come sempre) più complessa:
https://phastidio.net/2022/05/24/salario-minimo-spremuta-di-produttivita/
Se il tuo full time non vale 1600 euro lordi al mese, allora è un lavoro che non dovrebbe esistere –> il problema è il tuo business o come lo gestisci, non il lavoratore.
Un minimo di 1200 netti al mese, a parer mio, è davvero la base in un Paese come l’Italia
Va be’ il 96% è favorevole allo ius primae noctis (che per inciso non esiste)
Da notare che l’Italia è anche uno dei pochi paesi europei dove non esiste il salario minimo.
Comunque a chi interessasse Possibile (sì, il partito di Civati, si esiste ancora, sorprende sempre tutti) sul proprio sito sta raccogliendo firme per una proposta di legge a riguardo
Edit: tra l’altro siamo l’unico paese in Europa dove i salari sono diminuiti anziché aumentare negli ultimi anni
Il concetto di salario minimo si può declinare in vari modi, se imponi un salario minimo di 5 euro/ora hai un effetto, se ne imponi uno di 10 ne hai un altro, con 15 euro/ora hai un altro effetto ancora.