MILANO – La Russia torna ad agire sui rubinetti del gas verso l’Europa per tenere alta la tensione sul fronte dei commerci e delle forniture.
Gazprom, il colosso di Mosca dell’export di gas, ha infatti annunciato una riduzione di oltre il 40% della sua capacità di consegna giornaliera di gas alla Germania, tramite il gasdotto Nord Stream. Riduzione immediata: scatta a partire da oggi.
Gazprom ha giustificato la decisione chiamando in causa la mancata consegna di alcune attrezzature da parte del gruppo tedesco Siemens. “Le consegne di gas tramite il gasdotto Nord Stream possono essere garantite solo fino a un volume di 100 milioni di metri cubi di gas al giorno, invece dei previsti 167 milioni al giorno”, ha affermato il gruppo in una dichiarazione pubblicata su Telegram.
La notizia si ripercuote sui mercati, con il prezzo all’hub olandese Ttf che si attesta a 90,74 euro a megawattora, in rialzo dell’8,798%.
La mossa di Gazprom arriva dopo che si è già chiusa la via attraverso la Polonia e precisamente il gasdotto Yamal, decisione che in quel caso aveva seguito le sanzioni a EuRoPol Gaz, proprietaria del tratto polacco. Anche un altro punto d’accesso del gas russo, attraverso l’Ucraina, è stato chiuso il mese scorso.
“A causa dei ritardi nella consegna di compressori da parte di Siemens, e malfunzionamenti ai motori, solo tre unità di compressione possono esser attualmente messe in funzione alla stazione di Portovaya”, ha detto Gazprom in riferimento alla novità odierna.
La vera guerra economica inizia solo adesso.
la russia sta spremendo gli ultimi euro dalle grasse mammelle europee
si prospettano un’estate calda e un inverno freddo
con i governi impegnati a tenere su le imprese che si vedranno mancare il gas e che quindi dovranno trovare un modo per produrre con il combustibile a singhiozzo
il benessere dei cittadini passerà per un momento in secondo piano
Sono sinceramente molto preoccupato per questo inverno. Già questo appena passato ha dato una bella botta ai portafogli di tutti, ma se continuano gli aumenti il prossimo non so personalmente come fare a gestirlo, sono molto irrequieto.
Lavoro nell’automazione industriale e Siemens cosi come altre società simili stanno avendo pesanti ritardi nella consegna dei materiali (PLC, turbine, compressori, motori etc..) per via appunto della guerra, dare la colpa a Siemens è una scusa scarsa
Sento un venticello fresco in zona posteriore….
Quest’inverno avremo:
– BCE che alza i tassa e ha interrotto l’acquisto titolo
– inflazione alta
– inflazione dell’energia ancora più alta
– forse addirittura forniture globalmente insufficienti, quindi razionamenti di gas e/o elettricità
Prevendo una situazione molto, molto brutta.
Gli occhi di tutti gli esportatori di GPL stanno diventando degli enormi simboli del Euro, Un mercato praticamente blindato fin ora si è appena aperto, scommetto faranno a gara per poter aprire dei terminali.
Bene, se non lo tagliano anche a noi finalmente potremo superarli tra una decina di anni
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MILANO – La Russia torna ad agire sui rubinetti del gas verso l’Europa per tenere alta la tensione sul fronte dei commerci e delle forniture.
Gazprom, il colosso di Mosca dell’export di gas, ha infatti annunciato una riduzione di oltre il 40% della sua capacità di consegna giornaliera di gas alla Germania, tramite il gasdotto Nord Stream. Riduzione immediata: scatta a partire da oggi.
Gazprom ha giustificato la decisione chiamando in causa la mancata consegna di alcune attrezzature da parte del gruppo tedesco Siemens. “Le consegne di gas tramite il gasdotto Nord Stream possono essere garantite solo fino a un volume di 100 milioni di metri cubi di gas al giorno, invece dei previsti 167 milioni al giorno”, ha affermato il gruppo in una dichiarazione pubblicata su Telegram.
La notizia si ripercuote sui mercati, con il prezzo all’hub olandese Ttf che si attesta a 90,74 euro a megawattora, in rialzo dell’8,798%.
La mossa di Gazprom arriva dopo che si è già chiusa la via attraverso la Polonia e precisamente il gasdotto Yamal, decisione che in quel caso aveva seguito le sanzioni a EuRoPol Gaz, proprietaria del tratto polacco. Anche un altro punto d’accesso del gas russo, attraverso l’Ucraina, è stato chiuso il mese scorso.
“A causa dei ritardi nella consegna di compressori da parte di Siemens, e malfunzionamenti ai motori, solo tre unità di compressione possono esser attualmente messe in funzione alla stazione di Portovaya”, ha detto Gazprom in riferimento alla novità odierna.
La vera guerra economica inizia solo adesso.
la russia sta spremendo gli ultimi euro dalle grasse mammelle europee
si prospettano un’estate calda e un inverno freddo
con i governi impegnati a tenere su le imprese che si vedranno mancare il gas e che quindi dovranno trovare un modo per produrre con il combustibile a singhiozzo
il benessere dei cittadini passerà per un momento in secondo piano
Sono sinceramente molto preoccupato per questo inverno. Già questo appena passato ha dato una bella botta ai portafogli di tutti, ma se continuano gli aumenti il prossimo non so personalmente come fare a gestirlo, sono molto irrequieto.
Lavoro nell’automazione industriale e Siemens cosi come altre società simili stanno avendo pesanti ritardi nella consegna dei materiali (PLC, turbine, compressori, motori etc..) per via appunto della guerra, dare la colpa a Siemens è una scusa scarsa
Sento un venticello fresco in zona posteriore….
Quest’inverno avremo:
– BCE che alza i tassa e ha interrotto l’acquisto titolo
– inflazione alta
– inflazione dell’energia ancora più alta
– forse addirittura forniture globalmente insufficienti, quindi razionamenti di gas e/o elettricità
Prevendo una situazione molto, molto brutta.
Gli occhi di tutti gli esportatori di GPL stanno diventando degli enormi simboli del Euro, Un mercato praticamente blindato fin ora si è appena aperto, scommetto faranno a gara per poter aprire dei terminali.
Bene, se non lo tagliano anche a noi finalmente potremo superarli tra una decina di anni