È ufficiale: la sollevatrice neozelandese Laurel Hubbard sarà la prima atleta transgender a partecipare alle Olimpiadi

38 comments
  1. “una forte cultura riguardo l’inclusione di qualcuno che ha praticamente certezza di vincere l’oro e probabilmente di fare record del mondo femminile, con tutti i soldi e sponsor che ci portera’.”

  2. Io non ho nulla contro i trans e mi farebbe piacere se le tecnologie per la transizione fossero decisamente migliori peró allo stato delle cose dovrebbero gareggiare in categorie a parte.

  3. Bella merda, immagino come saranno contente le avversarie.

    A sto punto spero che stravinca così forse qualcuno si chiederà se ha senso essere “inclusivi” sempre e comunque anche a costo di calpestare i diritti degli altri.

  4. Chissa’ se Tatiana Kishirina gareggia ancora. Penso sia l unica a poter battere questa persona trans.

    Edit: sono andato a vedere i risultati passati della persona trans. Nelle sue competizioni nella divisione femminile, ha fatto numeri ben al di sotto dell oro.

    Non seguo piu’ la scena da tanto. Credo che non rientri nemmeno nella Top5. A meno che le squadre Russia e Cina non vengano squalificate totalmente togliendo le top players.

  5. Vabbè, se proprio vogliamo fare questa cosa interessantissima allora facciamo una divisione per genere sensata, non mi pare neanche troppo complessa: categoria donna – uomo – trans da uomo a donna – trans da donna a uomo – agender – bigender – demigender- trans da uomo a delfino – da donna a zucchina – pangender – third gender – demigirl – patata – uomo focaccina – etc.

  6. Mah è inutile “indignarsi” in anticipo, probabilmente andranno un po’ per tentativi con le nuove regole.

    Cioè è chiaro che se gli sport basati sulla forza bruta inizieranno a essere **dominati** dalle atlete transgender (che sono donne a tutti gli effetti, per carità, ma in alcuni casi sono ingiustamente avvantaggiate dagli ormoni e dai muscoli che il loro corpo ha prodotto durante la pubertà e giovinezza, quando erano uomini; quindi in alcuni casi è come se fossero donne “dopate”) , rivedranno le regole.

  7. Secondo me basterebbe fare una categoria apposta nelle paralimpiadi così hanno modo di gareggiare alla pari.

  8. Wikipedia: Anni 43. Competing before her gender transition, Hubbard set New Zealand junior records in 1998 in the newly established M105+ division with snatch 135 kg, clean & jerk 170 kg, total 300 kg.[8] Those records were later surpassed by David Liti.[9]

    In 2012 Hubbard transitioned to female and became Laurel Hubbard.

    Il record olimpico femminile é di 333.

    Il record olimpico maschile di 485.

    Nel maschile é competitivo zero, nel femminile fin troppo.

  9. Biologicamente parlando, non è una competizione equa. Ricordo una donna transgender che giocava a calcio femminile e distrusse tutti e finì per essere il miglior marcatore con un margine enorme.

    Hanno implementato la regola di includere i transgender nel powerlifter e l’hanno rimossa poco dopo che molti record di tutti i tempi sono stati battuti nella categoria femminile. Quindi dire che i transgender non dovrebbero essere in queste competizioni non è transfobico, è buon senso.

  10. Che cazzata, questa è veramente una cazzata colossale, non farà che danni a tutti, ci sarà una ritorsione verso i transgender e le donne atlete si vedranno completamente escluse dalla loro stessa categoria.

  11. Credo che la soluzione migliore sia copiare altri sport che non hanno divisioni di sesso, quindi avere una categoria *open* e una solo femminile, in questo modo si può garantire a tutti gli atleti di avere una categoria di default in cui competere senza escluderli dalle gare, e al contempo preservare l’integrità sportiva delle categorie femminili.

  12. L’enessima grande vittoria del patriarcato! Grazie ragazzi, faremo tornare le donne in cucina!

    /s ma neanche tanto.

  13. Vi siete mai chiesti perché il calcio ha due serie separate per uomini e donne? Be’ provate ad organizzare una partita con squadre della serie A di entrambi i sessi e fatevi quattro risate.
    Le differenze biologiche a sviluppo ultimato non sono controllabili dalla semplice “cura ormonale”. Avete di fronte macchine diverse su cui non potete applicare le stesse regole perché avete paura della Disney. Spero solamente che il concetto di inclusione sia applicato negli ambiti si rilievo (uno a caso il mondo del lavoro).

  14. E poi dicono che le troll farm russe esasperano il dialogo: in realta’ facciamo tutto da soli.

    Le comunita’ LGBTetc dovrebbero essere le prime ad opporsi a queste pagliacciate.

  15. Per come la vedo io, sono totalmente a favore che chi si senta appartenere ad un genere diverso al sesso di nascita sia riconosciuto e rispettato, ma essere atleti professionisti non è un diritto. Partecipare a competizioni agonistiche è comunque un privilegio riservato soltanto ad una ristrettissima minoranza della popolazione. Un conto è dire: “io voglio vedermi riconosciuto/a come membro del sesso opposto”, un altro è: “io voglio avere il diritto di fare parte di una categoria da cui comunque il 99,99% delle persone del sesso opposto normalmente è esclusa, altrimenti non mi sento accettato/a al 100% come membro del sesso opposto”

  16. Le differenze fisiologiche tra uomini e donne, specialmente ad alti livelli sportivi, sono estreme. Questa decisione non gioverà al movimento lgbt.

  17. immaginati anni trascorsi a farti il culo e allenarti ogni giorno, per poi essere battuta da un trans che ha vissuto come uomo per 35 anni. bella merda, ignoriamo i vantaggi biologici per far contenti i social justice warriors

    mi dispiace per le sue avversarie

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