Un tema di cui ci è parlato ampiamente, ma su cui il lungo articolo dice qualcosa di nuovo secondo me.
In primis, che in realtà il numero di Lavoratori stagionali sono in aumento negli ultimi anni, quindi se non si trovano è perché una buona quota è già andata.
Secondo che, oltre allo stipedio, ci sono anche numerose altre questioni di cui tenere conto, riassumibili ne “la qualità della vita” di chi lavora, a cui magari non dispiacerebbe fare 8 ore alcuni giorni alla settimana e avere gli altri liberi, piuttosto che fare qualche ora 7 giorni su 7.
Temi che sicuramente c’erano prima ma che la società ora valuta di più in tutti gli ambienti di lavoro (es: remote working), perché qui non sono ancora arrivati?
Tutti si lamentano della mancanza di lavoratori per poi guadagnare una caterva di soldi lo stesso e a maggio dell’anno dopo riniziare con gli stessi discorsi
> Lo stipendio degli stagionali va ripensato
FTFY
Andrebbe ripensato il lavoro degli imprenditori in tali settori. Rischio di impresa pare essere roba sconosciuta. La tua attività non è sostenibile? Chiudi oppure fai anche te dei sacrifici invece di piangere per la mancanza di schiavi.
Abito in una città turistica e, per quanto possano mancare i lavoratori stagionali, vedo ogni giorno aprire nuovi locali/ristoranti uno di fianco all’altro che sistematicamente dopo qualche mese, finito il periodo di fama dovuto alla novità, chiudono.
Sarei curioso di capire da chi magari assume stagionali: atm è realmente plausibile rigirare sul cliente (almeno in buona parte) i costi di una politica salariale e sociale migliori per questo genere di lavoratori? O si tratta semplicemente di erodere i margini?
Uno dei problemi degli stagionali è che pesano pure sul welfare. Quanto è sostenibile lavorare 3-4-5 mesi all anno e poi disoccupazione – aiuti?
Non tutti fanno stagione doppia e quindi vengono scaricati a conto della comunità, considerando che visti i contratti che hanno le tasse pagate dal loro lavoro sono uni sputo, è un gioco a perdere per tutti al di fuori dell imprenditore.
Credo che ormai ci sia un cambio irreversibile che forse si risolserebbe con orari umani e paghe decenti. La gente non ci sta piu ad essere disponibile 12-14 ore al giorno 7/7.
Questi titolari ancora non hanno capito che non possono avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Forse intendevi “Ricompensato”.
>«Lavoro dalle 12 alle 17 ore al giorno, ma il mio contratto dice che ne lavoro 3 e il resto mi viene dato fuori dalla busta paga, in nero», dice un panettiere che preferisce rimanere anonimo, e che chiameremo Luca. Luca ha una quarantina d’anni, è panettiere dal 2001, e lavora in un chiosco sul mare in provincia di Messina, sette giorni su sette, senza giorni di riposo. Vive in una stanza messa a disposizione dal suo datore di lavoro e che condivide con altri quattro stagionali. «Purtroppo moltissime altre persone sono nelle stesse condizioni: i casi virtuosi sono pochi», dice. «Non si può lavorare così tanto per così poco. Quest’anno mi sono accorto di non farcela e ho deciso che presto lascerò questo posto e questo settore. Non so bene cosa farò, per ora non mi interessa, ma non vale la pena farsi sfruttare in questo modo».
Maledetti lavoratori scansafatiche!! Come si permettono di volere un equilibrio tra vita privata e lavoro e un salario che riesce effettivamente a mantenere la vita di una persona? Come si permettono a fare queste esuberanti richieste??
tanto rimangono senza lavoratori e chiudono per mesi, e ricevono quello che si meritano.
La verità è che dovremmo smettere di andare nei ristoranti, nei bar, al mare ed in tutti i posti dove questi lavori sono necessari. Non richiedendo più questi servizi, non ci sarà più bisogno di assumere gente e quindi nessun problema di orari massacranti per stare dietro a quella parte di popolazione che vuole usufruire di questi servizi.
l’intero sistema va ripensato forse??? la chiesa va ridimensionata FORSE??????
14 comments
tipo con orari umani e paghe decenti?
Un tema di cui ci è parlato ampiamente, ma su cui il lungo articolo dice qualcosa di nuovo secondo me.
In primis, che in realtà il numero di Lavoratori stagionali sono in aumento negli ultimi anni, quindi se non si trovano è perché una buona quota è già andata.
Secondo che, oltre allo stipedio, ci sono anche numerose altre questioni di cui tenere conto, riassumibili ne “la qualità della vita” di chi lavora, a cui magari non dispiacerebbe fare 8 ore alcuni giorni alla settimana e avere gli altri liberi, piuttosto che fare qualche ora 7 giorni su 7.
Temi che sicuramente c’erano prima ma che la società ora valuta di più in tutti gli ambienti di lavoro (es: remote working), perché qui non sono ancora arrivati?
Tutti si lamentano della mancanza di lavoratori per poi guadagnare una caterva di soldi lo stesso e a maggio dell’anno dopo riniziare con gli stessi discorsi
> Lo stipendio degli stagionali va ripensato
FTFY
Andrebbe ripensato il lavoro degli imprenditori in tali settori. Rischio di impresa pare essere roba sconosciuta. La tua attività non è sostenibile? Chiudi oppure fai anche te dei sacrifici invece di piangere per la mancanza di schiavi.
Abito in una città turistica e, per quanto possano mancare i lavoratori stagionali, vedo ogni giorno aprire nuovi locali/ristoranti uno di fianco all’altro che sistematicamente dopo qualche mese, finito il periodo di fama dovuto alla novità, chiudono.
Sarei curioso di capire da chi magari assume stagionali: atm è realmente plausibile rigirare sul cliente (almeno in buona parte) i costi di una politica salariale e sociale migliori per questo genere di lavoratori? O si tratta semplicemente di erodere i margini?
Uno dei problemi degli stagionali è che pesano pure sul welfare. Quanto è sostenibile lavorare 3-4-5 mesi all anno e poi disoccupazione – aiuti?
Non tutti fanno stagione doppia e quindi vengono scaricati a conto della comunità, considerando che visti i contratti che hanno le tasse pagate dal loro lavoro sono uni sputo, è un gioco a perdere per tutti al di fuori dell imprenditore.
Credo che ormai ci sia un cambio irreversibile che forse si risolserebbe con orari umani e paghe decenti. La gente non ci sta piu ad essere disponibile 12-14 ore al giorno 7/7.
Questi titolari ancora non hanno capito che non possono avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Forse intendevi “Ricompensato”.
>«Lavoro dalle 12 alle 17 ore al giorno, ma il mio contratto dice che ne lavoro 3 e il resto mi viene dato fuori dalla busta paga, in nero», dice un panettiere che preferisce rimanere anonimo, e che chiameremo Luca. Luca ha una quarantina d’anni, è panettiere dal 2001, e lavora in un chiosco sul mare in provincia di Messina, sette giorni su sette, senza giorni di riposo. Vive in una stanza messa a disposizione dal suo datore di lavoro e che condivide con altri quattro stagionali. «Purtroppo moltissime altre persone sono nelle stesse condizioni: i casi virtuosi sono pochi», dice. «Non si può lavorare così tanto per così poco. Quest’anno mi sono accorto di non farcela e ho deciso che presto lascerò questo posto e questo settore. Non so bene cosa farò, per ora non mi interessa, ma non vale la pena farsi sfruttare in questo modo».
Maledetti lavoratori scansafatiche!! Come si permettono di volere un equilibrio tra vita privata e lavoro e un salario che riesce effettivamente a mantenere la vita di una persona? Come si permettono a fare queste esuberanti richieste??
tanto rimangono senza lavoratori e chiudono per mesi, e ricevono quello che si meritano.
La verità è che dovremmo smettere di andare nei ristoranti, nei bar, al mare ed in tutti i posti dove questi lavori sono necessari. Non richiedendo più questi servizi, non ci sarà più bisogno di assumere gente e quindi nessun problema di orari massacranti per stare dietro a quella parte di popolazione che vuole usufruire di questi servizi.
l’intero sistema va ripensato forse??? la chiesa va ridimensionata FORSE??????
Vogliamo I cazzo di robot per i lavori di merda