Ho letto prima [questo](https://www.ilpost.it/2022/06/08/atletica-leggera-night-of-the-10000m-pbs/) articolo sul Post (dal titolo: “Un giorno l’atletica sarà così?”) in cui si parla di un meeting di atletica leggera di recente fama in Inghilterra, che si allontana un po’ dal solito format all’interno di un’arena/stadio/campo e porta gli atleti a correre ad un passo e attraverso il pubblico e ad avere vari eventi correlati al meeting (musica dal vivo, street food..).

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Cosa ne pensate?

Ha senso cercare di svecchiare i format di alcuni sport? Di quali e in che modo? Si corre il rischio di perdere un po’ di vista lo spettacolo sportivo in sè facendo diventare l’evento una sagra o invece è un buon modo per coinvolgere anche i non appassionati?

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Avevo già visto una riproposizione della stessa idea al meeting di Zurigo della Diamond League dell’anno scorso, in cui una parte delle gare erano state fatte “in piazza”: fuori dallo stadio e correndo attorno agli edifici della piazza scelta, facendo le gare di salto nella parte centrale della piazza etc

Il risultato era certamente diverso ma più caotico per forza di cose: le gare erano più difficili da seguire di persona per assenza grandi tribune e da casa per assenza buone posizioni telecamere. Gli atleti però avevano apprezzato e il pubblico praticamente ad 1m da loro, pure.

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Per alcuni sport più di nicchia un tentativo in questa direzione può anche essere una vera e propria necessità per attirare pubblico e aumentare visibilità e quindi introiti per gli sportivi che magari hanno grosse spese da sostenere per allenarsi e competere, ma non gli stessi premi in denaro di altre discipline (penso alla International Swimming League ad esempio).

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Dall’altro lato penso anche ad alcuni sport americani, in cui la partita in sè diventa quasi un evento secondario: chiunque abbia visto una partita NBA dal vivo o in live, sa che ad ogni timeout ci sono cheerleaders, spettacolini, garette, kiss cam, lancio magliette etc etc

cioè una cosa che sicuramente funziona (dati gli introiti e i sold out dei palazzetti), ma che personalmente trovo un po’ straniante e a volte mi fa venir vogli di dire “ma siamo qui perchè ci piace il basket o per il circo collaterale?”.

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E quindi mi è venuta la curiosità di vedere in quali sport sono stati fatti/si hanno in programma tentativi del genere, di che tipo e se hanno riscontrato successo o meno 🙂

5 comments
  1. Secondo me dipende quanto si presta lo sport in questione.

    In questi anni ci sono stati molti esempi anche positivi di questa spettacolarizzazione basta vedere cosa si è fatto in 5 anni con la formula 1. Avrai sempre i fan nudi e crudi che ripudieranno tutta la spettacolarizzazione, ma avrai anche nuova gente che si affaccia su quella disciplina attirata dallo “sfarzo” che poi potrà anche appassionarsi.

    Ricordo anche che la spettacolarizzazione non passa soltanto per quello che accade sul momento, ma anche da prodotti collaterali che puoi vedere anche offline tipo Drive to Survive (che ha fatto sbancare la F1) o la serie della moto GP su Prime Video

  2. Nel calisthenics si sta avendo questo dibattito recentemente, essendo uno sport “giovane” bisogna scegliere che direzione dargli.
    Ogni stato fa a se, tra alcuni come gli Stati Uniti dove si punta alla maggiore spettacolarizzazione possibile (il vincitore viene deciso tramite applausiometro / si punta tutto su freestyle e dinamicità) ad altri come l’Italia ultra tecnici, dove tutto è deciso tramite punti e regolamenti precisi.
    C’è chi dice “lo sport deve anche intrattenere un po” e chi “non siamo al circo, siamo a una competizione”.

  3. Penso ci possa stare, per attirare un po’ di spettatori non particolarmente interessati allo sport in sé, come me; questo però senza renderlo una cosa tipo wrestling, non bisogna snaturarlo del tutto e renderlo un carosello.

  4. Io penso che la gente vada alle manifestazioni sportive per divertirsi, quindi è corretto cercare di renderle più piacevoli. Non è come la messa.

  5. > ma siamo qui perchè ci piace il basket o per il circo collaterale?

    Ecco, la domanda è quella giusta. Partendo dal presupposto che in generale più soldi circolano e meglio è (soprattutto per gli sport minori), l’idea deve essere quella di trovare un equilibrio tra l’attività sportiva e il circo, in maniera da attrarre quelli interessati all’attività (e il circo deve quindi non essere così invadente da allontanarli) e quelli interessati più al circo (che quindi non devono essere “annoiati” dall’attività). Oggi come oggi, dove la competizione tra i vari sport per attrarre pubblico e praticanti è altissima, non puoi prescindere dal curare anche l’aspetto del circo.

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