
Un paio di giorni fa commentando sul Caffè era stato brevemente menzionato l’argomento ed quanto pare, [meriterebbe un post a se stante](https://www.reddit.com/r/italy/comments/q09cbk/comment/hf9glbj/?utm_source=share&utm_medium=web2x&context=3) e visto che google mi ha ricordato che oggi fosse la festa degli insegnanti, ho ritenuto che fosse venuto il momento.
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Inizio con un disclaimer: ho seguito diverse persone nel loro percorso attraverso scienze della formazione primaria, una di queste fu la mia ragazza per quattro anni, anche se ci tengo a sottolineare che il percorso non ha influito in alcun modo nella fine della relazione.
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Voglio che sia ben chiaro che le critiche che esporrò in questo post non sono alla professione, che ritengo una delle più importanti in un paese civilizzato, ma alle persone (sia interne che esterne all’ambiente) che l’hanno resa un porcaio.
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Per chi non lo sapesse, per insegnare all’asilo od alla scuola elementare in Italia è necessaria la laurea in Scienze dell’Educazione Primaria, una delle poche lauree di 5 anni rimaste, che ha sostituito le Magistrali, scuole superiori della durata di 4 anni che fornivano le medesime abilitazioni lavorative.
E’ una laurea a numero chiuso, anche se data la sua poca attrattività al di fuori di specifiche demografiche rende il rapporto tra candidati e numero di posti estremamente favorevole.
Il percorso, pur durando 5 anni, non sfrutta questo arco di tempo in maniera efficiente, quanto cerca di riempirlo di nozioni in maniera apparentemente casuale.
Ho ricordi nitidi dell’esame di matematica dove parte dell’esame comprendeva la conversione di numeri da decimale a binario, ma al tempo stesso l’esame di storia fu ‘Porta un progetto carino’, ed una ‘Linea del tempo’ a soffietto prese 30 e lode.
Riguardo le materie più ‘di corso’, aiutati a sbobinare delle lezioni di pedagogia e, spero fosse solo quel professore lì, ma sinceramente c’era più politica che insegnamento.
Manca un approccio strutturato, c’è un costante ‘circlejerk’ su come affrontare i problemi dei bambini che è riassumibile in ‘Se un bambino ha problemi è perché non gli hai voluto abbastanza bene’
Per esempio la parte incentrata sui bambini con disabilità invece che focalizzarsi su come aiutare l’aspirante maestra ad affrontare situazioni anomale era una sbrodolata infinita su quanto la loro presenza arricchisca tutti e come la loro condizione conferisca loro una sensibilità superiore a quella di tutti gli altri, ciò li più importanti, se non direttamente migliori.
Viene ridotto tutto a ‘passione ed emozione’
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E la passione è il punto successivo.
Scienza della formazione primaria non lo fai per lo stipendio, secondo [almalaurea](https://www.almalaurea.it/sites/almalaurea.it/files/docs/universita/occupazione/occupazione15/occupazione2017_cap7_laureati_scienze_formazione_primaria.pdf), un lavoratore a tempo pieno percepisce circa di 1300 euro netti al mese senza grosse possibilità di crescita professionale, in un paese in decrescita demografica.
Cosa che è un vero danno, perché i primi anni dell’educazione sono fondamentali e bisognerebbe attirare personale bravo per alzare il livello.
Quindi tutte le persone che conosco lo fanno per passione, ma questa chiamata all’emotività filtra attraverso tutta la facoltà, diventando spesso una scusante a comportamenti vergognosi, come la promozione di persone totalmente impreparate solo perché mosse da questo sacro fuoco.
Non voglio essere frainteso, interesse ed amore per il proprio lavoro sono importanti in ogni ramo, ma non ho mai visto ne sentito di ingegneri passare analisi sbagliando gli esercizi o medici passare anatomia senza sapere dov’è il fegato; eppure numerose candidate venivano graziate pur facendo scena muta su argomenti che avevo imparato persino io come esterno ascoltando le persone ripetere.
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Sono proprio le persone così che laureatesi escono e fanno danni, pur essendo mosse dalle migliori intenzioni.
Sono sicuro che la grande maggioranza non siano così capre, ma ho visto e continuo a vedere un livello medio molto basso, dove anche sul posto di lavoro non viene premiato la maestra diligente, ma quella che bercia il suo amore per i bambini ai quattro venti.
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Ciò penso che sia incentivato moltissimo dalle famiglie.
Una delle critiche maggiori che sento sono proprio riferite ai genitori, che si intraversano nel processo didattico rendendolo più difficile.
Il genitore rigetta le critiche e le valutazioni negative dell’istituzione, addossando la colpa al sistema e paragonando i risultati tra classi ignorando l’attuale livello di preparazione dei bambini.
La scuola elementare viene trasformata in un parcheggio per il bambino fino a che i genitori non escono da lavoro, non un luogo di apprendimento.
Questo disincentiva l’insegnamento perché non viene premiato il didatta migliore, che stimola la crescita del bambino ponendolo a livelli di difficoltà crescenti, ma quello che si ferma al minimo comune denominatore in modo che tutti ottengano valutazioni alte, a discapito dei bambini maggiormente dotati che si trovano con del potenziale inutilizzato.
A riguardo, ho ascoltato una lezione dove veniva suggerito che il merito fosse classista e fosse in realtà necessario penalizzare gli studenti migliori per non creare classi a più velocità che sfavorissero ulteriormente gli studenti indigenti (ovviamente c’era [questa](https://interactioninstitute.org/wp-content/uploads/2016/01/IISC_EqualityEquity.png) immagine nella presentazione)
Anche questo contribuisce all’alienazione di molte maestre, specie tra le più brave, che si trovano con le ali tarpate da politiche che puntano a questo mcd, causando inutile frustrazione nel personale che si trova impossibilitato a eseguire le sue funzioni nel pieno: lo sviluppo del massimo potenziale degli alunni.
In risposta a questo, infatti, non sono rare le classi costruite a tavolino, dietro pressioni dei genitori, per separare fin dall’inizio i pargoli delle famiglie ‘per bene’ da quelle di tutti gli altri.
Generando ulteriore frustrazione alle maestre assegnate alle classi ‘inferiori’, che difficilmente adempieranno al loro dovere al massimo delle loro capacità
Se viene a mancare il ruolo didattico ed integrativo della scuola si generano problemi enormi che i bambini porteranno dietro per anni nel migliore dei casi.
Primo tra tuti l’amore per lo studio
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A riguardo l’argomento si amplia ancora perché si introducono bias specifici per ogni singolo professore, perché purtroppo è innegabile che con l’introduzione del sistema a maestro unico non tutte le materie vengano insegnate in egual maniera (ritengo che ad oggi sia stata una delle scelte peggiori).
Prendendo in considerazione tutto quello detto sopra e la demografica della facoltà, le materie umanistiche vengono fortemente privilegiate rispetto alle STEM
Questo favoritismo si riflette per tutta la vita, perché senza basi solide i bambini non riusciranno ad affrontare i gradi di istruzione superiore con serenità e verranno scoraggiati dal proseguire gli studi, un esempio lampante di questo è come in Italia [i maschi si laureino molto meno delle femmine](https://www.rivistastudio.com/maschi-laureati-italia/) ed abbiano dei tassi di abbandono molto più alti.
Approfitto per lasciare le risorse della comunita’ europea a riguardo: [Education | European Institute for Gender Equality (europa.eu)](https://eige.europa.eu/gender-mainstreaming/policy-areas/education)
Il discorso è profondamente sfaccettato, quindi per il momento preferisco fermarmi, grazie di aver letto fino a questo punto
18 comments
> Scienza della formazione primaria non lo fai per lo stipendio, secondo almalaurea, un lavoratore a tempo pieno percepisce circa di 1300 euro netti al mese senza grosse possibilità di crescita professionale, in un paese in decrescita demografica.
A difesa dello stipendio non si tratta di un full time 40 ore con una 20ina di giorni di ferie l’anno, ma mooooolto meno, inoltre, considerando che sei statale, quindi accesso al mutuo in zona privilegiata rispetto al privato. Poi ci sono i precari che meritano un discorso a parte.
Riguardo ai professori, essendo nato in una famiglia con parenti professori più si va avanti con la carriera e più si è demotivati. Mio zio ha passato gli ultimi anni a fare da diplomificio perché si era rotto le balle a stare a contatto con i genitori più che i ragazzi, tutti convinti di aver partorito il nuovo Einstein.
Poi ci sarebbero le mie idee di scuola, dato che siamo nell’era dell’informazione digitale, punterei al minimo sindacabile nello studio “a memoria” e molto in “ricerca e selezione dell’informazione”, con ricerche da fare a tutto campo spiegando dove prenderle. Ad esempio, se si fa una ricerca sui vaccini vanno bene le fonti tipo l’organizzazione mondiale della sanità e non Byoblu.
I voti devono essere privati, non divulgati in pubblico. A parte il bullismo, non serve a niente farli sapere al resto della classe, si crea inutile competizione. E a parte il voto, anche cosa è andato male e cosa va riportato nella prossima interrogazione.
Meno compiti a casa in generale, e compiti in classe più leggeri, bastano 2 o al massimo 3 equazioni dello stesso tipo per capire se uno studente è in grado di svolgerle o meno, se ne metti 10 sei tu professore in grado di non capire.
Ah, dimenticavo la cosa più importante: insegnare BENE la matematica, e applicarla ai casi d’uso REALI. Così farà meno schifo e non ci sarà il problema che nello STEM ci sono 4 gatti e nessuna gatta.
Grazie per questa analisi.
Sono d’accordo su tutto e purtroppo la situazione delle scuole medie e di quelle superiori non è molto migliore. Non aggiungo altro perchè non sono molto informata, però sull’ultimo punto che hai scritto ho qualcosa da dire: i ragazzi (maschi) hanno un tasso di abbandono elevato perchè per come sono messi le scuole e il mondo del lavoro conviene andare a lavorare presto, magari come apprendista idraulico o elettricista. Se sei sveglio guadagni tanto, molto più di gente che ha studiato e magari ha anche una laurea.
[deleted]
Dici: “A riguardo, ho ascoltato una lezione dove veniva suggerito che il merito fosse classista e fosse in realtà necessario penalizzare gli studenti migliori per non creare classi a più velocità che sfavorissero ulteriormente gli studenti indigenti (ovviamente c’era questa immagine nella presentazione)”
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Il merito é spesso classista. Uno studente (bambino o adolescente che sia) figlio di genitori benestanti e di cultura medio-alta ha accesso a molti più strumenti e stimoli che lo aiutano a compensare eventuali deficit e a sviluppare le proprie potenzialità. Esempio: gli verranno comprati più libri, potrà andare a lezione di inglese/ musica/ violino, se ha problemi di linguaggio potrà andare anche 3/4 volte a settimana dal logopedista, se ha altre difficoltà di apprendimento potrà essere seguito da fior fior di team di psicologi, educatori, docenti… Immaginate invece il figlio di genitori che a loro volta hanno avuto un accesso limitato all’istruzione e che hanno mezzi economici limitati. Hai problemi di linguaggio? Ti attacchi. Vuoi imparare l’inglese? Fatti bastare le ore curricolari. Ecc…
Con questo non suggerisco di *penalizzare* gli studenti migliori ma di cercare di dare ancora più strumenti e ancora più aiuto a quelli peggiori perché questi ultimi avranno SOLO la scuola come possibilità di “riscatto” culturale e, di conseguenza, sociale. Esempio: io insegno alle superiori. Avete idea di quanti colleghi mi dicono “ah guarda, Tizia bravissima ha capito tutto e ha preso 10 quindi se gli altri non hanno capito si arrangiano” oppure “ah guarda io spiego per Tizio, Caio e Sempronio: sono gli unici che mi ascoltano”. Invece NOOOO!!! Se Tizia è già bravissima non dovrai sforzarti più di tanto con lei, se Caio e Sempronio sono intrinsecamente motivati (avendo seguito i vari corsi, conoscerai la differenza tra motivazione intrinseca ed estrinseca) NON serve che tu concentri tutte le tue energie solo su di loro. Quello che serve è che tu ti faccia in quattro per motivare anche tutti gli altri, serve che tu trovi un metodo per fare in modo che anche gli altri capiscano. Ecco il senso di quell’immagine, che condivido profondamente. Non si tratta di penalizzare lo studente migliore, ma di fare tutto quello che è in nostro potere per permettere a quelli peggiori di provare ad arrivare al livello del migliore. La scuola non deve e non può essere esclusiva e classista.
Poi possiamo discutere sul fatto che per alcuni docenti dare strumenti = semplificare programmi e verifiche, a scapito *anche* degli studenti più brillanti. Ma in teoria non dovrebbe essere così e sospetto che lo facciano perché è molto meno faticoso rispetto a provare a fare qualcosa *in più* per i meno brillanti.
Riassunto di tutti questi temi: il ’68 ha fatto solo danni.
Provo a dire la mia per quanto mi permette l’esperienza che ho avuto. In generale l’insegnamento( soprattutto la pubblica istruzione) cosi com’è strutturato favorisce lo studente medio. Se sei al di sopra o al di sotto alla media fai fatica, la scuola diventa un luogo di tortura, più o meno. Le varie agevolazioni ( insegnanti di sostegno, programmi personalizzati a volte,ecc) sono coordinate male se non malissimo. Si studia contando sul saper ricordare e non sul saper fare( e si, si può saper fare anche da bambini).I ragazzi hanno tutte le materie già prestabilite e non c’è spazio per coltivare passioni o talenti. Su quest’ultimi l’istruzione diventa classista, chi può si riempie il pomeriggio di attività, per tutti gli altri c’è la passeggiata al centro commerciale. Per non parlare poi di alcune materie che hanno un programma veramente fuori dalla realtà. Uno fra tanti la lingua straniera..l’inglese viene insegnato dalla prima elementare alla quinta per portare i ragazzi al livello A1. Vorrei vedere se fosse fatta privatamente..sai la rabbia dei genitori , 5 anni di studio per saper dire solo 50 parole. Ah, e per ultimo, no non è del tutto colpa di insegnanti prossimi alla pensione, ma del fatto che il programma scolastico non si aggiorna e ha una tabella di marcia che non ti perdona ritardi.
Eh. Ho iniziato a scrivere una risposta “da ancora più esterno”, cioè qualcuno che ha potuto vivere ben 2 sistemi diversi da quello italiano. Solo elencare le criticità delle scuole italiane sarebbe durato 30 minuti. Il problema generale più grande è che l’insegnamento è poco intensivo. Esempio: se altrove si riesce insegnare tutto il contenuto della classe prima elementari in 4 ore curricolari (dalle 8:00 alle 12:30), perché in Italia ci si mette 8 ore curricolari più almeno 1 ora di compiti? Analoghe le medie: 6 ore curricolari +3-4 di studio individuale vs. 5 ore + 30 min di studio/compiti.
Gente che in questo thread crede realmente che i professori/insegnanti facciano 3 mesi di ferie all’anno, lavorino meno di 40 ore a settimana ed abbiano tutti il posto fisso.
Siete l’esempio vivente del genitore medio italiano che va dire merda ai docenti per i risultati scolastici dei figli.
Andate a fare in culo.
comunque la pedagogia è di gran lunga la disciplina teorica più distante dalla realtà della sua applicazione
Riassunto del post: all’università italiana [inserisci facoltà a scelta] lavorano degli incompetenti e non ti preparano davvero per il lavoro. Strano.
C’è un motivo per cui viene chiamata scienze delle merendine la facoltà
Perdonami, non ho compreso il tuo argomento a proposito del fatto che ci sia più abbandono scolastico maschile che femminile, dovuto all’insegnamento delle discipline umanistiche a scapito delle STEM. Forse ho frainteso?
A tutto questo devi aggiungere che la categoria è composta per la **quasi totalità** da garantiti senza arte ne parte che, se non avessero passato il concorso con una sanatoria post ricorso al TAR del Lazio, potrebbero fare al massimo gli sgabelli umani.
>Per esempio la parte incentrata sui bambini con disabilità invece che focalizzarsi su come aiutare l’aspirante maestra ad affrontare situazioni anomale era una sbrodolata infinita su quanto la loro presenza arricchisca tutti e come la loro condizione conferisca loro una sensibilità superiore a quella di tutti gli altri, ciò li più importanti, se non direttamente migliori.
Fosse solo questo il problema. Anche qua, la **quasi totalità** degli insegnanti di sostegno lo fa per scalare velocemente le graduatorie. Degli studenti disabili dalle elementari in su non gliene frega un cazzo di niente e i loro cervellini bacati da statali inaciditi pensano solo a quanto ancora dovrà durare questa tortura o come renderla più sopportabile per loro stessi. E ti parlo per esperienza diretta e personale.
La scuola italiana di ogni ordine e grado va detonata con tutti dentro dai bidelli in su.
È un tema molto interessante, ma se devo essere sincero hai fatto su un minestrone di argomenti un po’ estemporaneo. Provo a dividerli per darti i miei 2 cents
>Per chi non lo sapesse, per insegnare all’asilo od alla scuola elementare in Italia è necessaria la laurea in Scienze dell’Educazione Primaria, una delle poche lauree di 5 anni rimaste (…) non sfrutta questo arco di tempo in maniera efficiente, quanto cerca di riempirlo di nozioni in maniera apparentemente casuale (…) Manca un approccio strutturato, c’è un costante ‘circlejerk’ su come affrontare i problemi dei bambini che è riassumibile in ‘Se un bambino ha problemi è perché non gli hai voluto abbastanza bene’
Riassunto: puoi insegnare ad asilo ed elememtari solo se ti laurei in scienze della formazione primaria che è una facoltà con un percorso formativo disorganizzato e povero di contenuti realmente utili.
Risposta: dipende, ma in generale non è proprio così. Le educatrici in asilo, ad esempio, possono avere anche solo una LT in Scienze della Formazione ed Educazione. Gli argomenti di un corso di laurea ed il modo in cui vengono affrontati, poi, sono specifici per ogni ateneo – se studi a Bari (ranking 17.3) o a Salerno (23.1) è abbastanza diversa la storia rispetto ai corsi di Genova (92.4) od Udine (90.9)…non solo in termini di qualità della formazione, ma anche dei servizi accessori che l’ateneo ti mette a disposizione.
Che poi, come in molte facoltà di scienze umanistiche italiane, ci siano dei docenti che dovrebbero andare a zappare ‘a vigna con Praticò è certo. Io mi sono laureato in psicologia in un’università privata bella tosta e persino lì c’erano docenti che definire incapaci sarebbe fargli un complimento…figuriamoci in Scienze della Formazione in un piccolo ateneo cosa ci trovi. Ma da lì a dire che *tutto* il percorso formativo *ovunque* in Italia è compromesso ce ne vuole…
>Una delle critiche maggiori che sento sono proprio riferite ai genitori, che si intraversano nel processo didattico rendendolo più difficile.
Il genitore rigetta le critiche e le valutazioni negative dell’istituzione, addossando la colpa al sistema (…) La scuola elementare viene trasformata in un parcheggio per il bambino fino a che i genitori non escono da lavoro (…) Questo disincentiva l’insegnamento perché non viene premiato il didatta migliore, che stimola la crescita del bambino ponendolo a livelli di difficoltà crescenti, ma quello che si ferma al minimo comune denominatore in modo che tutti ottengano valutazioni alte, a discapito dei bambini maggiormente dotati che si trovano con del potenziale inutilizzato
Anche io sento spesso questo genere di critiche, e ogni volta chiedo: *”come ci siete arrivati a questo punto?”* e nessuno mi sa rispondere.
È ~~possibile~~ certo che io sia stronzo, ma nessuno sinora mi ha tolto dalla testa il sospetto che a quel punto molti insegnanti ci sono arrivati perché oltre a non saper come tenere una classe non sanno nemmeno come tenere i genitori. Un docente è (o dovrebbe essere) uno specialista della formazione – un *vero* specialista non si fa chiudere in un angolo subendo quello che alcuni docenti subiscono. Ho amici e conoscenti che sono insegnanti elementari e professori delle superiori, giovani, che di questi problemi non ne hanno…non perché siano fortunati o perché alunni e genitori siano remissivi. Semplicemente perché hanno imparato come gestire sia gli uni che gli altri in modo che ci siano linee che nessuno supera
>A riguardo, ho ascoltato una lezione dove veniva suggerito che il merito fosse classista e fosse in realtà necessario penalizzare gli studenti migliori per non creare classi a più velocità che sfavorissero ulteriormente gli studenti indigenti
Press X to doubt. Dove? Perché per quanto le mie conoscenze tra docenti e maestri non siano foltissime nessuno ha mai riportato un approccio formativo come questo…anzi. Di solito quell’immagine viene utilizzata per spingere un approccio di aiuto personalizzato e non “a pioggia” uguale per tutti. L’idea di “penalizzare” gli studenti autonomi perché così non si creano differenze “classiste” è troppo persino per la più scalcagnata università telematica, dai
>non sono rare le classi costruite a tavolino, dietro pressioni dei genitori, per separare fin dall’inizio i pargoli delle famiglie ‘per bene’ da quelle di tutti gli altri
Tra “non sono rare” e “l’ho visto succedere quslche volta” ci passa l’oceano Atlantico con anche tre quarti del Pacifico. Torna la domanda di prima: dove? Può essere una cosa forse tipica della tua città…io abito a Milano, una delle città (se non la città) più classista d’Italia. Mai sentito né visto che questa pratica sia così diffusa. Che avvenga non ne dubito. Che “non sia rara”, invece…
>è innegabile che con l’introduzione del sistema a maestro unico non tutte le materie vengano insegnate in egual maniera (ritengo che ad oggi sia stata una delle scelte peggiori).
>Prendendo in considerazione tutto quello detto sopra e la demografica della facoltà, le materie umanistiche vengono fortemente privilegiate rispetto alle STEM
>Questo favoritismo si riflette per tutta la vita, perché senza basi solide i bambini non riusciranno ad affrontare i gradi di istruzione superiore con serenità e verranno scoraggiati dal proseguire gli studi, un esempio lampante di questo è come in Italia i maschi si laureino molto meno delle femmine ed abbiano dei tassi di abbandono molto più alti
Pensavo parlassimo di asilo ed elementari. In che modo “non privilegiare materie STEM” all’asilo e/o alle elementari influirebbe sulle performance *universitarie* degli studenti?!
Da studente di Scienze della Formazione Primaria, concordo. Io ho avuto tantissimi dubbi perché non mi rivedo minimamente nello stereotipo di insegnante di primaria che é in voga adesso, ovvero praticamente la signorina Dolcemiele.
Purtroppo mi duole dire che la studentessa media di questo corso é: abbastanza ignorante, con capacità logiche scarse (ho sentito gente fare confusione su cazzate immani), e soprattutto MOLTO benpensante (del tipo “perché nessuno pensa ai bambini!!!!!” buttato a cazzo 3 volte al dì). C’è anche una concentrazione di mammine pancine piuttosto alta.
Per non parlare della Passione, tirata in ballo in continuazione ogni volta che qualcuno osa parlare di stipendi o simili. Tanto al 90% sono, appunto, mammine pancine col marito ingegnere o medico, cazzo gliene frega a loro se lo stipendio é basso?
Tutto questo mi porta anche a dubitare seriamente del mio futuro in questa facoltà, spesso penso che il lavoro migliore per me sarebbe qualcosa di impiegatizio (impossibile da trovare decentemente).
A questo punto direi che mandare i bambini dalle suore sia la scelta migliore
Non riesco a capire il punto. Posso dirti però che gli insegnanti percepiscono ben più di 1300 euro netti. Non sono sottopagati e di sicuro hanno accesso a molte agevolazioni proprie dell’impiego pubblico.
Sulla volontà o meno di insegnare o la serietà della facoltà non saprei.. hai fatto uno studio sulle varie facoltà o parli per esperienza personale in un ateneo?
Insomma perdonami ma non colgo il succo centrale del discorso
Se iniziassimo a parlare di merito nella professione di insegnante e non nella selezione della composizione delle classi alunni sarebbe già un bel passo avanti. Non menzioni che oramai l’insegnamento è in molte zone un ammortizzatore sociale con tutto quello che ne deriva e lo schifo degli insegnanti di sostegno, in 5 anni la media di cambio insegnante è di 4 volte fonte FISH, che per avere più punteggio…