>Fabio Ridolfi, un uomo di 46 anni da 18 immobilizzato a causa di una
patologia irreversibile, ha deciso con un messaggio reso pubblico di
morire tramite la sedazione profonda e continua, pratica prevista dalla
legge sul testamento biologico del 2017. Ridolfi aveva chiesto
all’Azienda sanitaria delle Marche di poter accedere al suicidio
assistito, in base alla sentenza del 2019 della Corte Costituzionale sul
caso di Fabiano Antoniani, più noto come dj Fabo, ma benché sia stato
stabilito che Ridolfi abbia i requisiti per accedere legalmente al
suicidio assistito, non è mai stato indicato un parere sul farmaco e
sulle relative modalità della sua somministrazione.
“Ho tutte le condizioni per essere aiutato a morire. Ma lo Stato mi ignora”
*Inno di Italia intensifies!*
Credo che sia la cosa migliore, hanno sofferto abbastanza la famiglia e lui specialmente.
Abbiamo davvero bisogno di una legge sul fine vita, magari tenendo fuori quell’omino vestito di bianco che abita in centro a Roma. Lui è ‘fortunato’ che può esprimere una volontà. Quanti nelle sue condizioni non possono? Quanti sono condannati a vegetare per anni, decenni?
una mia cara amica decise di andarsene proprio cosi’…
che la terra ti sia lieve Fabio.
> La differenza sostanziale tra la sedazione profonda e continua e il suicidio assistito sono i tempi: con quest’ultimo la morte è immediata, mentre con la sedazione profonda e continua il percorso che porta alla morte può durare anche diversi giorni
E le istutizioni nel loro vergognoso immobilismo hanno scelto la seconda. Quest’uomo ha speso 18 anni paralizzato in un letto. Una fine che non si augurerebbe a nessuno, nemmeno a dei cialtroni disumani come quelli della ASL Marche. La gravità di questa situazione è inquantificabile e ci riguarda tutti.
È la cosa migliore per tutti
Questo paese fa schifo al cazzo n°98399383929
Ogni volta che penso a tutto il dolore che provano queste persone e quanto esso venga inutilmente prolungato dalla burocrazia mi viene solo da piangere.
Tanta compassione e speriamo che qualsiasi cosa ci sia dopo, anche se soltanto un ovattato oblio, porti pace a queste persone.
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>Fabio Ridolfi, un uomo di 46 anni da 18 immobilizzato a causa di una
patologia irreversibile, ha deciso con un messaggio reso pubblico di
morire tramite la sedazione profonda e continua, pratica prevista dalla
legge sul testamento biologico del 2017. Ridolfi aveva chiesto
all’Azienda sanitaria delle Marche di poter accedere al suicidio
assistito, in base alla sentenza del 2019 della Corte Costituzionale sul
caso di Fabiano Antoniani, più noto come dj Fabo, ma benché sia stato
stabilito che Ridolfi abbia i requisiti per accedere legalmente al
suicidio assistito, non è mai stato indicato un parere sul farmaco e
sulle relative modalità della sua somministrazione.
“Ho tutte le condizioni per essere aiutato a morire. Ma lo Stato mi ignora”
*Inno di Italia intensifies!*
Credo che sia la cosa migliore, hanno sofferto abbastanza la famiglia e lui specialmente.
Abbiamo davvero bisogno di una legge sul fine vita, magari tenendo fuori quell’omino vestito di bianco che abita in centro a Roma. Lui è ‘fortunato’ che può esprimere una volontà. Quanti nelle sue condizioni non possono? Quanti sono condannati a vegetare per anni, decenni?
una mia cara amica decise di andarsene proprio cosi’…
che la terra ti sia lieve Fabio.
> La differenza sostanziale tra la sedazione profonda e continua e il suicidio assistito sono i tempi: con quest’ultimo la morte è immediata, mentre con la sedazione profonda e continua il percorso che porta alla morte può durare anche diversi giorni
E le istutizioni nel loro vergognoso immobilismo hanno scelto la seconda. Quest’uomo ha speso 18 anni paralizzato in un letto. Una fine che non si augurerebbe a nessuno, nemmeno a dei cialtroni disumani come quelli della ASL Marche. La gravità di questa situazione è inquantificabile e ci riguarda tutti.
È la cosa migliore per tutti
Questo paese fa schifo al cazzo n°98399383929
Ogni volta che penso a tutto il dolore che provano queste persone e quanto esso venga inutilmente prolungato dalla burocrazia mi viene solo da piangere.
Tanta compassione e speriamo che qualsiasi cosa ci sia dopo, anche se soltanto un ovattato oblio, porti pace a queste persone.