
La storia di Cloe Bianco, la prof transgender che si è data fuoco nel suo camper: “Ora sono liberaâ”. La scuola la sospese dopo il coming out

La storia di Cloe Bianco, la prof transgender che si è data fuoco nel suo camper: “Ora sono liberaâ”. La scuola la sospese dopo il coming out
24 comments
Per completezza, l’allora assessora (donna) alle pari opportunità Donazzan (FdI), la definì una carnevalata e non fece niente per reintegrare la prof nel suo ruolo di insegnante di laboratorio.
Nelle classifiche in cui vengono studiate le politiche di inclusione e di diritti LGBT è messa male. Nella classifica stilata da Rainbow Europe, per esempio, siamo 34° in [Europa](https://rainbow-europe.org/country-ranking), peggio di paesi come Croazia, Serbia o Albania.
L’hanno indotta al suicidio, complice la scuola e quella parte di società bigotta e conservatrice
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Ogni volta della gente deve morire perché qualche animo venga toccato, che razza di paese.
Sono fortunato a vivere tranquillamente col mio ragazzo nella civilissima e bellissima Padova ma mi fa star male come a un’ora di macchina si vive e si muore in questo modo. Mai dare i progressi per scontati.
Il post della Donazzan letto in questo momento fa rabbrividire.
Ho anche cercato altri articoli ma non ho ancora capito per cosa l’hanno sospesa.
Che tremenda tristezza. Vivere soli, essere ostracizzati e poi morire soli. Confesso di sentirmi anch’io in colpa, come membro di una società che non accoglie e spesso si volge dall’altra parte
Tristezza… nient’altro.
Mi dispiace fino alle lacrime. Davvero. Ogni uno di noi è solo di passaggio su questo pianeta e dovrebbe poter sperimentare ogni forma di esistenza e di amore che desidera, libera-mente. Questa è una sconfitta (un’altra) del nostro mondo. Buon viaggio..
Unpopular opinion: la prof transgender avrebbe potuto gestire diversamente/meglio il suo coming out?
Nel mio liceo, a fine anni ’90 c’era un’ insegnante che aveva fatto la transizione da uomo a donna. Nessuno si era mai lamentato, il provveditorato l’aveva semplicemente spostata di scuola, proprio per evitare ai suoi vecchi alunni un trauma e facilitare il suo percorso in un nuovo ambiente.
Presentarsi di punto in bianco con abiti femminili, senza avvertire nessuno, può essere davvero un trauma emotivo per gli alunni.
Certe scelte così delicate andrebbero un minimo concordate con la direzione scolastica.
Che brutta cosa, mi dispiace molto per la sua famiglia e tutti che le vogliono bene.
Ennesima storia vergognosa…
Interessante il meccanismo psicologico che è scattato nella ragazzina che è uscita piangendo dalla classe sotto shock.Forse si è sentita ingannata da un insegnante che si trasforma in un’altra persona? Forse ha subito una sorta di lutto improvviso?
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Nessuno pensa ai bambini?
A 14 anni sinceramente ritrovarmi un uomo travestito da donna di punto in bianco in classe mi avrebbe urtato, non sarei mai riuscito a seguire una lezione seriamente davanti ad un professore con un comportamento del genere.
Adesso naturalmente sarebbe tutt’altra cosa, ma pensiamo anche a tutte quelle persone che avrebbero dovuto interagire con questo soggetto.
Pero’ capisco anche che quel qualunquismo e semplicismo portato avanti dalla societa’ di quest’oggi e’ ben brava ad etichettare persone.
Premesso che mi dispiace molto per questa vicenda e che bisogni esprimersi, purtroppo e giustamente, con grande cautela dato che c’è di mezzo una vittima, credo che la conclusione da dover trarre da questa storia, ma come in altre centinaia di storie simili continue, non sia: “da domani tutti i professori che si sentono donna che vadano a scuola con la gonna”.
Sarebbe come chiudere con lo scotch il foro causato dall’iceberg al Titanic e pensar di aver risolto il problema. È un ragionamento molto populista, ma dato che verrebbe dalla parte ostile ai connotati come populisti, non lo si penserebbe.
Penso che bisogni intervenire socialmente per chiarire la questione LGBT alla popolazione italiana che per decenni non ha mai voluto normalizzare un bel nulla (in maniera estremamente ipocrita) per arrivare al 2022 dove la questione non è più essere etero o omosessuali, ma in che genere ci si identifica, il sentirsi binari, intersessuali, transessuali ecc…vogliamo affrontare un’esame di maturità senza aver aperto mezzo libro, così si crea solo bigottismo osceno da una parte e populismo inutile dall’altro.
Penso che solamente dopo aver fatto i conti con la nostra ignoranza nel tema LGBT (mi includo anche io tra gli ignoranti) potremo parlare di questioni più complesse come questa.
Povera Cloe, spero tu possa riposare in pace lontano dalla sofferenza di questo mondo.
Spero che la prossima legislatura regolamenti sui casi in cui un insegnante stia cambiando sesso. Se esiste già una tale norma, me la si indichi per favore, sono molto curioso.
Una storia tragica che purtroppo oggi viene bissata da questa https://amp.trevisotoday.it/attualita/treviso-spettacolo-camilli-gender-15-giugno-2022.html
Non ho elementi per contestare o approvare la motivazione della sospensione che da quel che ho letto è abbastanza nebulosa; per la minigonna? Per il coming out? Per entrambe le cose? Boh. Se qualcuno è a conoscenza della motivazione può commentare? La mia è una domanda ingenua, semplice curiosità.
Quello che mi perplime è però la motivazione del suicidio. Ad onor di precisione psicologicamente è improbabile che una persona decida di togliersi la vita per un solo evento scatenante (non reiterato). Attribuirle come unica motivazione della morte la sospensione è riduttivo e assolutamente semplicistico. Solitamente ci sono diverse situazioni di sofferenza alla base; stratificazioni traumatiche che noi a conti fatti non possiamo conoscere.
Che mondo di merda
A mio avviso possiamo tirarcela quanto vogliamo sul fatto che la sospensione fosse giusta o sbagliata, che il coming out potesse essere stato fatto diversamente oppure no et cetera, ma il punto è che siamo troppo, troppo ignoranti (come paese in generale, non me ne voglia r/Italy) sulle questioni legate al mondo LGBT+ perché cambi qualcosa nel breve/medio termine.
C’è bisogno di fare informazione seria, su tutti i canali possibili e immaginabili (sì RAI, anche tu); di potenziare l’educazione sessuale a scuola e includere tematiche non cis-eteronormative e queer; di cominciare a smettere di frignare sulla presunta dittatura del politicamente corretto e usare la testa prima di parlare a vanvera di cose che non si sanno e di usare slur e dead names/pronouns così a cazzo di cane… La lista potrebbe andare avanti all’infinito.
Scusate la rabbia e lo sproloquio, ma sono stanco di sentire ogni settimana qualcunə che muore perché in Italia non si vuole fare nulla dato che ci sono “le lobby LGBT che vogliono distruggerci” pseudocit; e se penso che un giorno queste cose potrebbero anche accadere allə miə amichə trans (ma anche gay, lesbiche etc. ovviamente) mi incazzo ancora di più