Cosa succede dopo la scissione del M5S – Il Post

18 comments
  1. E quindi alla fine c’è stata la scissione tanto discussa.

    Come cambieranno le cose adesso per il nuovo movimento di Di Maio, M5S e, più in generale, le altre forze politiche in vista delle prossime elezioni?

    Il Governo Draghi continuerà o questa rottura potrebbe accelerare una crisi di governo?

    Insomma, come pensate si evolverà questa situazione?

  2. succede che hanno salvato lo stipendio per un altro anno e alle prossime elezioni la pagano carissima, non solo Di Maio ma tutti i partiti (e sono la quasi totalità) che hanno tradito il mandato elettorale.

  3. A me viene il dubbio che sia un gioco delle parti, Di Maio fa il responsabile e tieni in piedi Governo e legislatura (e quindi poltrone), Conte fa il puro, esce dal governo e accontenta la base antiieuro/NATO etc.

    In fin dei conti il centrodestra l’ha fatto già due volte, prima all’epoca del governo Monti con la Lega all’opposizione e ora con la Meloni all’opposizione di Draghi.
    Poi alle elezioni passano all’incasso e si riuniscono nello stesso governo.

  4. Comunque, meriti a Giggino per non aver ceduto a quel leccaculo dei russi di Conte, sapendo comunque che finito questo governo, in politica molto probabilmente sparirà, mentre sarebbe potuto rimanere nei 5S superando comunque il 3% dei voti il prossimo anno e quindi non saprendo dalla politica.

  5. È ovvio: si tratta tutto di un gioco di Di Maio per tenersi la poltrona da parlamentare il più a lungo possibile. Ricordiamoci che da regolamento interno al M5S non potrebbe ricandidarsi alle prossime elezioni.

    Tutto il resto sono conseguenze, questa è l’unica causa

  6. Finirà che per entrare in parlamento faranno il partito ammucchiata di centro con Di Maio, Renzi, Toti, Sala, Brugnaro ecc (Calenda penso ne resterà fuori visto che ha dalla sua i sondaggi che lo danno sopra la soglia di sbarramento)

  7. Con l’asse neo gialloverde / filo sovietico già ipotecato da Conte non restava granché da fare. I 5S si sono già rimangiati il 95% dei propri principi fondanti, la scelta è tra mandare giù il restante 5 o sparire comunque. Chi glielo fa fare? Meglio un’ultima incoerenza (di una serie sconfinata lunga oltre una decade) per una causa un minimo umana che lanciare una moneta e cercare di vivere di ospitate e libercoli come il suo ex sodale Dibba. Il problema è che ora da l’alibi perfetto ai Contiani di sguainare il putinismo senza più paraventi e mettere de facto la Lega (altro partito della stessa orbita) in maggioranza nella coalizione di governo. Di Maio non fa nulla di inaspettato, è la sua storia ad aver già scavato una fossa profonda e i suoi ex compagni di merende che non vedono l’ora di riempirla del loro unico contributo politico possibile. Nulla che il paese non si sia ampiamente meritato da tempo.

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