Per Luca Sofri non esistono veri Putiniani ma solo adesioni contingenti e di facciata

9 comments
  1. Secondo Sofri la definizione di Putiniano non si può applicare a nessuno dei soggetti o gruppi di persone tacciate di simpatizzare per Putin, perché la loro è puramente un’adesione opportunistica e superficiale legata a motivi prettamente di politica interna.

    Secondo voi corrisponde al vero? A livello di politica estera forse sì, non esiste un fronte interno, a parte qualche cane sciolto tipo Paragone, veramente disposto ad abbandonare l’alleanza atlantica per un ipotetico nuovo patto di Varsavia o fronte delle dittature russo – cinese, ma a livello di valori e impostazione dello stato, siamo sicuri? Perchè in tema di diritti individuali e politici mi sembra che le azioni (o mancanza di) di Putin corrispondano molto spesso a quello che vorrebbero accadesse qui in Italia a donne, comunità LGBT, stampa, etc.

    Ed è risaputo che una grossa fetta di popolazione ha latente un desiderio di avere un uomo forte al comando che scavalchi gli impicci di un sistema democratico parlamentare.

    Magari non sarà un’ideologia organizzata ma direi che sia quanto meno una comunione d’idee a pelle.

  2. Una fetta di essi segue la definizione di Sofri, ma molti invece supportano Putin perchè… Bho che ne so io, gli piace farsi cavalcare da un uomo con il frontone

  3. >Ma in realtà si tratta del risultato di valutazioni di interesse individuale di varia scala, assai più riflettute e micragnose: da quelle più concrete ed economiche, a quelle che ambiscono ad appoggi politici, a quelle in cerca di lettori e di ascolti, alle vanità personali, al bastiancontrarianesimo, al dico-l’opposto-di-quelli-che-non-sopporto, ai “mi si nota di più”. Non ci sono “putiniani”, in giro: ci sono persone che in ruoli diversi – persino nella loro quotidiana necessità di affermazione di sé nei propri piccoli spazi – usano l’aggressione russa per rosicchiare soddisfazioni di queste necessità, argomentando creativamente e ingannevolmente a favore di Vladimir Putin, o spostando altrove le discussioni (sul premiato modello di “parlateci di Bibbiano”). Raggranellatori di piccoli gruzzoletti che si fingono vittime, presunti censurati col megafono, saputi esibitori di cinismo.

    Il pezzo di Sofri è condivisibile ma anche abbastanza generico da poter essere applicato a qualunque cosa. In TV e sui quotidiani, così come sui social, la quantità di narcisismo e bastiancontrarianesimo è bella alta in generale. A questo punto potresti usarla per spiegare qualunque posizione.

    Inoltre sulla visione della democrazia in Italia parecchio distorta da parte di alcuni esponenti politici e giornalisti non glisserei così tanto. La questione merita un approfondimento migliore direi.

    Secondo me la cosa più interessante sul presunto scontro pacifisti-interventisti in merito alla guerra in Ucraina l’ha scritta [Zuolo su Valigia Blu](https://www.valigiablu.it/pacifismo-guerra-ucraina/) andando un po’ più a fondo nella questione.

  4. Chiariamo una cosa, in questi mesi si e’ sentito tacciare di “putiniano” chiunque avanzasse dubbi o critiche anche blande sulla reazione occidentale alla crisi Ucraina.

    Si tratta di un mezzo retorico per mettere gli interlocutori all’angolo e constrigerli alla difensiva un po come il caro vecchio “comunisti” che Berlusconi ha usato per vent’anni ad ogni critica che lo toccasse.

    Per le elite occidentali ed i loro megafoni (cioe’ i media mainstream) ogni critica al Patto Atlantico non e’ accettabile perche’ puo’ far nascere crepe interne all’alleanza che si sa come iniziano ma non come possono finire. Insomma, non sia mai che qualcuno cominci a pensare che continuare a fare gli zerbini USA non sia poi una cosa sempre cosi’ positiva.

  5. Putin era, ed è, un modello per l’estrema destra (anche leghista, es. l’ex sindaco lega di Rovigo che aveva scritto che avrebbe chiesto l’aiuto di Putin se il governo non gli mandava i militari) e lo è per motivi ideologici profondi.

    Sorprendentemente, esiste un area di sinistra (stalinista) che supporta Putin e lo si è visto soprattutto in occasione della guerra.

    In entrambi i casi non mi sembra che lo facciano in maniera opportunistica, come invece Salvini e parte dei 5S.

  6. Suvvìa, per quanto io sia un abbonato del Post e per quanto non sia per nulla favorevole alla causa (?) russa, è scandalosamente fastidioso l’alone di presunta superiorità morale dei giornalisti e (vice)direttori del post.

  7. Secondo me c’è anche un altro fattore da considerare:

    C’è una parte di popolazione che non approva o non si trova a proprio agio con la modernità e tutto ciò che ne consegue (cambiamento dello stile di vita, diritti civili, alfabetizzazione tecnologica etc).

    Ebbene IMHO Putin è un punto di riferimento globale (insieme ai neo-con) per chi sposa questo pensiero anti-modernista.

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