Cos’è questa storia del pilota di ITA licenziato per un presunto colpo di sonno

15 comments
  1. ITA Airways, la compagnia aerea che dallo scorso ottobre ha preso il posto di Alitalia, ha licenziato il comandante del volo AZ609 partito il 30 aprile da New York e diretto all’aeroporto Roma Fiumicino perché per diversi minuti non ha risposto alle chiamate del centro radar di Marsiglia. Secondo fonti dell’azienda sentite da Repubblica, sia il comandante sia il primo ufficiale si sarebbero addormentati per alcuni minuti.

  2. Non mi sembra un problema addormentarsi per qualche minuto durante la crociera. L’auto pilota fa tutto.

    Edit:
    Avevo capito che fosse solo uno addormentato

  3. La maggior parte del tempo l’aereo vola col pilota automatico, specialmente le tratte lunghe.

    Ovviamente possono riposare, ma almeno uno dei due deve restare sveglio in caso di emergenza o per comunicazioni.

    Sicuramente si saranno appisolati tutti e due, e non rispondendo alle chiamate con i tempi che corrono dal controllo si saranno allarmati.

    Il pilota licenziato sara’ stato quello che aveva il turno di stare sveglio.

    Qui c’è una spiegazione piu’ accurata:

    https://www.fanpage.it/attualita/si-un-pilota-di-linea-puo-dormire-mentre-e-ai-comandi-di-un-aereo-il-generale-landi-spiega-perche/

  4. >Durante l’indagine interna che è seguita all’episodio, **il comandante ha negato di essersi addormentato: ha spiegato di essere stato sempre sveglio e vigile durante il volo e di non aver risposto al centro radar di Marsiglia a causa di un’avaria del sistema di comunicazione radio. Nelle ultime settimane i tecnici di ITA hanno esaminato l’Airbus A330 e le attrezzature presenti nella cabina di pilotaggio senza trovare anomalie.** «La nostra indagine interna ha individuato un comportamento non conforme alle procedure in vigore da parte del comandante sia durante il volo che una volta atterrato», ha spiegato ITA in una nota.

    Premesso che è tutto da accertare, un conto è licenziare qualcuno perchè si sarebbe addormentato, un altro è farlo perchè avrebbe mentito per pararsi il culo.

  5. > ITA assicura che in volo è sempre stato garantito il massimo livello di sicurezza per i passeggeri.

    Ma se è sempre stato garantito il massimo livello di sicurezza per i viaggiatori, perché licenziare il comandante?

    Mi sembra quella scena di Codice d’Onore, dove Tom Cruise chiede a Jack Nicholson “se era stato ordinato ai commilitori di non toccare il soldato Santiago, perché doveva essere trasferito?”

  6. Non c’era stato un AMA di un pilota di linea qualche tempo fa? Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa

  7. [OT] Ma cos’è questa storia dei titoli del Post che iniziano sempre con “cos’è questa storia”?

  8. “Secondo la ricostruzione del quotidiano Domani, i piloti non avrebbero risposto per un periodo di tempo più lungo: un’ora e dodici minuti. Domani ha sentito alcuni piloti di ITA che spiegano l’episodio con la cattiva gestione del personale: il pilota, al quarto turno mensile sulla tratta Roma-New York, sarebbe stato molto stanco.

    **Inoltre sarebbe stato promosso da poco dai voli a medio raggio a quelli a lungo raggio, più impegnativi, senza un corso di preparazione adeguato.**

    **Domani rileva poi che il personale di ITA sarebbe appena sufficiente per assicurare turni per 45 aerei, e non per i 54 attualmente in servizio.**

    Inoltre secondo l’indagine del quotidiano i turni sarebbero molto impegnativi e i giorni di riposo soltanto 7 al mese, contro i 10 previsti all’epoca di Alitalia.”

    Se è vero quello dichiarato in grassetto è abbastanza grave.

  9. Essendo un volo da più di 8 ore non dovrebbero esserci di regola 3 piloti a bordo? E due devono essere sempre ai comandi mentre il terzo riposa?

  10. Dopo aver letto l’articolo vi dico la mia da responsabile di cabina (o purser, o capo steward o come preferite) – premesso che lavoro per un’altra compagnia aerea, e che non conosco le procedure di ITA ma che non credo siano poi tanto diverse dalle nostre.

    Innanzitutto, le regole (almeno da noi): durante il volo io chiamo sempre i piloti ogni ~20 minuti, nel caso avessero bisogno di qualcosa (cibo, bevande, bagno, etc.) ma anche per accertarmi che siano entrambi svegli. Il *controlled rest* (riposo controllato) di cui si parla nell’articolo prevede che uno dei due piloti dorma mentre l’altro resta vigile e ai comandi da solo. Inoltre i piloti mi contattano prima di iniziare il riposo, di modo che – a contrario di quanto riportato dall’articolo – io *smetta* di chiamarli perché lo squillo del telefono è fastidioso e può svegliare il pilota. Invece facciamo al contrario, ovvero è il pilota che rimane sveglio a chiamarmi ogni ~20 minuti. Se non ricevo nessuna telefonata entro l’orario stabilito allora torno a contattarli io per accertarmi che non si siano addormentati entrambi. E queste sono le regole dove lavoro io.

    Ora, la realtà: succede molto spesso che i comandanti piú anziani, nei voli piú lunghi e/o notturni, passino quasi l’intero volo dormendo (che non dovrebbero fare, perché dovrebbe essere un’eccezione e non una routine e inoltre ci sono dei limiti di tempo oltre i quali non dovresti piú dormire per non cadere in sonno profondo). Inoltre, succede piú spesso di quanto immaginiate che mentre uno dei due piloti sta dormendo anche l’altro si addormenti per qualche minuto, che nel 99,99999% dei casi non è un problema perché uno dei due se ne accorge dopo poco (anche se ovviamente va evitato).

    Infine, la mia opinione su quanto successo: ci sono tante incertezze e mancano dettagli. Trovo improbabile che siano veramente stati in silenzio radio per un’ora e dodici minuti per due motivi: 1) credo che avrebbero lanciato i caccia ben prima invece di tenerli semplicemente pronti, e 2) il mio collega a bordo dovrebbe essere un coglione di prim’ordine (scusate il francesismo) perché dopo la prima volta che non mi rispondono al telefono (che ogni tanto capita se sono particolarmente indaffarati), faccio un altro tentativo dopo un paio di minuti e se non rispondono di nuovo cerco di entrare in cabina di pilotaggio, altro che aspettare un’ora e un quarto, follia. Al contrario di quanto riportato dall’articolo noi assistenti di volo abbiamo una maniera di entrare in cabina di pilotaggio apposta per situazioni come questa e/o di malore di entrambi i piloti.

    Fra l’altro ho anche lavorato nell’OCC (Operation Control Centre) della mia compagnia in passato e per fortuna nessuno mi ha mai chiamato dicendomi di non riuscire a contattare uno dei nostri aerei, ma quando sorgevano problemi i primi a contattarmi erano altri nostri aerei nelle vicinanze tramite ACARS che stavano ascoltando le conversazioni radio, non certo i controllori. Se erano già a Marsiglia avranno pur avuto qualcun altro nei dintorni?

  11. >La compagnia aerea ha detto di aver licenziato il comandante a causa di «una condotta professionale non coerente alle norme comportamentali e lavorative dettate dalla compagnia che il personale è tenuto a seguire in modo rigoroso, e **soprattutto di forti incongruenze tra le dichiarazioni rese dal comandante e l’esito delle investigazioni interne**»

    Ottimo incipit per una nuova puntata di Disastri ad alta quota

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