
Gli studenti ucraini arrivati in Italia dopo l’invasione potranno essere ammessi alle classi successive anche in mancanza dei requisiti necessari ed essere esonerati dagli esami di Stato – Il Post

Gli studenti ucraini arrivati in Italia dopo l’invasione potranno essere ammessi alle classi successive anche in mancanza dei requisiti necessari ed essere esonerati dagli esami di Stato – Il Post
15 comments
Come da titolo, gli studenti ucraini di scuole elementari, medie e superiori arrivati in Italia dal 24 febbraio potranno passare all’anno successivo senza i requisiti minimi richiesti.
Gli studenti delle superiori avranno un piano didattico individuale, che dovrebbe servire a integrare gli insegnamenti persi.
Gli studenti di terza media potranno iscriversi alle superiori senza esame, mentre quelli di quinta superiore otterranno un certificato che gli permetterà di ripetere l’anno.
Ho letto molte polemiche su instagram, soprattutto – purtroppo – da miei coetanei, probabilmente causato anche dallo scarso livello di informazione data dai social (gente che legge solo il titolo, o pagine che danno l’informazione solo con solo il titolo).
Personalmente la ritengo una scelta giusta in quanto i 3 mesi persi (marzo-maggio) verranno ripresi durante l’estate. Inoltre non tutte le materie sono propedeutiche, quindi il ripasso può concentrarsi su materie di indirizzo e su argomenti richiesti l’anno prossimo. Perdere un anno può essere un grave danno, sia psicologico che non, ed è giusto dare questa possibilità.
Mi fa pensare che questa decisione sia stata presa con in mente il fatto che questi bambini prima o poi torneranno in Ucraina e non si integreranno in Italia, altrimenti sarebbe nell’interesse dello stato far sì che si certifichi che ricevano un livello adeguato di istruzione. È un pochino un modo per dire “noi vi facciamo finire il percorso di studi, ma poi è affare dell’Ucraina decidere se siete ben istruiti o no”.
Comunque mi piacerebbe capire in che modo dei bambini che non sanno l’Italiano e che non sono in età da sapere l’inglese riceveranno degli insegnamenti in un paese dove non si parla la loro lingua.
[removed]
Nel liceo dove lavora un mio parente sono arrivati 3 liceali Ucraini. Uno sa solo l’Ucraino, uno sa Inglese e Ucraino, uno sa Italiano e Ucraino. Ai professori è chiesto di valutarli nelle materie, come non si sa, visto che seguono lezioni solo in italiano.
Uno di questi tre ha chiesto di poter essere messo in contatto con gli altri 2 studenti e gli è stato risposto “eeehh, meglio di no, non vorremmo creare situazioni spiacevoli” – immagino per non creare situazioni stile “ghetto”… Mamma mia che tristezza. Poveri studenti, spero che i compagni li abbiano accolti meglio delle istituzioni scolastiche.
Ottima decisione
Onestamente mi fanno un po’ ridere certi commenti indignati che ho letto sui social “e i nostri ragazzi che devono faticare per essere promossihhh” quando ormai non si boccia letteralmente nessuno alle elementari e alle medie e l’esame di maturità ha un super selettivo tasso di promozione del 99%.
Questo succede quando il perbenismo ed “i buoni sentimenti” prevalgono sulla logica e la razionalità. Tutta la compassione del mondo per questi ragazzi ma buttarli avanti nel percorso scolastico indifferentemente dal loro livello d’istruzione non li aiuta, si appesantisce invece il lavoro degli insegnanti e si rallenta il percorso didattico dell’intera classe.
Come se il diploma fosse un regalo e non un documento che attesta che hai superato un percorso ed hai ottenuto alcune competenze le quali vengono date per scontato negli anni successivi (per chi sta per dire “eh ma quasi tutti vengono promossi alla maturità”, si, ma all’esame ci devi arrivare, e così come vengono bocciate poche persone tutti gli altri anni, vengono bocciate anche poche persone in quinta. Poi se vogliamo parlare di quanto sia inutile l’esame in generale, lo si può fare ma non c’entra nulla con questa notizia).
Mi chiedo chi prenderebbe sul serio il diploma di un Ucraino ottenuto in questo modo.
ma grazie al cazzo arrivi a meta’ anno che non parli neanche la lingua, ho anche voglia di bocciarti?
Mi è piaciuto il commento sulla vicenda di Espérance Hakuzwimana (su instagram unavitadistendhal), che ha fatto emergere come dietro queste iniziative quasi pubblicitarie ci sia poi una legislazione che rende estremamente costoso e a volte direttamente impossibile a tanti immigrati e rifugiati far riconoscere il proprio titolo di studio qui in Italia, creando le tante storie che conosciamo di gente che avrebbe i titoli per fare l’ingegnere aerospaziale e qui è costretta a fare la colf.
Ci sono, poi, tutti gli ostacoli che si trovano i tanti ragazzini figli di immigrati che nel percorso scolastico in Italia vengono ostracizzati, lasciati con zero risorse linguistiche e poi persuasi a fare i peggiori istituti superiori perché “al liceo non ce la faresti”. Che poi era anche il destino dei bambini ucraini in Italia prima della guerra.
Mi piacerebbe si intervenisse per loro dal punto di vista strutturale, piuttosto che fare questi interventi emergenziali che lasciano il tempo che trovano.
Secondo me dovevano perdere l’anno e fargli fare un questi ultimi mesi un corso accelerato di italiano/inglese, cosi per settembre entrare in una classe dove integrarsi e riprendere gli studi. Però vabbe…
Giusto così
Bisognerebbe anche aiutare i genitori a parlare italiano il prima possibile,avere dei genitori con cui parlare italiano ogni giorno a casa aiuta molto.
Ma dai.. sto leggendo cose assurde, bocciare alle elementari bambini scappati dalla guerra? Che senso ha? Ma poi non ha senso nemmeno bocciarli alle superiori, ormai il diploma non vale niente. Avrei capito il discorso se la questione riguardasse l’università.
Già il diploma da solo vale poco in campo lavorativo, se creiamo un precedente di “regalare” diplomi a chi ha avuto qualche problema esterno alla scuola diventa veramente carta straccia.
Se facessimo così per tutti i migranti che scappano dalla guerra in Italia dovremmo distinguere tra diploma per merito negli studi e diploma per paese invaso