Secondo lo studio, 1uello degli utenti che piratano perché usufruire di materiale legale è troppo costoso è un assioma che mostra fin troppo spesso la corda. L’aspetto economico incide, ma esistono anche fattori socio-culturali ancora duri a morire.
basta scegliere una “fonte” sufficientemente vaga e selezionare i dati che meglio si applicano alla propria tesi e puoi confermare qualsiasi ipotesi iniziale.
E quindi?
Corpo di mille balene!! Questi topi di sentina stanno dando dei pirati a me ed alla ciurma!
Sarà che l’economia dei contenuti va di pari passo con quella mondiale, ma in Italia siamo indietro e indietreggiamo ulteriormente…
Comunque se prima per “vedere” bastavano Stream, Sky, o Mediaset Premium, ora devi avere anche Netflix, Prime Video, Disney Channel e chi più ne ha più ne metta…
Ovvio che qualcosa devi per forza rimediarlo.
Bene
Lo ammetto: ho partecipato al sondaggio e ho selezionato proprio quell’opzione.
Non mi sorprendo del risultato.
Io sono già allo step successivo: perché piratarlo se è il solito spottone woke?
Esattamente il mio modo di ragionare, potrei permettermi perfettamente di pagare 4 abbonamenti e un gioco al mese ma perchè devo farlo se posso averlo gratis?
>Piracy is a service problem
Newell, Gabe
Onestamente, è scandaloso che la gente usi client torrent open source come qBittorrent per scaricare film, giochi e software piratati da siti come rutracker, RARBG.to, 1337x.to, o chissà quali altri siti indicati sulla wiki di /r/Piracy.
È anche scandaloso che queste stesse persone usino software come kodi per organizzarsi tutta la propria libreria mediatica personale su tutti i dispositivi.
Che dire invece di tutti i pessimi lettori pirata che vanno su zlibrary o, ancora peggio, su sci-hub o libgen a scaricare testi accademici. Per poi caricarseli aggratis convertiti nel formato giusto sul proprio kindle o kobo usando software open source come Calibre.
Per non parlare poi di tutti quei pessimi individui che usano ublock origin per bloccare ogni pubblicità, o dns.adguard.com sul proprio telefono come DNS per un system-wide block. O magari pure usano NewPipe e Sponsorblock per tenere youtube libero da pubblicità, così come usano wrapper di reddit come Boost senza ads, o Instander per instagram senza ads, o Frost per facebook senza ads.
Ancora più pessimi sono gli expat italiani che, volendo mantenere il conforto della propria madre patria, fanno rimbalzare il proprio segnale sul proprio router in italia usando un raspberry pi con una piccola alchimia di PiVPN, potenziato con PiHole.
Davvero signora mia, dove mai andremo a finire.
Ho controllato l’articolo, sono sempre gli stessi articoli che la SIAE o similari tirano fuori da una ventina di anni, in cui i numeri della pirateria vengono totalmente gonfiati.
Noto che ultimamente si parla di meno del software piratato, probabilmente perche’ il modello di business e’ cambiato
Oh no, anyways
Ahhrrrrrr!
Come Netflix ha dimostrato, se offri un buon servizio, la gente lo paga
Al momento ci sono 30 piattaforme streaming diverse, e non trovi mai quello che vuoi guardare perche’ il materiale e’ frammentato.
E quando trovi quello che vuoi guardare, Netflix ha le stagioni 2 e 3, Prime Video ha la 1 e la 6, e Sky ha la 5
Il motivo per cui la gente ha scelto questi servizi e’ la comodita’: viene a mancare quello, si torna a piratare
Considerando le disponibilità economiche dell’italiano medio e che la maggior parte dei videogiocatori hanno un’età che non gli permette di lavorare; Come si aspetta di avere la possibilità di spendere 50-80 euri per un gioco?
Io ormai compro solo con i saldi di steam. Mi è capitato anche di usare g2a, ma solo quando quei Dev di merda non vogliono scontare il loro gioco o dlc manco dopo mesi/anni e quindi possono fottersi.
Magari hanno speso pure soldi e tempo per fare una ricerca… o l’hanno fatta gratis?
>In chiusura, un’occhiata alla metodologia seguita da Time2Play per la sua inchiesta: sono stati intervistati 1.120 italiani, provenienti da tutte le venti regioni del Belpaese. **L’età va da un minimo di 18 anni ad un massimo di 33,** e il reddito medio degli intervistati supera i poco i 26mila euro.
1120 intervistati in una fascia d’età estremamente ristretta. Non siamo un paese di pirati. Manca tutta la fascia d’età sopra i 33 anni, che costituisce la gran parte della popolazione italiana che non ha le competenze tecniche minime per piratare.
Per me non è tanto il prezzo dello streaming, che è in aumento ma è oggettivamente ancora molto conveniente. È la qualità di riproduzione video che non è altissima, soprattutto avendo connessioni non stabili.
L’alternativa sarebbe scaricare film 4k bluray tramite torrent, ma ovviamente noi non siamo fuorilegge.
Arrr
ARRRGH
~~^(Yotobi basta frequentare questo subreddit)~~
Personalmente pago solo qualcosa su cui sono assolutamente certo di non perdere soldi e tempo.
L’esempio classico è Netflix: E’ sul telefono, non lagga quasi mai, ha un sacco di cose da guardare e si aggiorna periodicamente e soprattutto non costa molto.
Questo discorso vale anche per i videogiochi: Pagare 60 euro per un titolo che ti dura meno di una settimana. C’è chi preferisce aspettare un mesetto e provarlo senza alcun costo. Nessuno ha soldi da buttare in qualcosa che ti dura poco e non ti porta una reale soddisfazione.
La pirateria la combatti offrendo un ottimo servizio e non lucrano su quei tonti che hanno soldi da buttare e non hanno una vera percezione di cosa stiano comprando.
“Se tu mi offri la merda, io preferisco averla gratis”
Se pubblicassi qualcosa su internet sarei il primo a renderlo gratuito e disponibile per tutti ed ovviamente con la possibilità che qualcuno effettivamente lo paghi o faccia una donazione.
Sarebbe così tanto insostenibile un internet del genere?
20 barili di… RUM!
Storia di pirateria scolastica (non classica)
Immaginate un ITIS in Calabria. Senza tessuto industriale non ci sono fondi o collaborazioni private, per non parlare di fondi pubblici regionali, quindi niente oltre la normale attività scolastica.
Ma un giorno una classe di elettronica vinse una gara nazionale di progetti PON, il premio 20 computer fissi di ultima generazione. Ora immaginate il nostro vecchio laboratorio con i computer di 15 anni, che facevano casino all’avvio, con programmi di progettazione superati che pur imparandoli non li ritrovavi nel mondo reale.
“Abbiamo fatto i computer ora dobbiamo fare i programmi” Cit. Ebbene sì amici, andavamo fieri che nei nostri nuovi computer non c’era solo il classico San Andreas crackato, ma anche tutti i programmi AUTOCAD e affini (non c’erano i soldi per comprarli). Due bravi prof si impegnarono e fecero la magia. Arte povera ed un laboratorio nuovo e moderno completamente gratuito.
L’ultimo anno che feci per fortuna un altro bravo insegnante riuscì a far entrare la nostra scuola in un programma di collaborazione con Arduino. Ora ci trovi robottini, droni e stampanti 3d. Il nostro istituto era ed è uno dei migliori dove diverse classi hanno vinto gare nazionali e rappresentato l’Italia in gare internazionali poi se vai a vedere dietro c’è solo arrangiamento. La prossima volta vi racconterò un’altra magia con l’aumento degli iscritti ed in assenza di altre aule, dove ci hanno stipati per tutto il 5o anno.
Io personalmente non ci vedo niente di male con questo, anzi mi da gioia che c’e’ ancora gente un po’ “furba” come ai vecchi tempi (giuro non volevo fare il boomer)
Io ho Netflix, Prime, Disney+ e Spotify. Se uno va a vedere sono tutti servizi abbastanza economici e divisibili con amici e/o parenti.
Ho fatto l’abbonamento a Dazn quest’anno, ma il servizio è pessimo e vogliono togliere la possibilità di dividerlo in due… se ne faranno una ragione ma questi signori da me non riceveranno più un €.
Per il resto, purtroppo certi beni costano davvero tanto.. non solo i videogiochi ma anche libri o fumetti tanto per dire. Bisogna avere un discreto stipendio per permettersi certe passioni. 🙂
Se mi obbligano a fare 800 abbonamenti diversi, forse un minimo se la sono cercata però…
Pago MuBi e Netflix per i film/serie Tidal e brani su Bandcamp per la musica. Se non trovo quello che mi interessa pirato tranquillo.
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Secondo lo studio, 1uello degli utenti che piratano perché usufruire di materiale legale è troppo costoso è un assioma che mostra fin troppo spesso la corda. L’aspetto economico incide, ma esistono anche fattori socio-culturali ancora duri a morire.
basta scegliere una “fonte” sufficientemente vaga e selezionare i dati che meglio si applicano alla propria tesi e puoi confermare qualsiasi ipotesi iniziale.
E quindi?
Corpo di mille balene!! Questi topi di sentina stanno dando dei pirati a me ed alla ciurma!
Arrrrrrrrrr!
Questo,
https://www.vice.com/it/article/d3wgaw/lue-ha-nascosto-un-altro-studio-che-contraddice-la-sua-proposta-sul-copyright
Ma soprattutto questo
https://www.vice.com/it/article/zm3394/perche-la-commissione-europea-non-ha-mai-pubblicato-questo-studio-sulla-pirateria
Sarà che l’economia dei contenuti va di pari passo con quella mondiale, ma in Italia siamo indietro e indietreggiamo ulteriormente…
Comunque se prima per “vedere” bastavano Stream, Sky, o Mediaset Premium, ora devi avere anche Netflix, Prime Video, Disney Channel e chi più ne ha più ne metta…
Ovvio che qualcosa devi per forza rimediarlo.
Bene
Lo ammetto: ho partecipato al sondaggio e ho selezionato proprio quell’opzione.
Non mi sorprendo del risultato.
Io sono già allo step successivo: perché piratarlo se è il solito spottone woke?
Esattamente il mio modo di ragionare, potrei permettermi perfettamente di pagare 4 abbonamenti e un gioco al mese ma perchè devo farlo se posso averlo gratis?
>Piracy is a service problem
Newell, Gabe
Onestamente, è scandaloso che la gente usi client torrent open source come qBittorrent per scaricare film, giochi e software piratati da siti come rutracker, RARBG.to, 1337x.to, o chissà quali altri siti indicati sulla wiki di /r/Piracy.
È anche scandaloso che queste stesse persone usino software come kodi per organizzarsi tutta la propria libreria mediatica personale su tutti i dispositivi.
Che dire invece di tutti i pessimi lettori pirata che vanno su zlibrary o, ancora peggio, su sci-hub o libgen a scaricare testi accademici. Per poi caricarseli aggratis convertiti nel formato giusto sul proprio kindle o kobo usando software open source come Calibre.
Per non parlare poi di tutti quei pessimi individui che usano ublock origin per bloccare ogni pubblicità, o dns.adguard.com sul proprio telefono come DNS per un system-wide block. O magari pure usano NewPipe e Sponsorblock per tenere youtube libero da pubblicità, così come usano wrapper di reddit come Boost senza ads, o Instander per instagram senza ads, o Frost per facebook senza ads.
Ancora più pessimi sono gli expat italiani che, volendo mantenere il conforto della propria madre patria, fanno rimbalzare il proprio segnale sul proprio router in italia usando un raspberry pi con una piccola alchimia di PiVPN, potenziato con PiHole.
Davvero signora mia, dove mai andremo a finire.
Ho controllato l’articolo, sono sempre gli stessi articoli che la SIAE o similari tirano fuori da una ventina di anni, in cui i numeri della pirateria vengono totalmente gonfiati.
Noto che ultimamente si parla di meno del software piratato, probabilmente perche’ il modello di business e’ cambiato
Oh no, anyways
Ahhrrrrrr!
Come Netflix ha dimostrato, se offri un buon servizio, la gente lo paga
Al momento ci sono 30 piattaforme streaming diverse, e non trovi mai quello che vuoi guardare perche’ il materiale e’ frammentato.
E quando trovi quello che vuoi guardare, Netflix ha le stagioni 2 e 3, Prime Video ha la 1 e la 6, e Sky ha la 5
Il motivo per cui la gente ha scelto questi servizi e’ la comodita’: viene a mancare quello, si torna a piratare
Considerando le disponibilità economiche dell’italiano medio e che la maggior parte dei videogiocatori hanno un’età che non gli permette di lavorare; Come si aspetta di avere la possibilità di spendere 50-80 euri per un gioco?
Io ormai compro solo con i saldi di steam. Mi è capitato anche di usare g2a, ma solo quando quei Dev di merda non vogliono scontare il loro gioco o dlc manco dopo mesi/anni e quindi possono fottersi.
Magari hanno speso pure soldi e tempo per fare una ricerca… o l’hanno fatta gratis?
>In chiusura, un’occhiata alla metodologia seguita da Time2Play per la sua inchiesta: sono stati intervistati 1.120 italiani, provenienti da tutte le venti regioni del Belpaese. **L’età va da un minimo di 18 anni ad un massimo di 33,** e il reddito medio degli intervistati supera i poco i 26mila euro.
1120 intervistati in una fascia d’età estremamente ristretta. Non siamo un paese di pirati. Manca tutta la fascia d’età sopra i 33 anni, che costituisce la gran parte della popolazione italiana che non ha le competenze tecniche minime per piratare.
Per me non è tanto il prezzo dello streaming, che è in aumento ma è oggettivamente ancora molto conveniente. È la qualità di riproduzione video che non è altissima, soprattutto avendo connessioni non stabili.
L’alternativa sarebbe scaricare film 4k bluray tramite torrent, ma ovviamente noi non siamo fuorilegge.
Arrr
ARRRGH
~~^(Yotobi basta frequentare questo subreddit)~~
Personalmente pago solo qualcosa su cui sono assolutamente certo di non perdere soldi e tempo.
L’esempio classico è Netflix: E’ sul telefono, non lagga quasi mai, ha un sacco di cose da guardare e si aggiorna periodicamente e soprattutto non costa molto.
Questo discorso vale anche per i videogiochi: Pagare 60 euro per un titolo che ti dura meno di una settimana. C’è chi preferisce aspettare un mesetto e provarlo senza alcun costo. Nessuno ha soldi da buttare in qualcosa che ti dura poco e non ti porta una reale soddisfazione.
La pirateria la combatti offrendo un ottimo servizio e non lucrano su quei tonti che hanno soldi da buttare e non hanno una vera percezione di cosa stiano comprando.
“Se tu mi offri la merda, io preferisco averla gratis”
Se pubblicassi qualcosa su internet sarei il primo a renderlo gratuito e disponibile per tutti ed ovviamente con la possibilità che qualcuno effettivamente lo paghi o faccia una donazione.
Sarebbe così tanto insostenibile un internet del genere?
20 barili di… RUM!
Storia di pirateria scolastica (non classica)
Immaginate un ITIS in Calabria. Senza tessuto industriale non ci sono fondi o collaborazioni private, per non parlare di fondi pubblici regionali, quindi niente oltre la normale attività scolastica.
Ma un giorno una classe di elettronica vinse una gara nazionale di progetti PON, il premio 20 computer fissi di ultima generazione. Ora immaginate il nostro vecchio laboratorio con i computer di 15 anni, che facevano casino all’avvio, con programmi di progettazione superati che pur imparandoli non li ritrovavi nel mondo reale.
“Abbiamo fatto i computer ora dobbiamo fare i programmi” Cit. Ebbene sì amici, andavamo fieri che nei nostri nuovi computer non c’era solo il classico San Andreas crackato, ma anche tutti i programmi AUTOCAD e affini (non c’erano i soldi per comprarli). Due bravi prof si impegnarono e fecero la magia. Arte povera ed un laboratorio nuovo e moderno completamente gratuito.
L’ultimo anno che feci per fortuna un altro bravo insegnante riuscì a far entrare la nostra scuola in un programma di collaborazione con Arduino. Ora ci trovi robottini, droni e stampanti 3d. Il nostro istituto era ed è uno dei migliori dove diverse classi hanno vinto gare nazionali e rappresentato l’Italia in gare internazionali poi se vai a vedere dietro c’è solo arrangiamento. La prossima volta vi racconterò un’altra magia con l’aumento degli iscritti ed in assenza di altre aule, dove ci hanno stipati per tutto il 5o anno.
Io personalmente non ci vedo niente di male con questo, anzi mi da gioia che c’e’ ancora gente un po’ “furba” come ai vecchi tempi (giuro non volevo fare il boomer)
Io ho Netflix, Prime, Disney+ e Spotify. Se uno va a vedere sono tutti servizi abbastanza economici e divisibili con amici e/o parenti.
Ho fatto l’abbonamento a Dazn quest’anno, ma il servizio è pessimo e vogliono togliere la possibilità di dividerlo in due… se ne faranno una ragione ma questi signori da me non riceveranno più un €.
Per il resto, purtroppo certi beni costano davvero tanto.. non solo i videogiochi ma anche libri o fumetti tanto per dire. Bisogna avere un discreto stipendio per permettersi certe passioni. 🙂
Se mi obbligano a fare 800 abbonamenti diversi, forse un minimo se la sono cercata però…
Pago MuBi e Netflix per i film/serie Tidal e brani su Bandcamp per la musica. Se non trovo quello che mi interessa pirato tranquillo.
è culturale, non me lo so dire